Sono diversi i temi affrontati nel corso di Speciale ospitalità, la sezione di Identità Milano 2026 dedicata al mondo dell’hôtellerie. Tra le novità di quest’anno, uno spazio dedicato alle cucine e ai cocktail bar d’hotel, con un Pavillion ricco di contenuti.
A dare il via ai lavori, sono gli eredi delle grandi famiglie alberghiere che hanno preso parte al talk Radici profonde, sguardi nuovi: la nuova generazione dell’hôtellerie italiana, moderato da Elisabetta Canoro, giornalista esperta del settore. Protagonisti, Gianvito Mangano, owner di Canne Bianche Lifestyle Hotel, Biagio Spagnuolo, general manager del Sant’Angelo Matera e Sant’Angelo Ostuni e ceo del gruppo Bema, Francesco Monti, co-owner dell’Hotel Mediterraneo di Sorrento e Giovanni Torre Avallone, maître de maison e chief experience officer, terza generazione della famiglia Avallone, proprietari del Grand Hotel Parker’s di Napoli.
Quattro identità, e realtà, molto diverse si raccontano, a partire dalle origini fino alla singola evoluzione, interrogandosi su quelle che saranno le sfide per il futuro.
Intanto, uno sguardo rapido sull'attualità globale, tra cambiamenti climatici e guerre, induce le prime riflessioni. Eppure il settore dell’hôtellerie rimane trainante per l’economia mondiale, con un incasso previsto per il 2026 di 12 trilioni di dollari.
IERI, OGGI E DOMANI
«Quanta strada compiuta un passo per volta! La nostra storia - esordisce Gianvito Mangano, seconda generazione del Canne Bianche - è quella di una famiglia che ha sempre creduto nel territorio, a partire da mio padre a cui va il merito di aver scommesso dove non esisteva nulla del genere. Abbiamo contribuito nel creare una destinazione - e non solo un hotel - fondata sul principio dell’accoglienza». Un insieme di storie, cultura e persone che, messi in relazione, hanno generato valore e attrazione.
Biagio Spagnuolo, parte dal suo Sant’Angelo a Matera, dove il suocero nel 1998 intuisce il potenziale della città dei sassi. Ma come far diventare Matera una destinazione? «Raccontandone la cultura, la storia e le tradizioni a propri ospiti - commenta Spagnuolo -: è questa la risposta che ci ha permesso di affermarci».
A Napoli c’è un detto che dice, “la prima generazione è quella che crea, la seconda quella che mantiene, e la terza è quella che distrugge”. Ecco perché Giovanni Torre Avallone preferisce definirsi parte della quarta nella gestione del Grand Hotel Parker’s. «Dal 1870 accogliamo ed emozioniamo migliaia di viaggiatori. Siamo l’hotel più antico di Napoli e da maggio 2025 siamo entrati nella famiglia Relais & Châteaux, un orgoglio per noi in questo momento di grande crescita per la città, che è sempre più destinazione culturale e turistica. La nostra è una dimora che sta vivendo un’importante evoluzione per assicurarsi un futuro vivo e dinamico. In genere quando si progetta si guarda ai numeri: a noi interessa principalmente preservare quanto già abbiamo. Ed è proprio questa identità a distinguerci e renderci speciali», dichiara Avallone.

I protagonisti del talk Radici profonde, sguardi nuovi: la nuova generazione dell’hôtellerie italiana presentato per lo Speciale Ospitalità in Spazio Arena. Da sinistra, Gianvito Mangano, Francesco Monti, Biagio Spagnuolo e Giovanni Torre Avallone
Dal capoluogo partenopeo alla Costiera sorrentina:
Francesco Monti, co-owner dell’
Hotel Mediterraneo, a Sorrento - proprietà delle famiglie
Monti e
Maresca - entra in albergo ancora molto giovane. «Sulla costa di Sorrento c’è sempre stato turismo e l’attuale albergo era la casa dei miei bisnonni, che dapprima ospitavano qui amici e parenti. Diventa poi casa vacanze e, dopo un lungo restauro, un albergo tre stelle negli anni Novanta. Oggi rappresento la quarta generazione, e pian piano abbiamo raggiunto prima le quattro e poi le cinque stelle. Non siamo mai stati un hotel “di catena”: la nostra è un’ospitalità di famiglia, ben organizzata per offrire lusso e autenticità. Supportiamo artigiani locali e piccoli produttori nell’intento di trasmettere l’identità di Sorrento», conclude
Monti.
Quali sono dunque le sfide del domani? Abbiamo rivolto la medesima domanda ai relatori coinvolti.
Gianvito Mangano: «La vera sfida consiste nell’avere il coraggio di cambiare senza avere la presunzione di saperne di più rispetto a chi ci ha preceduto, raccogliendo un’eredità fatta di storie e persone, e distinguendo gli elementi che rappresentano un reale valore. Ogni giorno occorre mantenere equilibrio e armonia tra le persone che lavorano in albergo, secondo una visione condivisa e partecipata. Umiltà personale e rispetto per il luogo sono alla base del nostro stile di lavoro».

Parte del pubblico presente allo Speciale Ospitalità
Biagio Spagnuolo: «Mio suocero
Nicola ha iniziato tutto da tre camere con la
Casa di Lucio, proprio tra i sassi. Poi nasce il
Sant’Angelo Luxury Resort, un’altra struttura che ha introdotto il lusso in una città economicamente povera, sebbene non lo sia mai stata dal punto di vista del suo valore culturale. Noi a Matera possiamo solo custodire, non è possibile costruire qualcosa di nuovo, perchè dopotutto siamo nella città più antica d’Europa. La vera sfida del futuro sta nell’ampliarci oltre il territorio, ed è questo il motivo per il quale siamo sbarcati a Ostuni, senza ingrandirci molto per non perdere l’identità. Sfida, d’altronde, è una parola che può diventare molto complessa nel nostro lavoro. L’innovazione consiste nel dedicarsi corpo e anima nel rispetto del territorio, concedendo il “lusso” di poter scegliere agli ospiti perchè per noi è importante non lavorare sull’io, ma ascoltare le loro necessità».
Francesco Monti: «La sfida? Restare connessi alla nostra ospittalità originaria, nella casa della bisnonna dove accoglieva i suoi amici. Siamo una dimora indipendente, che garantisce un’accoglienza centrata sull’entusiasmo e sulla solarità, due caratteristiche radicate nel dna dei sorrentini. Investiamo moltissimo sul personale, che deve essere in sintonia con questi principi».