Se c’è un comune denominatore che possiamo identificare all’interno del progetto Italian Cocktail Weeks, lo troviamo nella libertà. Libertà di guardare al mondo della mixology con occhi diversi, di dare spazio alla figura dei bartender e di accendere i riflettori su luoghi rimasti a lungo in secondo piano, come i bar d’hotel, eleganti, accoglienti, ma spesso percepiti come spazi riservati ai soli ospiti dell’albergo, a volte privi persino di un nome capace di renderli riconoscibili.
Il progetto, quindi, nasce anche da qui: dalla volontà di aprire questi luoghi alla città, offrendo visibilità ai professionisti, fino a restituire al bar una propria identità, autonoma rispetto all’hotel che lo ospita.
Un tema che ha attraversato la masterclass della Bar Experience nel corso di Identità Milano 2026, e che ha visto protagonisti Paola Mencarelli, Italian Cocktail Weeks Founder and Creative director, Edoardo Sandri, Assistant F&B manager Atrium Bar del Four Seasons Firenze e Antonio Ferrara, Bar Manager The Bar di Aman Venice. Insieme hanno ripercorso la nascita e l’evoluzione di un progetto nazionale in grado di dare forma, negli anni, alle diverse manifestazioni quali Florence Cocktail Week, Tuscany Cocktail Week, Venice Cocktail Week, Amalfi Coast Cocktail Week e Cortina Cocktail Weekend.

Paola Mencarelli, Italian Cocktail Weeks Founder and Creative director
Mencarelli non nasce nell'ambiente del bar, ma arriva dal mondo della ristorazione, dalla critica gastronomica e dall’ospitalità, rami che ha seguito per circa diciotto anni prima di avvicinarsi alla dimensione attuale. Eppure, è stato proprio questo sguardo laterale a consentirle di interpretare in modo diverso il lavoro dei bartender, cogliendo la necessità di costruire eventi capaci di dare maggiore libertà, visibilità e spazio narrativo ai professionisti, ma anche alle strutture.
Il format della Cocktail Week, dopotutto esisteva già a livello internazionale e l’intuizione di portarlo a Firenze arriva dall’allora socio Lorenzo Nigro, dopo aver vissuto l’esperienza della Paris Cocktail Week. «Ammetto che l’idea non è stata mia», racconta Mencarelli, ricordando come in quel momento si stesse avvicinando timidamente alla mixology.
Ma è quella illuminazione che dà vita per la prima volta, 10 anni fa, alla Florence Cocktail Week, supportata fin dall’inizio dal Four Seasons Firenze, in una fase in cui il bar viveva all’ombra della ristorazione e molti bartender faticavano a trovare spazi di racconto dedicati. La manifestazione ha offerto così, sin da subito, una piattaforma capace di valorizzare non solo i cocktail, ma anche persone, storie, luoghi.
Firenze, quindi, rappresenta il primo banco di prova: in città d'altronde esisteva già una comunità di bartender, ma mancava uno strumento in grado di valorizzarla. Ecco perchè, fin dalla prima edizione, il lavoro non si concentra soltanto sui drink, ma anche sui volti dei professionisti, raccontati attraverso i ritratti fotografici di Veronica Gaido, un modo per restituire identità a chi anima il bancone e per dare forma a un movimento che avrebbe aperto il mondo del bar finalmente alla città.

Edoardo Sandri, Assistant F&B Manager Atrium Bar del Four Seasons Firenze
Edoardo Sandri vive questa trasformazione dall’interno e il suo racconto mostra quanto la
Florence Cocktail Week sia stata cruciale in una fase in cui i social non avevano ancora la forza di oggi: uno strumento per portare persone nei bar, destare curiosità e avvicinare al capoluogo toscano bartender internazionali, attraendo un pubblico inedito e addetti ai lavori.

Antonio Ferrara, Bar Manager The Bar di Aman Venice
A Venezia, invece, il percorso assume un significato diverso perché, se Firenze era già dotata di una sua comunità, la città lagunare partiva da una situazione meno strutturata.
Antonio Ferrara racconta il caso di
Aman Venice, logisticamente parlando non proprio accessibile. Attraverso la
Cocktail Week,
Aman inizia finalmente a farsi conoscere dalla città, generando eventi capaci di avvicinare chi ne era completamente distante.
Il risultato, secondo Ferrara, va ben oltre la semplice visibilità: la manifestazione ha contribuito a creare su Venezia una comunità che non esisteva, favorendo relazioni tra professionisti e permettendo al bar di essere percepito in modo differente. È qui che si comprende il senso concreto delle Italian Cocktail Weeks, non semplici calendari di eventi, ma occasioni per creare connessioni tra bartender, hotel, aziende e pubblico.
Tanto a Firenze quanto a Venezia numerosi bar d’hotel ora non sono più un servizio accessorio, ma una destinazione autonoma, con un nome, una narrazione e un pubblico di appassionati capace di frequentarli indipendentemente dal soggiorno.