12-06-2026

Il nuovo lusso? Imparare a stare meglio

A Identità Milano 2026 il talk Wellness & Longevità ha raccontato una trasformazione ormai evidente: hotel, terme e spa non vendono più solo relax, ma tempo, cura e consapevolezza

Sul palco dello Spazio Arena, Angela Stoppato, C

Sul palco dello Spazio ArenaAngela Stoppato, CEO di Terme Preistoriche Resort SpaAngelo Fortunati, coordinatore scientifico del Gruppo Terme&SPAElisabetta Grassi, co-owner e responsabile Medical Spa del Grand Hotel Des Iles BorroméesGuglielmo Giudice, executive chef di Terme Preistoriche Resort Spa; e Massimo Dorino, general manager di Fonteverde Lifestyle & Thermal Retreat

Le foto sono di Brambilla / Serrani

Per anni il benessere, negli hotel di lusso, è stato quasi un reparto a parte. La spa, il massaggio, la piscina, il trattamento prenotato tra una cena e un aperitivo. Un servizio in più, spesso molto bello, ma comunque separato dal resto dell'esperienza. A Identità Milano, durante il talk Wellness & Longevità: gli assi vincenti dell'Ospitalità, il discorso è andato in un'altra direzione. Il benessere non è più stato raccontato come un accessorio, ma come una nuova grammatica dell'accoglienza. Non qualcosa da aggiungere al soggiorno, ma il motivo stesso per cui un ospite sceglie una destinazione.

Sul palco dello Spazio Arena, in collaborazione con BENESSE, si sono confrontati Angela Stoppato, CEO di Terme Preistoriche Resort Spa; Angelo Fortunati, coordinatore scientifico del Gruppo Terme&SPA; Elisabetta Grassi, co-owner e responsabile Medical Spa del Grand Hotel Des Iles Borromées; Guglielmo Giudice, executive chef di Terme Preistoriche Resort Spa; e Massimo Dorino, general manager di Fonteverde Lifestyle & Thermal Retreat.

Il tema era di quelli che rischiano facilmente di diventare slogan: longevità. Una parola che oggi si trova ovunque, dalla medicina preventiva al turismo di lusso, dai protocolli anti-age alle nuove spa medicali. Ma il punto più interessante del talk è stato proprio provare a togliere alla longevità quella patina un po' fredda, tecnica, quasi ossessiva. Perché vivere più a lungo, da solo, non basta. La vera domanda è: come ci arriviamo, a quegli anni?

 

Non più solo vivere di più, ma vivere meglio


La distinzione più forte emersa dall'incontro è stata quella tra longevità clinica e longevità naturale. Da un lato ci sono i test, le analisi, la diagnostica, le équipe mediche, i dati biologici. Dall'altro ci sono l'acqua termale, il movimento, l'alimentazione, il sonno, la gestione dello stress, il paesaggio, il tempo lento.

Due mondi che non devono per forza escludersi, ma che l'ospitalità deve imparare a tenere insieme con misura. Perché il rischio, altrimenti, è quello di trasformare il soggiorno in una visita medica mascherata da vacanza. E nessuno, entrando in un resort o in una spa, vuole sentirsi dentro una clinica.

Angelo Fortunati ha portato il discorso sul terreno più concreto: non si tratta semplicemente di aggiungere anni alla vita, ma di aggiungere qualità agli anni. È qui che il tema diventa meno astratto. L'aspettativa di vita si allunga, ma non sempre si allunga allo stesso modo il tempo vissuto in salute. In quello spazio, tra il vivere a lungo e il vivere bene, si inserisce oggi una parte importante della nuova ospitalità del benessere.

Le terme, in questo senso, hanno un vantaggio antico. Da sempre lavorano sul corpo prima ancora che la parola «longevità» diventasse una tendenza. L'acqua termale, i trattamenti, il riposo, l'ambiente, la regolarità dei ritmi: tutto ciò che oggi viene riletto in chiave scientifica esisteva già, magari con un linguaggio diverso. La novità sta nel modo in cui queste pratiche vengono integrate con la medicina preventiva, senza perdere il lato umano dell'esperienza.


L'ospite arriva già informato


Un altro punto emerso con forza riguarda il cambiamento dell'ospite. Chi sceglie oggi una struttura legata al wellness non arriva più completamente ignaro. Spesso sa già di dormire male, di muoversi poco, di essere stressato, di mangiare in modo disordinato. Magari ha uno smartwatch al polso, controlla i parametri, conosce il proprio corpo più di quanto accadesse qualche anno fa. O almeno crede di conoscerlo.

Questo obbliga le strutture a cambiare passo. Non basta più proporre un trattamento standard, una dieta genericamente leggera o un percorso uguale per tutti. Serve ascolto. Serve personalizzazione. Serve anche una nuova preparazione da parte di chi lavora nel mondo spa e hospitality.

I terapisti non devono diventare medici, e questo confine resta fondamentale. Ma allo stesso tempo non possono più muoversi come semplici esecutori di un servizio. Devono conoscere il linguaggio del benessere contemporaneo, capire quando un ospite porta con sé dati, abitudini, fragilità, aspettative. Devono saper accompagnare senza invadere.

Il wellness, insomma, non può essere una promessa decorativa. Deve diventare un metodo. E dentro questo metodo entrano tre pilastri ricorrenti: movimento, alimentazione e gestione dello stress. Tre parole semplici, quasi abusate, ma che diventano decisive se vengono calate davvero nella vita di una persona.


Anche la cucina entra nella cura


La presenza di Guglielmo Giudice, executive chef di Terme Preistoriche Resort Spa, ha spostato il discorso anche sulla cucina. Ed è un passaggio centrale, perché oggi nessun progetto di benessere può permettersi di trattare il cibo come elemento secondario.

Mangiare bene, in un contesto di ospitalità orientata alla longevità, non significa servire piatti tristi, punitivi o semplicemente «light». Significa costruire un'idea di cucina coerente con il luogo, con la materia prima, con la sostenibilità e con il corpo di chi mangia. Una cucina capace di restare piacevole, ma anche più consapevole.

Nel caso di Terme Preistoriche Resort Spa, il racconto di Angela Stoppato ha fatto emergere proprio questo tentativo: tenere insieme storia familiare, acqua termale, natura, architettura e gastronomia. Non una spa isolata dal resto, ma un sistema in cui ogni elemento deve parlare la stessa lingua.

Stoppato ha raccontato una realtà che negli ultimi anni ha attraversato una trasformazione profonda. Le nuove esperienze nel parco, il rapporto con gli alberi, le vasche, gli spazi dedicati alla cura termale tradizionale: tutto sembra andare verso un'idea di benessere meno artificiale e più radicata. Come se il lusso non fosse più soltanto nella bellezza della struttura, ma nella qualità del tempo che quella struttura riesce a creare.


Il benessere non finisce al check-out


Anche l'intervento di Massimo Dorino su Fonteverde Lifestyle & Thermal Retreat ha confermato questa direzione. Le destinazioni termali e wellness non sono più soltanto luoghi in cui «staccare». Devono diventare luoghi in cui imparare qualcosa di sé.

Questo forse è il nodo più contemporaneo del talk. Il nuovo lusso non è solo essere serviti bene, dormire in una bella camera o avere accesso a una piscina termale. Il nuovo lusso è essere ascoltati. Arrivare in un luogo e sentire che qualcuno prova davvero a capire di cosa abbiamo bisogno, non solo cosa siamo disposti a comprare.

C'è poi un altro aspetto, forse il più interessante: il soggiorno non dovrebbe finire quando si lascia la struttura. Se un percorso funziona, qualcosa resta. Un'abitudine, una consapevolezza, un modo diverso di mangiare, dormire, respirare, muoversi. Anche solo una piccola correzione nella routine quotidiana.

In fondo, a Identità Milano, parlando di longevità si è parlato soprattutto di tempo. Non solo il tempo che vogliamo aggiungere alla vita, ma quello che spesso sprechiamo, comprimiamo, ignoriamo. Il tempo del corpo, il tempo della cura, il tempo del riposo, il tempo necessario per ascoltarsi davvero.

E forse è proprio qui che l'ospitalità può trovare una nuova centralità: non promettere l'eterna giovinezza, ma offrire uno spazio concreto in cui ricominciare a stare meglio.


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Indira Fassioni

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Indira Fassioni

Food lifestyle editor, giornalista free lance. Ha fondato la testata Nerospinto, si occupa del canale Cucina di Tgcom24. Esperta di bon ton, curiosa e assetata di vita, considera "hai mangiato?" la dichiarazione d'amore più vera

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