Tre giorni pieni, intensi e in men che non si dica l’edizione XXI di Identità Milano si conclude con l’annuncio delle prossime date, che vi invitiamo a segnare sin da subito in calendario: l’appuntamento con Identità Milano 2027 è per i prossimi 7-8-9 marzo.
Ma prima della chiusura di questa tre giorni di Identità Milano, un po’ come una staffetta tra amici, il viaggio dell’alta gastronomia prosegue con un cambio di scenario, ma non di rotta, passando dal cuore di Milano alla meravigliosa Costiera sorrentina, con l’appuntamento di Festa a Vico 2026.
Anima e cuore - è proprio il caso di dirlo -, nonché ideatore della manifestazione è
Gennaro Esposito, chef de
La Torre del Saracino, due stelle Michelin a Vico Equense (Napoli), pronto a traghettare l’evento alla sua XXIII edizione. Cosa promette? In una parola, eccellenza: grandi cuochi, giovani promesse, ma anche prodotti straordinari, che esaltano l’immenso lavoro di contadini e artigiani del gusto,come pure il desiderio di migliorare le vite altrui, supportando di anno in anno progetti socialmente di rilievo, e poi musica, condivisione in una cornice suggestiva quale è la costa che fronteggia il Golfo di Napoli.

A presentare questa chiacchierata tra amici, a sinistra Cinzia Benzi, e poi Paolo Marchi, Eleonora Cozzella, Anna Abbona, Raffaella Bologna, Giancarlo Morelli, Matias Perdomo e Gennaro Esposito
E proprio con
Festa a Vico, assieme a una piccolissima delegazione di amici che l’hanno accompagnata in questi anni, si chiude l’edizione XXI del congresso di Identità Golose: siamo alle battute finali in Main Stage, e con
Gennaro, sul palco, ci sono
Paolo Marchi,
Eleonora Cozzella, direttrice de
Il Gusto, le produttrici
Raffaella Bologna e
Anna Abbona rispettivamente delle aziende
Braida vini e
Anna Maria Abbona, da sempre al fianco dello chef di Vico, e poi
Giancarlo Morelli dell’omonimo ristorante meneghino - nonché “suggeritore ufficiale di dj” per
Gennarino Esposito - e
Matias Perdomo, chef di
Contraste, Milano, che alla sua prima partecipazione a Vico, era ancora un ragazzino, un astro in ascesa a supporto delle brigate dei più grandi.

Gli chef Giancarlo Morelli, Matias Perdomo e Gennaro Esposito
Aveva preso parte alla serata dedicata alle nuove generazioni, una costante della Festa, un’opportunità per conoscere i futuri talenti della gastronomia - come d’altronde, ci conferma il presente-; mentre il giorno seguente, assieme a
Simon Press, al timone di
Contraste con
Perdomo, eccolo supportare
Vittorio Fusari nella preparazione della cena firmata dai big. «Era un grande onore e una forte emozione per noi poter lavorare accanto a questi grandi professionisti che ammiravamo perdutamente», commenta
Perdomo.
Una Festa che alla fine è nata un po’ per caso: l’edizione zero, infatti, va a plasmarsi da sé. Sarebbe dovuta essere il finale a sorpresa, a conclusione dei lavori di un congresso dei Giovani ristoratori d’Europa. «Era tutto pronto, una grande festa all’aperto, fino all’arrivo di un terribile nubifragio perché dopotutto era pur sempre ottobre - ci racconta Gennaro - ma passato il cattivo tempo, ci ritrovammo tutti insieme a festeggiare, tanto da farci pensare che un momento come quello, una “festa a Vico” come quella, ci sarebbe voluta ogni anno». Detto fatto. Ventitrè edizioni dopo siamo ancora qui a presentare le novità del 2026 - ve le abbiamo raccontate qui - che tra le varie cose, includono un’estensione del raggio d’azione, fino ad abbracciare la vicina Sorrento. Ci sarà spazio per tutto e per tutti, senza mai perdere l’anima di un «happening tra amici», come specifica Esposito.

Da sinistra, Eleonora Cozzella, Anna Abbona e Raffaella Bologna
C’è chi non ha perso neanche un’edizione, come
Eleonora Cozzella, che pur di esserci almeno un giorno, ha sempre riservato almeno 24 ore all’evento e rimarca: «Immaginate una cena tra amici veri in cui ognuno porta qualcosa, ma in grande: ecco, questo per me è
Festa a Vico, un giro del mondo in 4 giorni, la possibilità di mangiare una bruschetta al pomodoro e subito dopo
la cipolla di
Perdomo».
Come dimenticare le grandiose colazioni, evocate da Paolo Marchi, che di Gennaro ammira soprattutto l’immensa generosità che ha sempre riservato a quanti lo raggiungono, ma soprattutto alla sua terra; o quei fuochi d’artificio inaspettati, tanto da spalancare i cuori dei più grandi produttori di vini francesi e champagne. Ma più di qualsiasi cosa, «questa festa ha il merito di stimolare noi cuochi a tornare da lì, con la voglia di creare qualcosa di nuovo, in spensieratezza,perchè quello di Vico non è solo un evento, ma un movimento, che nasce in tempi non sospetti, quando ancora non eravamo agevolati nella comunicazione come adesso. E questo merito è solo suo: grazie Gennaro».
L’appuntamento di Festa a Vico è dal 14 al 16 giugno a Vico Equense e Sorrento (per scoprire il programma completo, clicca qui), mentre con Identità Milano arrivederci nel 2027!