Luiz Filipe Souza
Evvai
rua Joaquim Antunes 108
San Paolo, Brasile
+551130621160
«Sono di origini venete, colorate da incroci tedeschi, argentini, brasiliani», riassume lui. Classe 1989, il ragazzo è molto umile e gentile e ti spiega, in un italiano più che corretto, che era destinato a grandi cose nel rettangolo da tennis ma poi ha scelto quello del ristorante. Troppo pressante l’impulso di dare un senso alle sue determinazioni oriunde, un vocabolo portoghese ora un poco in disuso che a lungo ha designato i connazionali in cerca di fortuna fuori dai confini. Per poi tornarci, come Luiz Filipe ha fatto all’Accademia di Niko Romito a Castel di Sangro (L’Aquila), una folgorazione che ha innestato la marcia più alta al suo stile.
Nel 2017 apre Evvai a Pinheiros, uno dei quartieri culturalmente più elettrizzanti di San Paolo. Nel 2019 conduce il Brasile alle finali del Bocuse d’Or (di cui diventa presidente nel 2025) e nell'aprile del 2026 lo stesso Evvai (espressione tipica italiana) diventa il primo ristorante nella storia dell'America Latina a ottenere questa distinzione, facendo al contempo di lui lo chef più giovane della regione e uno dei più giovani al mondo a ottenere i 3 macaron. Autore di una cucina fortemente ancorata su metodo, ricerca e continuità, nel corso di un decennio Souza ha stabilito un distintivo linguaggio "oriundo", un’esplorazione continua del rapporto tra la tradizione italiana e gli ingredienti brasiliani, plasmata da rigore tecnico e coerenza nel tempo. Souza mette sullo stesso piano ingredienti dei due mondi («non c’è meglio o peggio, ma pari dignità»), smossi da tecniche complesse che però non devono trasparire nel risultato finale. Cosa ci ricorda il concetto? La cucina di Niko Romito, cui però non assomiglia per altri versi perché qui siamo in Brasile e il minimalismo ha raramente albergo.
Souza guida anche il Restaurant Y presso l’Hotel das Cataratas, A Belmond Hotel, una tavola centrata sulla biodiversità del suo paese e il contesto specifico del Parco Nazionale dell’Iguazú.