Stefano Binda, questione di Texture

A Mandello del Lario, da pochi mesi (con in mezzo la pausa Covid), il cuoco è ripartito con un nuovo progetto

20-08-2020
Stefano Binda con la patron Silvia Nessi

Stefano Binda con la patron Silvia Nessi

Stefano Binda is back. Una frase che può sembrare inflazionata, adattabile a qualunque talento di qualsiasi settore si rimetta in moto dopo un’assenza dalle scene. Ma il ritorno di Binda al massimo delle sue capacità creative è una splendida notizia per la ristorazione lariana. Il signore in questione ha nel curriculum cinque anni di stella Michelin quando era alla guida della Nuova Trattoria Dac a Trà di Castello in Brianza, chiusa alla fine del 2018. Un anno e mezzo passato a valutare esperienza più o meno appaganti, poi ecco la svolta con Texture.

Siamo a Mandello del Lario, in pieno centro storico, a pochissimi passi da uno degli scorci più suggestivi del lago di Como, ramo lecchese. Il Texture nasce dall’incontro tra le pennellate di Binda e la lungimiranza imprenditoriale di Silvia Nessi. Dopo una fase di studio attento, i due hanno capito di poter costruire una squadra vincente.

Uno scorcio della sala

Uno scorcio della sala

Del locale ci si innamora subito: palazzina storica con una corte antica. Con il bel tempo la corte diventa parte integrante del ristorante, che presenta un ambiente d'impatto, una sala nuovissima comunicante con l’esterno attraverso luminose vetrate. Poi, quando ci si siede a tavola, ci si mette nelle mani di Stefano e solo di Stefano, perché lo chef ha formato uno staff ridotto e molto giovane. In cucina si fa dare una mano da Marco Dell’Oro, suo allievo. In sala oltre alla patron si muove con disinvoltura anche Giovanni Fasoli, il giovane maître. Semplicità della struttura, ma anche precisione e grande cortesia.

Mousse di pancetta e tartare di barbabietola

Mousse di pancetta e tartare di barbabietola

Spaghetti cacio, pepe e polvere di peperoni

Spaghetti cacio, pepe e polvere di peperoni

In un posto dove si sta bene si rischia di perdere la concentrazione sulla qualità di quello che viene presentato nei piatti. Al Texture questo è impossibile perché Binda unisce all’ispirazione che gli aveva portato la stella alla competitività di chi è stato fermo troppo tempo. La sua è una cucina che si muove dalle basi del territorio sulle quali vengono applicati tutti i principi della modernità.

Pesce di lago come il salmerino, valorizzato con l’aggiunta degli ingredienti che Stefano ha scoperto viaggiando per il mondo. Il menu degustazione gioca in armonia tra terra, lago e mare, con cialde deliziose, scampi e gamberi battuti, verdure dell’orto trasformate in accessori mai superflui.

Battuta di scambi e gamberi

Battuta di scambi e gamberi

Cappelletti ripieni di pesto affumicato con patate e fagiolini

Cappelletti ripieni di pesto affumicato con patate e fagiolini

Al Texture è collegata anche una “cooking academy” dove su richiesta si tengono lezioni di cucina a vari livelli. E se il tempo lo permette, è possibile prenotare un aperitivo, un’apericena (brutta parola, ma rende l’idea) o addirittura una cena in barca a vela. Prepara Stefano Binda e viene tutto servito durante una piccola crociera sul lago. Il livello è sempre alto, il progetto è partito da poco ma è già lanciatissimo, quel ramo del lago di Como sa essere seduttivo e ammaliante.

Texture 
Piazza Roma, 14
Mandello del Lario (Lecco)
+39.0371.4290689
Chiuso il lunedì, aperto a cena da martedì a sabato, la domenica anche a pranzo
Prezzo medio 60 euro. Menu degustazione: 60, 70 e 80 euro


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