Ivana Brignolo Miroglio: «L’Italia del vino insegua nuove prospettive»

Il Piemonte, l'enoturismo, le donne, tanto ottimismo e passione. Intervista alla titolare di Tenuta Carretta, in Roero

02-02-2021
Ivana Brignolo Miroglio, Tenuta Carretta, Piobesi

Ivana Brignolo Miroglio, Tenuta Carretta, Piobesi d'Alba (Cuneo)

Dal 2019 Ivana Brignolo Miroglio è la delegata del Piemonte per l’Associazione nazionale delle donne del vino. Una signora che ha creato il suo quartier generale nel Roero, a Piobesi d’Alba. L’azienda di famiglia, Tenuta Carretta, è una storica realtà vitivinicola fondata nel 1467. Da molti anni è guidata dalla famiglia Miroglio, la stessa che, nell’Albese, eccelle nel settore tessile. In passato si pensava che il nome della tenuta derivasse da car, vocabolo di radice celtica che si traduceva in “pietra”, in virtù di un banco di gesso che ancora oggi affiora nelle vicinanze della cantina. Ricerche recenti hanno rilevato che il nome deriva in realtà da una nobildonna albese, Constanzi Careta, la prima proprietaria.

Ivana, con il marito Edoardo e i figli Franco e Marta, porta avanti innumerevoli progetti. Producono vini di alta qualità e credono fortemente nell’enoturismo, dedicando grande attenzione all’ospitalità. La sua energia contagiosa la porta a essere sempre in movimento. L’abbiamo raggiunta al telefono in un momento storico in cui i suoi viaggi si snodano, forzatamente, tra le colline di Langhe e Roero.

«Sono zone», spiega, «che le nuove regole dei Dpcm hanno reso meno affollate ma sempre suggestive. Anche se siamo tornati in zona gialla non credo che il mondo del vino possa tornare a ritmi cosiddetti normali. La natura non teme la pandemia: la 2020 è un’annata fuori dal comune per la qualità eccellente delle uve. Ma il resto delle attività, purtroppo, ne risente. Dobbiamo reinventarci per portare alla luce dei nuovi progetti. Noi ne abbiamo».

I filari dell'azienda

I filari dell'azienda

Come sta cambiando il mondo del vino?
Occorre diversificare vendite, mercati e prodotti. La strategia è davvero molto semplice: ottimizzare cioè che si è già costruito. Noi, per esempio, abbiamo servito con un e-commerce dedicato i clienti privati che venivano in passato a farci visita in Tenuta. Siamo stati noi ad andare nelle loro case. I ragazzi nel wine shop hanno lavorato molto sulla mailing list, creato dei format interessanti, cercando di coccolare i clienti.

Voci ancora ufficiose danno l’edizione di Vinitaly di metà giugno in forse. Come affronterete eventualmente l’importante evento?
In verità, l’attuale organizzazione che ogni cantina ha dovuto adottare delle degustazioni digitali inviando i campioni a clienti, stampa e importatori ci ha permesso di non spezzare una catena di comunicazione necessaria per proseguire. Un dialogo essenziale tra noi e loro. La fiera è da sempre molto caotica. Senza ombra di dubbio è una vetrina importante; ma mi pare che non sarà semplicissimo gestire i flussi degli ospiti. Mi immagino le dinamiche nei vari padiglioni e anche nei nostri stand. Si deve fare in sicurezza. Di certo gli organizzatori non metteranno a repentaglio un settore come il nostro, già messo a dura prova nel 2020.

Foto di gruppo dell’Associazione nazionale delle donne del vino

Foto di gruppo dell’Associazione nazionale delle donne del vino

Quali progetti svilupperà nelle vesti di delegata regionale dell’Associazione donne del vino?
Sono una donna forte e felice di essere in un gruppo coeso di donne piemontesi. In questo momento epocale dobbiamo distinguerci ancora di più per la professionalità che appartiene a noi donne, senza fare discorsi sessisti. Il mio focus sarà concentrarmi su obiettivi di crescita costante, sullo sviluppo di progetti di accoglienza ed enoturismo più inclini all’animo femminile, per abitudine comportamentale. Come Tenuta Carretta vorrei puntare sull’Alta Langa e focalizzare le nostre forze sul Nizza, con la nuova acquisizione di Malgrà, produrre una Barbera dalla personalità unica. Desidero riprendere a viaggiare, andare a visitare i miei clienti che sono ristoratori e albergatori, categoria in sofferenza da troppi mesi. Non ultimo, devo organizzare un incontro nazionale con tutte le associate, magari verso l’estate, per incontrare le mie colleghe e sviluppare convivialità.


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