Sono tra i protagonisti attesi a Identità Milano 2026, due gran professionisti all'esordio assoluto sui palchi del congresso internazionale organizzato da Identità Golose, il numero 21, che si terrà tra domenica 7 e martedì 9 giugno 2026, come la scorsa volta nei nuovi grandi spazi dell’Allianz MICo North Wing di Milano. Sono, in fondo, due "prestati" al mondo della pizza: il primo è pasticcere Doc, e quindi anche lievitista, e come tale intanto responsabile dei dessert e della panificazione di un gran ristorante d'autore che ha "partorito" poi anche una pizzeria; il secondo ha talento da chef, infatti innerva la proposta della sua pizzeria di infiniti crossover con il mondo dell'alta cucina.
Sono rispettivamente Gianluca Colucci, de L'Arcipelago al Therasia Resort sull'isola di Vulcano (Messina), in Sicilia, e Roberto Davanzo, del Bob Alchimia a Spicchi di Montepaone (Catanzaro), in Calabria. Ecco i loro ritratti.
GIANLUCA COLUCCI
L'Arcipelago al Therasia Resort sull'isola di Vulcano (Messina)
La sua masterclass sarà lunedì 8 giugno, sala Emerald 2, alle 16,30, insieme a Davide Guidara, nell'ambito di Identità di Pizza, in collaborazione con Latteria Sorrentina
“In un luogo meraviglioso, su un’isola meravigliosa, si è sviluppata in pochi anni un’offerta gastronomica originale e di livello assoluto. Qui, da qualche mese, ai due ristoranti, già giustamente celebrati, si è affiancata una pizzeria, che segue le medesime tracce. Per noi, è la novità del 2025”: è stata questa la motivazione con la quale la
Guida di Identità Golose alle Pizzerie e Cocktail Bar d’autore ha premiato col premio “Novità dell’anno” la pizzeria
L’Arcipelago (al magnifico
Therasia Resort, Isola di Vulcano, Messina, Sicilia) e in primis il suo protagonista,
Gianluca Colucci. Un riconoscimento meritato per un professionista di valore, a maggior ragione perché lui non è neppure un pizzaiolo Doc, ha insomma avuto successo “in trasferta”: pugliese di Martina Franca, classe 1995,
Colucci nasce e si afferma infatti come pasticcere (e lievitista, però), un imprinting ricevuto fin da piccolo nella storica pasticceria di famiglia, il
Caffè Tripoli, attivo dal 1911: «È lì che è nata la mia passione per questo mestiere, tra profumi di laboratorio, lievitazioni e tradizioni tramandate da generazioni», spiega.
Da lì, ha poi seguito tutto l’iter di una carriera sempre in ascesa: i primi maestri (Luca Montersino), le prime sfide lavorative (ha guidato il reparto pasticceria di Eataly Roma, occupandosi di organizzazione, gestione di brigate e sviluppo del lavoro quotidiano) e in parallelo lo studio della panificazione contemporanea, entrando in contatto anche con la filosofia produttiva di Gabriele Bonci. L’approccio alla scuola pasticcera francese è stato ai massimi livelli, al mitico Plaza Athénée di Parigi; quello con la cioccolateria, alla corte di Melissa Coppel, rinomata cioccolatiera e pastry chef di origine colombiana, considerata tra i migliori maestri cioccolatieri del Nord America. Così, Colucci ha consolidato uno stile personale: «La mia filosofia si fonda su due concetti fondamentali: emozione e divertimento. Cerco di creare dessert e lievitati capaci di sorprendere, emozionare e lasciare un ricordo preciso attraverso acidità, freschezza, equilibrio e identità gustativa».
Il percorso, senza sbavature, gli ha fatto meritare nel 2021 la chiamata al Therasia Resort Sea & Spa di Vulcano, a fianco dello chef Davide Guidara, come executive pastry chef; un ruolo ricoperto con successo (premio Passion Dessert della Guida Michelin, nel 2024) e che lo ha portato ovviamente a occuparsi anche dei lievitati. Da lì, il passo verso la pizza è stato conseguente. E goloso.
ROBERTO DAVANZO
Bob Alchimia a Spicchi di Montepaone (Catanzaro)
La sua masterclass sarà martedì 9 giugno, sala Emerald 2, alle 12,45, nell'ambito di Identità di Lievitati, in collaborazione con Acqua Panna – S.Pellegrino
“Tutti a dirci, in Calabria: «Andate da
Bob, andate da
Bob». Eccoci, allora, da
Bob”: era questo l’incipit di un mio articolo di qualche anno fa nel quale davo conto di un piccolo fenomeno carsico che interessava allora il mondo della pizza, come fosse un passaparola diffuso, un bisbigliare tra colleghi a darsi la giusta imbeccata: per scoprire un indirizzo nuovo e che portava con sé un racconto straordinario, perdipiù al di fuori dalle solite rotte e che presentava un format originale e un potenziale ancora in parte da scoprire, in parte (vedremo poi) inespresso, bisognava dirigersi verso Montepaone, luogo perlopiù sconosciuto ai più fino ad allora, ma che si sarebbe rivelato un paese costiero in provincia di Catanzaro, in una zona gastronomicamente marginale e poco adusa a insegne rimarchevoli. Proprio lì, spuntato dal nulla verso il fondo della Calabria, aveva aperto nel 2016 il
Bob Alchimia a Spicchi, inizialmente come semplice pizzeria d’asporto con attività di panificazione al mattino, prima di evolvere in insegna gastronomica vera e propria, dal 2019 nell’attuale sede. Alfieri ne erano
Roberto Davanzo con la moglie
Anna Rotella.
Oggi Davanzo è ben conosciuto da tutti gli appassionati, non solo per il Bob – che si è imposto tra gli indirizzi di riferimento in Italia – ma anche come frontman della Bob Fest, evento itinerante – ma sempre nei migliori angoli della “punta d’Italia” - consolidatosi negli anni. Lui è un classe 1989, figlio di papà veneto e mamma calabrese; ha iniziato molto giovane nel mondo della ristorazione: a 15 anni lavorava come lavapiatti in un hotel di Eraclea, in Veneto, gestito dagli zii. Proprio lì, osservando uno zio pizzaiolo, si era avvicinato alla pizza per frequentare poi il suo primo corso alla Scuola Italiana Pizzaioli di Caorle, con Graziano Bertuzzo. Un innamoramento.
Davanzo fa del Bob Alchimia a Spicchi un locale diverso da tutti gli altri perché da un lato vuole conservare il carattere popolare della pizza (da qui ad esempio lo sprone al “mangiare con le mani” e alla condivisione, nonché la rilettura dei piatti della tradizione locale); dall’altro, però, s’avventura spesso e volentieri nella più pura sperimentazione, lavora su impasti innovativi, su fruizioni originali (pizzelle al vapore, coni semintegrali, vari tipi di tranci - enkir, brioche, al caffè e anice nero silano - maritozzi salati, focacce alla nocciola, sandwich multicereali), su cotture diverse (la "pizza in caduta" ad esempio: un passaggio ad alta temperatura nel forno a legna, per dare volume, e poi l'asciugatura nel forno elettrico, per donare sviluppo e friabilità), su consistenze e topping audaci, propone assaggi che dialogano direttamente con l’alta cucina d’autore. Davanzo ha il mito di Simone Padoan e dedica alcune sue pizze a maestri dell'alta cucina come Massimo Bottura o Mauro Uliassi. “Alchimia a spicchi” appunto. Il suo è una specie di modello che potremmo definire “creativo pop”, dove il macinare centinaia di coperti al giorno non disinnesca la continua ricerca della nuova frontiera, il paragone più immediato è quello con Francesco Martucci de I Masanielli.
Le prime volte che ci siamo accomodati a Montepaone, avevamo avvertito come alcune trovate "gourmet" rischiassero di rimanere esercizi di stile un po’ didascalici e non reggessero il confronto con la forza semplice della qualità, che lì era ed è distribuita a piene mani. Oggi anche questa pecca ci è parsa superata. Lavora tanto, Roberto. E lavora bene. Anche le sue pizze dolci sono tra le migliori d’Italia.