Settembre sarà il mese di Identità Golose, da sabato 25 a lunedì 27

La sedicesima edizione del congresso di Milano metterà al suo centro l'emergenza lavoro nella ristorazione, dando ancora più forza al primo articolo della Costituzione italiana

01-04-2021

Possiamo finalmente ufficializzare la data del congresso di Identità Golose. L'edizione numero sedici della grande kermesse creata da Paolo Marchi e Claudio Ceroni nel 2005 (sedici edizioni, dicevamo. Più un'altra, virtuale, lo scorso anno, con Identità on the road) si terrà come sempre a Milano, nel Mi.Co. che è la nostra sede abituale da anni; appuntamento dal 25 al 27 settembre, formula sabato-lunedì come da un po' di tempo a questa parte.

Periodo insolito per il congresso, che in passato si è sempre tenuto nel primo trimestre dell'anno. Scelta obbligata la nostra, per essere sicuri finalmente di poter pianificare l'evento non solo in sicurezza, ma con tutti gli elementi che l'hanno sempre caratterizzato. Sarà l'Identità Golose della rinascita del settore, quando la pandemia che ha invaso le nostre vite dal marzo 2020 avrà smesso - si spera e si prevede - di mordere. Sarà un'edizione importantissima, per allestire la quale siamo già impegnati al fine da renderla davvero indimenticabile, il programma sarà reso noto nei prossimi mesi.

E "di peso" sarà anche il tema che animerà la kermesse: "Costruire un nuovo futuro: il lavoro". I danni della buriana che ha squassato il mondo potranno essere riparati e si potrà ripartire di slancio solo puntando sulle braccia, sulle menti e sui cuori di chi ogni giorno si dedica con passione a questo settore. Il lavoro, dunque: che anche la nostra Costituzione pone a fondamento della nostra stessa comunità nazionale. Come ci ricorda Paolo Marchi, nella presentazione del congresso che andiamo a pubblicare.

 

L’articolo 1 della Costituzione è chiarissimo: «L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro».

E il Lavoro appunto, come uscire dall’emergenza lavoro, sarà il tema dominante di Identità Golose 2021, in una nazione come l’Italia la cui costituzione pone al primissimo punto proprio l’occupazione.

Se prima non risolveremo questo drammatico problema, se non restituiremo alle donne la dignità professionale persa con la crisi, se i giovani saranno ancora a lungo parcheggiati in un limbo economico, sarà inutile parlare di quale cucina avremo usciti dalla pandemia, se le persone avranno più voglia di innovazione o tradizione, di pizze gourmet o pizze margherita, di dessert al piatto o torte da tagliare a fette, di pesce, carne o verdure, di gelato gastronomico o gusti classici, eternamente quelli. E anche quale vino e quale servizio, al ristorante come in albergo. Prima il lavoro!

Ma quando torneremo alla normalità? Sempre troppo tardi, ma guai lasciarsi andare allo sconforto, guai fermarsi e non pensare. Non sia mai che il giorno della possibile rinascita non siamo pronti a scattare e correre.

È come se non avessimo vissuto il 2020. I ricordi ci rimandano all’anno precedente ancora, al 2019, ma o il passato ci aiuta a Costruire un reale, concreto nuovo futuro o, piano piano, ci fermeremo per mancanza di stimoli, con i serbatoi di adrenalina in riserva. Con migliaia e migliaia di aziende che possono fallire dall’oggi al domani, con i centri cittadini che saranno stravolti da mesi e mesi di lavoro a casa e di lockdown più o meno ragionati e sostenibili, con i tempi richiesti dal piano vaccinazioni, cuochi e ristoratori ora devono pensare a come tamponare l’emergenza e fare in modo che il senso di responsabilità, che guida tantissimi, diventi un mantra in chiave economica e finanziaria per ogni titolare di pubblico esercizio.

Paolo Marchi e Claudio Ceroni, fondatori di Identità Golose

Paolo Marchi e Claudio Ceroni, fondatori di Identità Golose

Certezze, poche ma autentiche, di questo avremo bisogno scossi come siamo dalla pandemia. A livello di alimentazione e ristorazione, non si tratta di pensare cosa avrà più successo, bensì di avere ben chiaro che le sicurezze riguarderanno, prima di qualsiasi altro aspetto, la qualità della vita e la sicurezza del posto di lavoro, impieghi e stipendi che rispettino la dignità delle persone. Nutrirsi bene per non rischiare di ammalarsi, e in tal senso medici e nutrizionisti diventeranno i migliori consiglieri degli chef, ma anche imparare a convivere con il covid con intelligenza e disciplina per potere lavorare e dare lavoro perché non si va lontano nel tempo con i locali aperti a singhiozzo e pochissime figure coinvolte tra sala, cucina e cantina.

E speriamo sarà anche il momento per chi ci governa di saper ragionare in modo sofisticato e articolato distinguendo le caratteristiche e le necessità delle diverse tipologie di esercizi, il momento di riscoprire nei ristoranti non solo luoghi in cui le relazioni possono avvenire in sicurezza, ma in cui talenti, professionalità ed eccellenze del territorio sono coltivati e preservati. Beni inestimabili che non possono essere sacrificati sull’altare del pressappochismo e dell’incompetenza.

Con il pianeta che avrà bisogno di prendere nuove misure, di capire quando potrà riaprire senza pericoli, ogni nazione, ogni popolo guarderà più facilmente a sé stesso, alla sua storia. Non dobbiamo rischiare di diventare più egoisti e chiusi su noi stessi, quando sarà invece importante, decisivo che ciascun Paese tragga forza dalle sue eccellenze e dalle sue capacità per aiutarsi e aiutare, e così chiudere un capitolo nero della storia dell’intera umanità.


Rubriche

Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose