Roberto Di Pinto

Sine

viale Umbria, 126
20135 - Milano
+390236594613

Di Pinto è un napoletano classe 1982. Ha iniziato come garzone nella pasticceria Scaturchio di Napoli. Poi è entrato nel mondo Starwood, catena alberghiera con la quale ha girato mezzo mondo, a partire dai ristoranti stellati Fiore e Conservatory di Londra, per poi tornare in Italia a Firenze. Quindi Milano, al Diana Majestic e soprattutto da Nobu, prima di approdare a Parigi nel 2000 con Vittorio Beltramelli, allievo di Gualtiero Marchesi e di Ferran Adrià. Uno stage da Gennaro Esposito alla Torre del Saracino e poi il Bulgari, prima del Sine, aperto l'8 dicembre 2018, dove è finalmente chef-patron.

Lo avevamo conosciuto anni fa, ai tempi del Bulgari appunto. Bravo, ma ci era sembrato non del tutto a fuoco in quel contesto: «La verità è che lì ero chiamato a fare altro, a essere una sorta di manager. Certo: viaggiavo molto, tanti eventi, interagivo con grandi colleghi. Mi divertivo, insomma. Ma mi mancava una cosa che amo, che è poi la mia passione: cucinare». E dunque fa davvero piacere vedere ora quest'ottimo professionista nella propria dimensione perfetta, al Sine, dove può dimostrare quella cifra stilistica che crea come conseguenza un'identità forte, ne definisce l'ambito nel mondo della ristorazione ed è il salvacondotto verso il successo.

Di Pinto vi propone piatti italiani che rimandano a un'impostazione classica di fondo; ma se la definizione calza a pennello, va aggiunto certamente anche "d'autore". Mai mancano infatti pennellate di pura eleganza contemporanea che suggellano ottime armonie di gusto. Oggi va persino di moda proporre - lo fanno tanti chef iperstellati, magari nelle loro seconde insegne più easy - i piatti della tradizione. Di Pinto parte da questo concetto, ma lo rielabora con mano sicura e cervello fine, e anche molto cuore, che non gli manca: c'è una struttura di base cui si sovrappone una seconda, creativa. L'insieme che ne deriva è innanzitutto goloso, poi anche innovativo in quanto tecnico, rimeditato e bilanciato. Dell'alta cucina propriamente detta ha la caratteristica della complessità al palato, vero plus del Sine rispetto a format simili; lo chef sa come pochi armonizzare tante nuances gustative, insieme.

Ma, attenzione: al Sine prima di tutto si mangia bene, molto. D'altra parte qui Di Pinto è chef ma anche patron, «questa sarà la mia casa per chissà quanti anni». Vuol farla funzionare per bene.

Ha partecipato a

Identità Golose


a cura di

Carlo Passera

classe 1974, milanese orgoglioso di esserlo, giornalista professionista dal 1999, ossia un millennio fa, si è a lungo occupato di politica e nel tempo libero di cibo. Ora fa l'opposto ed è assai contento così. Appena può, si butta su viaggi e buona tavola. Coordinatore della redazione di identitagolose.it
Instagram: carlopassera