In Puglia le stagioni fredde non corrispondono necessariamente a noia o sonnolenza. Anzi, quando le luci dell’estate si abbassano, scocca il tempo migliore per sperimentare, creare, cambiare pelle. Non rivoluzioni rumorose, ma evoluzioni consapevoli, nate dall’ascolto di un pubblico che si trasforma e di una richiesta di qualità che, anno dopo anno, aumenta.
È quanto sta accadendo a Mola di Bari, fascinosa cittadina di mare a pochi chilometri dal capoluogo. Qui, dopo due mesi di chiusura per ristrutturazione, mostra la sua nuova identità il ParlaPiano Club Restaurant del giovane bartender Joe Marzovilla, che ha voluto così ribattezzare quello che fino a qualche settimana fa era il ParlaPiano Bistrot, trasformandolo in un ristorante di livello, con un bancone bar da vivere al 100% e una carta drink pensata per andare incontro a qualsiasi sensibilità.
Non si tratta quindi di una semplice operazione di restyling, ma di un cambio di prospettiva: ottimi piatti e mixology si fondono ora in un unico spazio dove la cucina pugliese stagionale incontra i cocktail d’autore, tendendo verso l’ibridazione, mentre lo studio sulla materia prima pone sempre più al centro la creatività.
L’esperienza inizia fin dall’ingresso, con un citofono che invita a varcare la soglia lentamente, pregustando la scoperta di un ambiente dal design contemporaneo, eppur capace di dialogare con la storicità del palazzo che lo ospita. Luci soffuse, volte in pietra, sottofondo musicale mai banale trasformano qualsiasi momento (che si tratti di cena, pranzo, aperitivo o di una pausa fuori orario) in un’esperienza multisensoriale. Un format che richiama ancora la tradizione degli speakeasy - in continuità con la vecchia anima del luogo - eppure con una personalità che si rinnova.

Il bancone del bar e la sua bottigliera
Oltrepassando i drappi di una tenda-sipario, ecco balzare agli occhi il bancone e la sua bottigliera, cuore pulsante del ParlaPiano.
Basta sedersi qui per accorgersi quanto sia cambiato il modo di vivere il bar da parte dell’ospite: magari si accomoda con l’intenzione di bere un buon cocktail e via, ma poi, siccome l’appetito vien mangiando, si trattiene per esplorare il menu, accompagnando ogni portata con drink studiati minuziosamente per il percorso. Vasta e golosa la scelta dei finger, come le Empanadas pugliesi con cima di rapa o i Cannoli ripieni di cacioricotta e funghi cardoncelli.

Gli Spaghetti alla Sangiuannidde
A questo punto, l’ospite capitolerà definitivamente alle “avances” del bartender e, perché no, accomodandosi a uno dei tavoli, sfoglierà il menu del ristorante navigando fra piatti che centralizzanno pescato locale, carni a km0, ortaggi di stagione e paste fatte in casa.

Triglia, mandorle e finocchietto
Altrettanto preziosa è la carta cocktail, che si ispira agli Eau de parfum. Motivo di particolare interesse è l’attenzione dedicata alla proposta dei low/no alcol.
Chiacchierando con lo stesso Joe Marzovilla e Gianfranco Errede, head bartender, scopriamo che virare su questo segmento di mercato è stata una scelta suggerita da Tonia Schiavone, signora dell’accoglienza e volto insostituibile del ParlaPiano. «Il mondo del bere sta andando verso una direzione sempre più salutista e responsabile - ammette Joe - ecco quindi che abbiamo creato una versione low e no-alcol dei grandi classici come l’Old Fashioned, l’Americano, i Negroni e altri signature come il Novalgin, il Ginvency rouge o Le Male».