24-01-2026

Il successo di Uniamo: a Palermo vince la rivoluzione pop di Franco Virga

Conclusa la terza edizione della kermesse: «Abbiamo abbattuto certi piedistalli per tornare alla democrazia del gusto». Tra cuochi che riscoprono la semplicità e una rete di ristoratori sempre più fitta, la città si conferma spazio fertile per nuove idee

Alcuni protagonisti di Uniamo 2026: da sinistra Ti

Alcuni protagonisti di Uniamo 2026: da sinistra Tiziana Francoforte, Salvatore Bianco, l'organizzatore dell'evento Franco Virga, Diego Rossi, Corrado Assenza, Roy Caceres, Fabio Cardilio e Luca Cai

Less is more. Se dovessimo riassumere la filosofia di Franco Virga oggi, useremmo uno dei motti più sentiti quando si vuole celebrare la concretezza. A Uniamo 2026 l’atmosfera è quella delle grandi occasioni, ma senza la rigidità dei protocolli dell’alta cucina e l’imprenditore palermitano sorride mentre osserva il viavai di chef e ospiti. La terza edizione della sua creatura non è solo un evento gastronomico, è la prova che la sua visione di rete sta mettendo radici profonde.

Eugenio Boer

Eugenio Boer

Il bilancio è più che positivo: «Siamo andati oltre le aspettative. Ho visto chef venire qui con gioia e amore, pronti a giocare e a creare connessioni uniche». La kermesse affonda le radici in un’altra scommessa vinta da Virga, quella del NOT, manifestazione dedicata ai vini non convenzionali. «Sentivo che le fiere dei vini naturali stavano perdendo appeal», spiega Virga. «Così abbiamo spostato l’attenzione sui ristoranti, cercando figure "non convenzionali", persone di talento spesso fuori dal cono dei riflettori».

Se le prime edizioni hanno portato alla ribalta giovani talenti (come Jacopo Ticchi), la terza edizione ha consacrato il progetto con nomi del calibro di Corrado Assenza, Eugenio Boer, Roy Caceres, Salvatore Bianco e Diego Rossi. Chef di altissimo livello, ma uniti da un’anima profondamente pop. Il sottotitolo di quest'anno, Be Taverna, non è un semplice slogan, ma una dichiarazione d'intenti che anticipa i trend mondiali, come quelli in discussione al prossimo congresso Madrid Fusion (leggi l’articolo). «Al centro del progetto ristorativo non deve esserci lo chef, ma deve tornare l’ospite», afferma Virga. «L’idea di taverna rappresenta il ruolo democratico della socialità. È necessario che il ristornate accolga il cliente senza spaventarlo».

Marco Massaia e Roy Caceres

Marco Massaia e Roy Caceres

E l'alta ristorazione? Non è una questione di stelle o di formalismi: «Alta ristorazione è semplicemente far mangiare bene, che si tratti di un locale fine dining o di una trattoria che propone un involtino perfetto. Uno spazio di professionisti che sappia fare il proprio mestiere». Un esempio? Il pacchero ai tre pomodori proposto in una cena della kermesse da Salvatore Bianco: «Niente sale, pepe o agrumi. Solo la poesia di diverse annate di pomodoro miscelate. Questa è la vera avanguardia».

Nonostante il successo di pubblico, l’analisi di Virga sul mercato palermitano resta lucida e non priva di criticità. Se da un lato il turista cerca il territorio e rappresenta ormai lo zoccolo duro, il cliente locale appare ancora un po' indeciso. «Il polso della ristorazione palermitana? È una domanda complessa. Non sempre capisco cosa voglia questa città», ammette l'imprenditore. «Noi puntiamo tutto sull'autenticità e sulla freschezza degli ingredienti, ma il mercato è frammentato e spesso il local è ancora un po' confuso su quella che è una logica di ristorazione di qualità».

Massimiliano Prete in cucina con Corrado Assenza

Massimiliano Prete in cucina con Corrado Assenza

La risposta di Uniamo a questa confusione è la rete. Quest'anno l'evento ha coinvolto otto ristoranti della città (non solo quelli del gruppo Virga & Milano), oltre a partner istituzionali come Confcommercio e sponsor privati. L'obiettivo per la quarta edizione è già fissato: «Voglio coinvolgere ancora più ristoratori, arrivare almeno a dodici partner. Se esci con un manifesto unico, il cliente capisce di trovarsi in una rete di persone che fanno cucina vera».

In una città geograficamente decentrata e penalizzata dai costi dei trasporti, Virga sente la responsabilità della testimonianza: «Noi che abbiamo la fortuna di viaggiare abbiamo il dovere di portare la nostra esperienza a Palermo. Dobbiamo far crescere la cultura qui, nel posto dove siamo nati».

Kokichi Takahashi, Franco Virga e Tiziana Francoforte 

Kokichi Takahashi, Franco Virga e Tiziana Francoforte 

Questi i numeri della manifestazione:

  • 4 giornate di eventi;
  • 4 colazioni d’autore;
  • 9 locali coinvolti, tra ristoranti, pizzerie, forni e trattorie della città;
  • 17 cene firmate da chef nazionali e internazionali;
  • 18 sponsor;
  • 22 chef;
  • 370 coperti complessivi.

Lorenzo Ruta

Lorenzo Ruta

L’evento è stato anche l’occasione per presentare l’ultima nata del gruppo Virga&Milano, Fonderia, taverna curata dallo chef Angelo Gennaro, simbolo e quartier generale della manifestazione e spazio in cui si sono celebrati gli obiettivi dell'iniziativa: stare insieme, condividere, immaginare nuovi modi di fare squadra intorno a una tavola.

Hanno partecipato (ordine alfabetico):
Corrado AssenzaCaffè Sicilia di Noto (Sr)
Salvatore BiancoLa terrazza dell’Hotel Eden di Roma
Eugenio Boer[bu:r] di Milano
Benedetto BuccheriBebop di Palermo
Roy CaceresOrma di Roma
Luca CaiIl magazzino di Firenze
Giuseppe CalvarusoTerrazza Santamarina di Palermo
Gabriele CamioloLumìa organic restaurant di Noto (Sr)
Fabio Cardilio – Buatta di Palermo
Jeroni CastellLes Moles di Ulldecona
Antonio ColomboVotavota di Marina di Ragusa (Rg)
Tiziana FrancoforteAja Mola di Palermo
Angelo GennaroFonderia di Palermo
Francesco MangoBocum di Palermo
Alessandro ManiaciDes Terres di Parigi
Marco MassaiaGagini di Palermo
Giovanna MusumeciPasticceria Santo Musumeci di Randazzo (Ct)
Massimiliano PreteSestogusto di Torino
Diego RossiTrippa di Milano
Lorenzo RutaLorenzo Ruta Ristorante di Modica (Rg)
Kokichi TakahashiFormica Osteria di Favignana (Tp)
Mauro VabresBar Vabres di Palermo

Giuseppe Calvaruso e Gabriele Camiolo

Giuseppe Calvaruso e Gabriele Camiolo

Giovanna Musumeci e Francesco Mango

Giovanna Musumeci e Francesco Mango

Diego Rossi, Fabio Cardilio e Salvatore Bianco

Diego Rossi, Fabio Cardilio e Salvatore Bianco

Benendetto Buccheri e Jeroni Castell

Benendetto Buccheri e Jeroni Castell

Alessandro Maniaci

Alessandro Maniaci

Francesco Mango e Giuseppe Colombo

Francesco Mango e Giuseppe Colombo

Un momento di relax

Un momento di relax


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Davide Visiello

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Davide Visiello

classe 1974, sommelier, assaggiatore di caffè e verace uomo del Sud, è alla costante ricerca di sole e cieli azzurri. Nato a Vico Equense e cresciuto a Castellammare di Stabia, ama la cucina quando è innovativa e ha solide basi. Epicureo di cuore e palato, vive e scrive a Palermo, ma mangia e beve ovunque. Collabora con Identità Golose dal 2016

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