Oltre 10 milioni di pizze sono state ordinate durante il Super Bowl, tra gli eventi sportivi più attesi e amati negli States. E per quanto abbiamo applaudito al messaggio lanciato dalla star latina Bad Bunny, protagonista dell’intervallo musicale, c’è un highlight che ci ha entusiasmati ancora di più, da pizza-lover quali siamo: tra gli spot in onda, ecco comparire un che di familiare. E no, non ci riferiamo solo all’attore statunitense (con solide radici calabresi) Stanley Tucci… Perché accanto alla superstar, ecco il duo Francesco Capece e Mario Ventura e con loro, la grande pizza di Confine a Milano. Fritta, poi passata in forno: morso croccante, pomodoro, mozzarella di bufala, olio extravergine d'oliva. “Semplice non vuol dire facile” direbbero i Confine boys, e noi aggiungiamo: vuol dire semplicemente spaziale.

Stanley Tucci e Francesco Capece nella cucina della pizzeria Confine a Milano
Tucci impazzisce, trovando unica quella consistenza attraverso la quale questi ragazzi il confine lo hanno abolito, dando vita a qualcosa di unico nel suo genere. Ma Confine è solo uno dei tanti indirizzi che Tucci ha scovato e osannato durante i suoi viaggi in Italia, insegne ormai note al mondo intero, assaporate e prese a morsi negli episodi delle serie televisive di successo Stanley Tucci: searching for Italy, in onda su CNN, e - la più recente - Tucci in Italy prodotta da National Geographic e distribuita su Disney+.
In entrambi i casi la missione è una sola: raccontare il gusto verace d’Italia, attraverso trattorie, grandi ristoranti, pizzerie, cocktail bar, osterie, ma anche prodotti e tradizioni in un itinerario entusiasmante, che prosegue di regione in regione. Pendiamo dalle labbra dei suoi assaggi, amiamo seguirlo nelle cucine mentre si lascia incuriosire da profumi, gesti e dalla sapienza che le attraversano, minimizzando del tutto la spettacolarizzazione: protagonista assoluta della scena altro non è che la semplice grandiosità della nostra tavola. Il morso, il gusto, la persistenza dei sapori sul palato, il senso di sorpresa: la capacità narrativa di Tucci è un invito a riscoprire ciò che forse già conosciamo a menadito, ma che raccontato da chi arriva da lontano, assume una luce nuova, e si riveste di una bellezza seducente che inorgoglisce.
Quanta più attenzione daremo adesso al “crunch” di quella fetta beata in un menu degustazione da Confine. Poi, diciamocelo: Tucci piace perché, vuoi per le sue origini italiane, vuoi perché non rappresenta il classico belloccio, trasuda una naturalezza che conquista, una raffinata normalità; è ambasciatore del buono che non ha bisogno di mettersi in posa: insomma, Tucci piace perché ha l’aria di essere uno di noi.
Ma quali sono gli indirizzi da gustare in Italia che l’attore porta nel cuore? Ne abbiamo raccolti una piccola parte, perchè a questi si aggiungono tante altre realtà di qualità. Dal ristorante Da Vittorio a Brusaporto (Bergamo), I Pupi a Bagheria (Palermo), la Trattoria da Nino a Taormina, Armando al Pantheon a Roma, l'Osteria del Cinghiale bianco a Firenze, l'Osteria del Sole a Bologna, Luigi Pomata a Carloforte (Sulcis Iglesiente). E ancora, e ancora e ancora...
RATANÀ, Milano

Cesare Battisti, chef del ristorante Ratanà, a Milano
Non è solo uno dei migliori ristoranti di Milano per
Stanley Tucci: il
Ratanà di
Cesare Battisti è tra le sue insegne preferite al mondo, tanto da tornarci ogni volta che può per godersi i
the best of Ratanà, cotoletta, risotto, ma soprattutto quella narrazione di prodotto e tradizione della terra lombarda così autentica, filtrata da chi l’ha saputa trasportare in una contemporaneità golosissima.
TRIPPA, Milano

Le Tagliatelle al burro e parmigiano, una hit firmata Diego Rossi
Restiamo ancora a Milano, e questa volta ci spostiamo in zona Porta Romana, alla
trattoria Trippa di
Diego Rossi. Un indirizzo da applausi per quella straordinaria capacità di riportare in tavola frattaglie, vegetali, ingredienti tutto sommato poveri, preparati però con estrema cura, tanto da rendere l’insegna in via Vasari tra le più imprenotabili d’Italia. Si tuffa
Tucci: trippa fritta, lumache, rognoni, l’iconico vitello tonnato e poi quelle meravigliose
Tagliatelle burro e parmigiano, o come ama definirle lo stesso
Stanley, “
pure gold”.
DIEGO FISH CLUB, Napoli
Da Milano alla Riviera di Chiaia a Napoli: probabilmente non avremmo conosciuto questa insegna se l’attore americano non si fosse fermato qui per sublimarne innanzitutto l’atmosfera, il cuore che pulsa nella cucina di questa locanda di mare superlativa dove arriva solo pesce locale, lavorato in maniera impeccabile dai fratelli
Diego e
Mario del
Diego Fish Club in Piazza dell’Ascensione.
PIZZERIA LA NOTIZIA e PIZZA FRITTA DA FERNANDA, Napoli
Rimaniamo ancora un po’ a Napoli e, naturalmente, non possiamo fare a meno che parlare di pizza: «Per farla così buona, ci ho impiegato 40 anni; per cuocerla solo 45 secondi». È il maestro Enzo Coccia della pizzeria La Notizia ad accompagnare Stanley nella preparazione della pizza napoletana verace: l’emozione parte da un profumo pazzesco che coglie poi il palato. E la pizza fritta? Tappa obbligata nei Quartieri Spagnoli dove la signora Fernanda, ultraottantenne, continua a friggere questi capolavori dorati: olio, amore, fantasia e quella magia che regala la combinazione di mozzarella, cicoli, ricotta e pomodoro.
LA PIOLA DA CELSO, Torino
Si lascia tentare Stanley, si lascia incuriosire e poi convincere da parole che, nella loro musicalità, accentuano il gusto, pronto a dipanarsi sul palato. E quando si parla di bagna cauda, c’è solo una cosa da dire, solo una parola da ricordare:”Puccia”. Ed è esattamente quello che fa nella cucina di Elisabetta alla Piola da Celso: Tucci puccia un gambo di cardo gobbo in una densa bagna cauda… La persistenza dell’aglio poco gli frega, perché questa specialità è un sogno.
CASEIFICIO DICECCA, Altamura (Bari)
Non solo ristoranti, ma anche botteghe, e tra le tappe immancabili per
Stanley Tucci in Puglia c’è sicuramente il
caseificio Dicecca, e il cheese bar di famiglia, il
Baby.Dicecca: un luogo idilliaco per gli amanti di qualsiasi diavoleria a base di latte da consumare immersi nella natura.
Caciocavalli, scamorze, burrate, fino alle creazioni fuori di testa di
Vito Di Cecca che, dopo aver viaggiato il mondo, torna ad Altamura con la convinzione di poter creare un
blue cheese di Puglia. E ci riesce con sperimentazioni folli, e amatissime: da un incrocio a base di ripieno di burrata vaccina con blu di capra, grassezza assoluta, fino all’
Amore primitivo, un signor formaggio che si presenta a tutti gli effetti come una torta. In sostanza parliamo di un Blu della Murgia affinato per 100 giorno nel vino Primitivo passito, arricchito con amarene. “Intense!”
URBAN ASSASSINERIA, Bari
C’è un’insegna che manda fuori di testa Tucci, e lo fa perché testimonia come anche noi italiani, così devoti alla tradizione, alla maniera originaria di fare le cose, spesso ci lasciamo corrompere dalla tentazione di infrangere le regole: come accade, per esempio, da Urban Assassineria di Bari, tempio dell’Assassina. Qui, non solo la pasta non viene fatta cuocere in acqua bollente, come da canovaccio, ma viene bruciata. Calda, rovente, e anche piccantissima: da qui il nome assassina. Rientra così, tra le creazioni più assurde mai assaggiare dall’attore, un piatto che somiglia tanto alle persone che gli hanno dato i natali: focose, senza compromessi e in grado di andare oltre le regole.
ANTICO FORNO DELLA CASANA e THE COOK, Genova

La straordinaria focaccia dell'Antico Forno della Casana a Genova
Bari e la Liguria hanno in comune un prodotto da forno (strutturalmente molto diverso) che, in entrambi i casi, entra nel cuore al primo morso: la focaccia. Ora, chiunque bazzichi per Genova avrà in mente una risposta ben precisa alla richiesta di un indirizzo di riferimento per la migliore focaccia della città.
Tucci pare abbia scelto la sua puntando su quella dell’
Antico Forno della Casana. Affonda felice il morso in quella massa soffice, bella unta. Quello che non conosceva è la tradizione tutta ligure di intingere la focaccia in una tazza di caffè latte. “Un’assurdità”, pensa all’inizio, almeno prima di abbandonarsi all’assaggio, e ogni dubbio si dissolve: è la svolta. Seconda tappa, invece, alla tavola di
The Cook, un luogo sontuoso, almeno quanto lo è il suo
Cappon magro, che supera l’idea originaria di realizzazione con prevalenza di pesce azzurro, merenda sostanziosa dei pescatori. Oggi, a comporre questo quadro iodato ci sono astice, scampi, gamberoni e, naturalmente, l’immancabile apporto del pane ammollato nell’aceto condito con salsa verde.
FRADIS MINORIS, Pula (Cagliari)
In Sardegna ci arrivi per tanti motivi: Tucci approda sull’isola passando per una delle insegne più interessanti, innanzitutto per la sua posizione, sospesa tra la laguna e il mare, e poi quel lavoro di ricerca immane sull’ecosistema circostante e tutto ciò che questo regala, applicando tecnica e pensiero. Eppure è un gesto legato alla tradizione più pura a ipnotizzare gli occhi di Tucci che seguono infaticabili le mani di Francesco Stara e quell’abilità tutta sua nel lavorare la fregola da cui nasce un piatto inamovibile nel menu del Fradis Minoris servito con pescato crudo, sempre freschissimo. Poesia, tra mare e gesto.