A Roma il sake trova una nuova casa e una nuova grammatica gastronomica. Si chiama Sakaba Ie Koji, apre in via Emilio Fàa di Bruno 31 e rappresenta il progetto più recente dello chef Koji Nakai insieme al socio Roberto Salvati: un luogo che prende le mosse dall’esperienza dell’izakaya Ie Koji e la porta in una dimensione più fluida, contemporanea e conviviale, dove il bere e l’assaggio diventano il vero centro della serata.

L'ingresso di Sakaba Ie Koji
Qui il modello è quello del sakaba giapponese, rifugio urbano dedicato prima di tutto al sake e a una cucina fatta di piccoli piatti da condividere. Una proposta agile, costruita per accompagnare il ritmo della socialità: si entra per un bicchiere e si finisce a ordinare ancora, tra porzioni intere e mezze porzioni, con una ventina di preparazioni che cambiano, si evolvono, si contaminano. L’idea è semplice: lasciare libertà all’ospite e trasformare ogni visita in un’esperienza diversa.
Il cuore del locale è il bancone. In legno, lineare, con otto posti affacciati sulla preparazione dei crudi, restituisce alla cucina la dimensione del gesto e della relazione diretta. Qui si osserva lo chef al lavoro, si dialoga, si assaggia in sequenza, si costruisce un percorso spontaneo fatto di piccoli assaggi e abbinamenti. Attorno, due sale con tavoli alti e sedute più tradizionali, in un ambiente essenziale e dinamico che invita a sostare senza formalità.

Alcuni assaggi dalla cucina
Ma il vero filo conduttore è il sake. La collaborazione con
Shibataya porta in carta una selezione di circa venti etichette, disponibili in mescita e anche da acquistare, con degustazioni periodiche pensate per accompagnare il pubblico dentro un universo complesso e sorprendente. Il personale di sala è formato per guidare gli abbinamenti, suggerire percorsi, costruire dialoghi tra calici e piatti. Il risultato è una proposta che non si limita a servire sake, ma lo integra nella narrazione gastronomica: ogni preparazione diventa un’occasione per esplorare profumi, temperature, consistenze.
La cucina segue lo stesso principio di movimento continuo. Tecnica giapponese, sensibilità italiana e incursioni panasiatiche si intrecciano in piatti che cambiano spesso e non cercano definizioni rigide. Erbe fresche, spezie, brace, marinature: il menu si muove tra contrasti e leggerezza, pensato per essere attraversato più che consultato.
Tra i piatti che raccontano meglio l’identità del locale ci sono l’Hakozushi con pesce marinato e riso pressato, pensato per accompagnare sake più strutturati, il ceviche in chiave giapponese preparato al bancone con agrumi e dashi, l’Houbayaki di ricciola cotta sulla foglia di magnolia alla brace e il kasu jiru, zuppa intensa a base di pesce e sake kasu. Accanto, piccole proposte vegetali e assaggi stagionali che cambiano spesso, costruiti proprio per dialogare con le degustazioni e rendere ogni visita diversa.

Il tonno lavorato al momento dallo chef Nakai
In questo equilibrio si inserisce anche una linea sempre più evidente di dialogo tra Giappone e Italia. Non un semplice incontro di ingredienti, ma una fusione progressiva di tecniche e sensibilità: acidità più familiari al palato italiano, uso della brace e della stagionalità, attenzione alla materia prima locale. I piatti si trasformano, si adattano, nascono e scompaiono con naturalezza, come accade nelle cucine vive.
Sakaba Ie Koji è, in fondo, il capitolo più maturo del percorso romano di Koji Nakai. Nato a Kobe, cresciuto tra cucine e mercato ittico, formato anche nella cucina italiana e approdato a Roma nel 2008, lo chef ha costruito negli anni un linguaggio personale che mette in dialogo due culture senza forzature. Dopo Nakai e Ie Koji, questo nuovo spazio rappresenta una sintesi: più libero, più urbano, più orientato alla condivisione.
Un luogo dove il sake diventa racconto, il bancone esperienza e la cucina un territorio in continua evoluzione. E dove l’idea di fusione non è una dichiarazione, ma una pratica quotidiana fatta di assaggi, piccoli piatti e abbinamenti che cambiano ogni sera.
Sakaba Ie Koji
Via Emilio Fàa di Bruno 31 – Roma
Tel. 392 4799773
Aperto a pranzo dal martedì alla domenica dalle 12.30 alle 15, a cena tutti i giorni dalle 19 alle 23