17-02-2026

Arriva a Roma la sakaba giapponese: ecco Ie Koji, ovvero il rito urbano del sake

Bancone protagonista, degustazioni e una cucina panasiatica che fonde tecniche nipponiche e sensibilità italiane: è il progetto più recente dello chef Koji Nakai insieme al socio Roberto Salvati. Noi ci siamo stati...

Chef Koji Nakai al Sakaba Ie Koji, nuovo indirizz

Chef Koji Nakai al Sakaba Ie Koji, nuovo indirizzo capitolino dove il sake trova una nuova casa e una nuova grammatica gastronomica

A Roma il sake trova una nuova casa e una nuova grammatica gastronomica. Si chiama Sakaba Ie Koji, apre in via Emilio Fàa di Bruno 31 e rappresenta il progetto più recente dello chef Koji Nakai insieme al socio Roberto Salvati: un luogo che prende le mosse dall’esperienza dell’izakaya Ie Koji e la porta in una dimensione più fluida, contemporanea e conviviale, dove il bere e l’assaggio diventano il vero centro della serata.

L'ingresso di Sakaba Ie Koji

L'ingresso di Sakaba Ie Koji

Qui il modello è quello del sakaba giapponese, rifugio urbano dedicato prima di tutto al sake e a una cucina fatta di piccoli piatti da condividere. Una proposta agile, costruita per accompagnare il ritmo della socialità: si entra per un bicchiere e si finisce a ordinare ancora, tra porzioni intere e mezze porzioni, con una ventina di preparazioni che cambiano, si evolvono, si contaminano. L’idea è semplice: lasciare libertà all’ospite e trasformare ogni visita in un’esperienza diversa.

Il cuore del locale è il bancone. In legno, lineare, con otto posti affacciati sulla preparazione dei crudi, restituisce alla cucina la dimensione del gesto e della relazione diretta. Qui si osserva lo chef al lavoro, si dialoga, si assaggia in sequenza, si costruisce un percorso spontaneo fatto di piccoli assaggi e abbinamenti. Attorno, due sale con tavoli alti e sedute più tradizionali, in un ambiente essenziale e dinamico che invita a sostare senza formalità.

Il bancone

Il bancone

La selezione di sake

La selezione di sake

Alcuni assaggi dalla cucina

Alcuni assaggi dalla cucina

Ma il vero filo conduttore è il sake. La collaborazione con Shibataya porta in carta una selezione di circa venti etichette, disponibili in mescita e anche da acquistare, con degustazioni periodiche pensate per accompagnare il pubblico dentro un universo complesso e sorprendente. Il personale di sala è formato per guidare gli abbinamenti, suggerire percorsi, costruire dialoghi tra calici e piatti. Il risultato è una proposta che non si limita a servire sake, ma lo integra nella narrazione gastronomica: ogni preparazione diventa un’occasione per esplorare profumi, temperature, consistenze.

La cucina segue lo stesso principio di movimento continuo. Tecnica giapponese, sensibilità italiana e incursioni panasiatiche si intrecciano in piatti che cambiano spesso e non cercano definizioni rigide. Erbe fresche, spezie, brace, marinature: il menu si muove tra contrasti e leggerezza, pensato per essere attraversato più che consultato.

Tra i piatti che raccontano meglio l’identità del locale ci sono l’Hakozushi con pesce marinato e riso pressato, pensato per accompagnare sake più strutturati, il ceviche in chiave giapponese preparato al bancone con agrumi e dashi, l’Houbayaki di ricciola cotta sulla foglia di magnolia alla brace e il kasu jiru, zuppa intensa a base di pesce e sake kasu. Accanto, piccole proposte vegetali e assaggi stagionali che cambiano spesso, costruiti proprio per dialogare con le degustazioni e rendere ogni visita diversa.

Il tonno lavorato al momento dallo chef Nakai

Il tonno lavorato al momento dallo chef Nakai

In questo equilibrio si inserisce anche una linea sempre più evidente di dialogo tra Giappone e Italia. Non un semplice incontro di ingredienti, ma una fusione progressiva di tecniche e sensibilità: acidità più familiari al palato italiano, uso della brace e della stagionalità, attenzione alla materia prima locale. I piatti si trasformano, si adattano, nascono e scompaiono con naturalezza, come accade nelle cucine vive.

Sakaba Ie Koji è, in fondo, il capitolo più maturo del percorso romano di Koji Nakai. Nato a Kobe, cresciuto tra cucine e mercato ittico, formato anche nella cucina italiana e approdato a Roma nel 2008, lo chef ha costruito negli anni un linguaggio personale che mette in dialogo due culture senza forzature. Dopo Nakai e Ie Koji, questo nuovo spazio rappresenta una sintesi: più libero, più urbano, più orientato alla condivisione.

Un luogo dove il sake diventa racconto, il bancone esperienza e la cucina un territorio in continua evoluzione. E dove l’idea di fusione non è una dichiarazione, ma una pratica quotidiana fatta di assaggi, piccoli piatti e abbinamenti che cambiano ogni sera.


Sakaba Ie Koji
Via Emilio Fàa di Bruno 31 – Roma
Tel. 392 4799773
Aperto a pranzo dal martedì alla domenica dalle 12.30 alle 15, a cena tutti i giorni dalle 19 alle 23


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Francesca Feresin

di

Francesca Feresin

Romana di Trastevere, classe ’99, sin da piccola mangia fuori, ricercando tavole sempre più fuori dagli schemi. Si è laureata in Medicina al Policlinico Umberto I con l’obiettivo futuro di riuscire a coniugare le sue più grandi passioni: la cucina e la medicina.

Consulta tutti gli articoli dell'autore