Cortina d'Ampezzo è entrata in modalità Olimpiadi. La Regina delle Dolomiti è arrivata al grande appuntamento a cinque cerchi con una scena gastronomica più effervescente che mai. Nuove aperture, ritorni importanti, format d'alta quota, passaggi generazionali: tutto si muove in una destinazione sempre più golosa da vivere adesso, nel pieno del fermento dell'appuntamento olimpico. Oppure da riscoprire dopo i Giochi, quando il ritmo rallenterà.
Fine dining stellato e grandi firme: le certezze della conca
Che il fine dining e Cortina vadano a braccetto lo dimostrano due insegne stellate che sono punti fermi della conca. Il primo è il Tivoli di Graziano Prest, stella Michelin dal 2002, che continua a essere un punto di riferimento per gli appassionati della cucina d'autore: il cuoco con la sua giovane brigata presenta una proposta personale e raffinata, capace di far dialogare Dolomiti e Laguna veneziana, con l'obiettivo di offrire un'esperienza appagante, stimolante e ricca di sfumature e stimoli sempre nuovi. Il tutto affiancato da una cantina eccellente per scelta e profondità di annate.
L'altro, insignito anche della stella verde, è il
SanBrite (in località Alverà), un'insegna che rappresenta l'espressione più identitaria e contemporanea della cucina di montagna.
Riccardo Gaspari e
Ludovica Rubbini proprio nel caseificio di famiglia hanno realizzato un progetto che valorizza la tradizione rurale e la filiera circolare, con una
"cucina rigenerativa" che, utilizzando i prodotti della propria azienda agricola, unisce tecnica, ricerca e radici ampezzane. L'ambiente è intimo e curato nei minimi dettagli: in sala, di stagione in stagione il servizio guida l'ospite attraverso un percorso sensoriale coinvolgente e dinamico, fondato su equilibrio, precisione tecnica e creatività.
Sulla scia delle grandi firme, ecco sul podio
Alajmo Cortina che ha ridato vita a un luogo iconico della ristorazione locale: dove c'era
El Toulà, i fratelli
Massimiliano e
Raffaele Alajmo hanno creato un avamposto di eleganza in quota, affidando i fornelli al bravo
Mattia Barni, nella loro squadra dal 2014, prima al
Quadri a Venezia, poi per tre anni al tristellato
Le Calandre al fianco di
Max. Il giovane chef lavora su piatti puliti, leggibili e ben calibrati, dove i richiami alla montagna sono presenti con discrezione, accanto a suggestioni più ampie e trasversali. La sosta è piacevole non solo a pranzo e a cena: il
Bar Alfredo completa l'esperienza come indirizzo per l'aperitivo e il dopo cena.
Dal Piè Tofana al 1224, due anime dello stesso progetto
Il cuore del progetto gastronomico firmato da Michel Oberhammer e dallo chef Federico Rovacchi da quest'inverno batte al 1224 Restaurant Cortina, ospitato al Grand Hotel Savoia, dove è approdato l'intero team di Baita Piè Tofana. È qui che ha ripreso forma il loro fine dining: una cucina contemporanea elegante, mai ingessata, capace di dialogare con il territorio senza porsi confini, sostenuta da una cantina di grande livello costruita negli anni con passione e competenza.
Baita Piè Tofana – ora disponibile solo per eventi privati - tornerà invece sulle scene dalla prossima stagione estiva, con una riapertura pensata in chiave più easy. Una proposta informale, seppur con l'asticella della qualità puntata decisa verso l'alto, che permetterà di vivere la montagna in modo rilassato senza rinunciare allo stile che ha reso questo celebratissimo locale, nel bosco sotto le guglie delle Tofane, uno dei più interessanti indirizzi della nuova Cortina.
Tradizione ampezzana e soste "sicure"
Al Camin è una certezza rassicurante.
Fabio Pompanin bilancia tradizione e guizzi creativi con piatti che seguono le stagioni e riflettono con autenticità l'identità ampezzana. Lavora con rispetto le eccellenze locali, dando spazio a sapori autentici e a esecuzioni nitide. L'ambiente è accogliente e rilassato, ideale per chi cerca una cucina di sostanza senza formalismi eccessivi, in cui tradizione e spunti creativi si bilanciano con naturalezza.
E se si vuole capire davvero cosa significhi una Cortina "agli antipodi del cinepanettone", si punti su
El Brite de Larieto, sognante agriturismo che spunta da una foresta di conifere sotto la magnificenza del monte Cristallo. Qui tutto si svolge sotto la regia di
Riccardo Gaspari (chef stellato del già citato
SanBrite) e della sua famiglia, dalla gestione della stalla e dell'azienda agricola fino a una cucina che delizia e riscalda l'anima. Formaggi e salumi, burro montato leggendario, primi fatti in casa e piatti di carne: un'esperienza che è stile di vita prima ancora che ristorazione.
Rifugi in quota: panorami e cucina da ricordare
A Cortina si mangia bene anche salendo tra i monti. Lo conferma il Rifugio Averau (a 2.413 metri di quota) che sfoggia ricchi piatti della tradizione e ricette "di casa" come i Cappelli d'alpino, gustosi ravioli ripieni di formaggio, noci e basilico. Ciò in un contesto dove la veranda panoramica e la grande tavola condivisa (il gettonatissimo "stammtisch" con tanto di braciere acceso) trasformano il pranzo in un rito che fa sempre più proseliti tra sciatori ed escursionisti. Quassù si può pernottare.
Poco più a valle, con davanti agli occhi un panorama imbarazzante sulle Cinque Torri, il
Rifugio Scoiattoli è il classico posto in cui finisci per restare più del previsto, sollazzandoti tra grandi classici ampezzani, paste profumate di bosco, carni selezionate e cotte come si deve e dolci fatti in casa. Anche qui è possibile dormire.
Spostandosi verso le Tofane, la sosta giusta è alla piccola Baita Resch, altro locale dalla solida conduzione familiare che garantisce un'accoglienza calorosa e un menu sfizioso. Tra i punti di forza le paste fatte in casa, la selvaggina, e i dolci: lo chef e patron Ivan Resch è figlio di un pasticcere e, nel suo caso, per davvero il buon sangue non mente.
Per chi cerca una variazione "wine oriented" in quota, il
Masi Wine Bar a Col Drusciè è la destinazione perfetta. Siamo su un terrazzo naturale sopra Cortina (raggiungibile comodamente con la cabinovia che sale accanto allo Stadio olimpico del ghiaccio) dove tutto ruota attorno all'abbinamento cibo-vino, con pairing intriganti e piatti appetitosi, come il
Risotto all'Amarone che è diventato un vero must.
Sulla parte più alta del monte Faloria, infine, spicca (in tutti i sensi) il
Rifugio Capanna Tondi a oltre 2300 metri di altitudine. Conosciuto come "il salotto su Cortina", vanta un menu vario dalla netta impronta ampezzana (la pasta fresca e la selvaggina meritano la sosta), salette graziose e quell'atmosfera di casa che rende memorabile anche un pranzo veloce durante una giornata sugli sci.
Le nuove aperture che ridisegnano l'inverno olimpico
Nell'inverno delle Olimpiadi, la mappa golosa di Cortina si è arricchita ulteriormente. A portare il mare in quota ci ha pensato la brigata de La Scogliera, aperta il 6 dicembre in quell'incanto che è il lago Pianozes: pesce fresco, carni "nobili", una proposta pensata per una clientela internazionale e una cantina molto ampia che annovera un'articolata selezione di etichette prestigiose. Dj set a pranzo e a cena contribuiscono a creare un clima coinvolgente, ma senza eccessi: la musica accompagna l'esperienza gastronomica senza sovrastarla.
Il 22 dicembre ha debuttato
Zuma Cortina, che ha portato tra le Dolomiti un concept internazionale ben riconoscibile. Il locale si sviluppa tra la main room, con griglia e sushi bar a vista, la lounge pensata per un'esperienza conviviale più rilassata e il cocktail bar che gioca sull'impatto visivo, con installazioni che richiamano il mondo dei ghiacciai. La proposta culinaria unisce i grandi signature Zuma – tra robata, sushi e piatti iconici del brand – a tocchi pensati per dialogare con il contesto alpino, mentre la serata evolve naturalmente verso l'intrattenimento, tra musica e drink ben preparati.
Il 30 dicembre è arrivata in corso Italia l'Antica Bottega del Vino, estensione dolomitica dello storico indirizzo veronese: un locale che spicca per la sua poderosa cantina e per l'ambiente di charme, arricchito dal recupero di pezzi di antiquariato, come una stube austriaca di fine '800 e un banco proveniente da una vecchia sacrestia di fine Settecento. Il menu riflette fedelmente l'anima dell'Antica Bottega del Vino di Verona: un omaggio alla tradizione che affianca i grandi classici scaligeri – dal Risotto all'Amarone all'Insalata di gallina in agrodolce – a una selezione di specialità della cucina ampezzana.

The Roof Cortina – Casa Bertani
Merita attenzione il bistrot del
The Roof Cortina – Casa Bertani, spazio eclettico (l'offerta copre l'intero arco della giornata, dalle colazioni all'after dinner) e panoramico ospitato al piano più alto della
Cooperativa di Cortina. Dirige i lavori lo chef
Graziano Prest (proprio il patron del
Tivoli) che firma l'invitante e accessibile proposta del bistrot, sposata alle etichette storiche della celebre cantina della Valpolicella. L'ambiente è elegante e contemporaneo, con una terrazza che si apre sulla conca ampezzana e invita a pause rilassate.
Da segnalare la rinascita di Villa Oretta, che oggi affianca a un completo rinnovamento degli spazi una proposta culinaria solida e ben calibrata. La cucina si muove nel solco della tradizione alpina e italiana, riletta con misura e attenzione alla qualità delle materie prime, privilegiando piatti riconoscibili, puliti nei sapori e ben eseguiti. L'esperienza è resa ancora più coinvolgente dalle vetrate affacciate su Cortina e sulle montagne che la cingono.
In pista: nuovi format e mountain club

Chalet Franz Kraler – Club Moritzino
Sotto le Tofane ha debuttato lo
Chalet Franz Kraler – Club Moritzino, dove la famiglia
Craffonara ripropone la formula che ha fatto la fortuna del celebre rifugio di Piz La Ila, in Alta Badia: cucina gourmet "trasversale" tra mare e carne, più un grill con pizze e hamburger, carta vini importante e un après-ski strutturato con dj set ed eventi musicali.
All'interno del rinnovato (in toto) rifugio Faloria, dal 6 dicembre è attivo il SuperG Faloria, un mountain club dal taglio contemporaneo, con terrazza panoramica e ambienti dal moderno design alpino. Il ristorante Meraviglioso combina cene esclusive a format come Pizza & Bollicine, affiancati da eventi e party che animano il locale anche oltre l'orario sciistico.
La Cortina da bere: aperitivo, cocktail e vino
Non si può parlare di Cortina senza citare il rito dell'aperitivo. L'american bar del
Hotel de la Poste ("il Posta") è un'istituzione: cocktail a regola d'arte vengono serviti in un'atmosfera dalla classica e raffinata eleganza, spesso animata da dj set, musica dal vivo e party a tema.
In pieno corso Italia, il bar dell'Hotel Cortina è un riferimento per chi ama la mixology fatta con precisione, mentre lo Zelda Cocktail Club dentro l'Ambra Cortina Luxury & Fashion boutique hotel aggiunge una nota giocosa e provocatoria, tra bollicine, cocktail e serate che diventano ricordi.
Nel cuore del passeggio, in un angolino sotto la basilica,
La Suite è il punto d'incontro trasversale dalla tarda mattina sino a sera inoltrata, forte di un'offerta variegata e golosa. È un luogo molto gettonato anche dai local, soprattutto per l'aperitivo. Poco lontano, l'
Enoteca Baita Fraina è la meta per chi cerca grandi etichette e ottimi stuzzichini, con una selezione ricca anche al calice. E non si può scordare l'
Enoteca Cortina, storica insegna del centro che ha da poco avviato una nuova fase sotto la guida di
Kristian Casanova, per anni sommelier al
Tivoli e poi allo
Chalet Tofane. La proposta ruota attorno a una lista dei vini disegnata con competenza, con grande attenzione al servizio e alla continuità con il passato.
Dolci certezze in centro
Per colazioni e pause a tutte le ore, la
Pasticceria Alverà è una garanzia: il banco offre oltre venti varianti di brioche, dolci da forno, mignon, torte intramontabili come la
Sacher, la
Millefoglie e le crostate (superba quella ai lamponi), oltre a una valida proposta salata tra focacce e pizze. In laboratorio c'è
Massimo Alverà, maestro pasticcere che nelle sue creazioni combina tecnica classica, creatività e senso estetico.