02-02-2026

La primavera secondo Caterina Ceraudo: nei piatti, il gusto e il profumo dei fiori

La chef è stata tra le protagoniste del docufilm "La quinta stagione": vi racconta la magia della primavera, il fascino del suo ristorante Dattilo che viene circondato da mille fiori dai profumi meravigliosi. Finiscono anche in cucina

Caterina Ceraudo, chef del ristorante Dattilo a St

Caterina Ceraudo, chef del ristorante Dattilo a Strongoli (Crotone), in un fotogramma tratto da La quinta stagione

Cinque voci della cucina italiana si incontrano, libere da ricette già scritte, per raccontarsi senza filtri introdotte dalla voce narrante di Isabella Ragonese. Sono storie di scelte coraggiose, di viaggi tra latitudini lontane e memorie intime, di ingredienti che diventano linguaggi, di creatività che sfida il tempo. È il tema de La quinta stagione, docufilm nato da un’idea di Paola Valeria Jovinelli, diretto da Giuseppe Carrieri e prodotto da Fondazione Arte del Convivio con IULMovie LAB, e che è stato presentato in anteprima alla 22ª edizione delle Giornate degli Autori, nell’ambito dell’82ª Mostra del Cinema di Venezia.

Pubblichiamo qui un secondo estratto dell'opera: la parole di Caterina Ceraudo sulla primavera (e la magia del suo Dattilo)

Leggi anche: L'INVERNO NARRATO DA ANTONIA KLUGMANN

 

Caterina Ceraudo e i fiori

Caterina Ceraudo e i fiori

Cos’è per me la primavera
Le materie prime sono le mie parole, sono i miei piatti, sono ciò che realmente mi rappresenta. La stagionalità per me è un elemento assolutamente fondamentale per costruire una buona portata e un buon menu. Io davvero non riesco a inserire un ingrediente se in quel preciso momento non è al suo massimo grado dal punto di vista gustativo e se in quel preciso momento non va quindi a perfetta maturazione.

Piatti floreali al Dattilo

Piatti floreali al Dattilo

Piatti floreali al Dattilo

Piatti floreali al Dattilo

Caterina Ceraudo e i fiori

Caterina Ceraudo e i fiori

La primavera, qui al Dattilo, è il momento della nostra apertura, ne rappresenta esattamente il senso. È, per noi, una stagione di presa di coscienza nonché l’inizio di un cambiamento importante. Penso dunque ai fiori: Dattilo ne è circondata, è letteralmente invasa da mille fiori dai profumi meravigliosi. Io li impiego in cucina, ma non come semplice decorazione: quando li utilizzo, li utilizzo come ingrediente. Prima li ascolto, ne osservo la nuance, ne assaggio il gusto, e li inserisco solo quando dialogano con l’equilibrio della ricetta. In quel momento non sono più un dettaglio, ma diventano racconto: è la primavera nel piatto.

 

Caterina Ceraudo in cucina

Caterina Ceraudo in cucina

Le donne e la cucina
Ogni volta che una donna entra nella mia cucina, lo fa in punta di piedi, silenziosa, con un approccio più cauto rispetto a un uomo, che in genere si propone invece in maniera più sicura. Questo, secondo me, proprio perché le donne spesso non hanno contezza di quanto valgano. Io cerco di contrastare questa mancanza di consapevolezza, di seminare invece nella loro mente un’idea precisa: “Tu hai la capacità di poter fare tutto, di raggiungere qualsiasi risultato”.

Perché la parola “impossibile” - nella mia cucina ma in generale nella mia vita - non esiste, non è mai esistita. Ho davanti agli occhi l’esempio, il modello delle tante figure femminile che sono state importanti nella mia vita: sono state mamme, mogli, ma soprattutto vere donne, orgogliose, forti. Traggo spunto da loro nel superare le difficoltà. Perché lo so bene: quando una donna si approccia al mondo del lavoro, che è ancora prevalentemente maschile a iniziare dal settore della ristorazione, si ritrova a dover affrontare delle scelte difficili.

Eppure la cucina italiana è sempre stata una cucina casalinga, ossia una cucina di casa, confortevole, e dunque una cucina di donne; tutto questo si traduce però in professione solo per alcune di esse, ancora per troppo poche. Mi auguro e credo che le cose possano evolversi e stiano già evolvendo; che sempre più donne possano avere successo in questo lavoro bellissimo. È vero: la società deve cambiare. Ma penso che per prime dobbiamo cambiare noi, la nostra consapevolezza. Solo allora anche la società diventerà migliore, di conseguenza.

 

La terra di Dattilo

La terra di Dattilo

Caterina Ceraudo sul trattore

Caterina Ceraudo sul trattore

La magia del Dattilo
Dattilo è la mia casa. Ma non solo: è un luogo particolare, quasi magico, che riesce in qualche maniera inaspettata e misteriosa a contaminare chiunque vi entri in contatto. In maniera positiva, eh: chi viene qui si scopre ben presto in completa sinergia, in totale simbiosi con questo posto. Questa per me è una grande, grande vittoria: io ho visto crescere Dattilo, da luogo dove non c'era quasi niente a quello che è oggi, con il suo incredibile magnetismo. Quando mi accorgo che l’ospite lo avverte, provo un'emozione infinita che non ha paragoni con nient’altro. 
L'entrata di Dattilo

L'entrata di Dattilo

Caterina Ceraudo con papà Roberto

Caterina Ceraudo con papà Roberto

Caterina Ceraudo col marito Sante Longo e bambini

Caterina Ceraudo col marito Sante Longo e bambini


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Caterina Ceraudo

di

Caterina Ceraudo

Non ancora trentenne è diventata la chef di Dattilo, il ristorante gestito dalla sua famiglia che si trova a Strongoli in provincia di Crotone. Si è formata alla Scuola di Alta Formazione di Niko Romito

Consulta tutti gli articoli dell'autore