Torniamo a parlare su queste pagine di Roberto Panizza, figura centrale della ristorazione genovese, nonché colto e instancabile promotore delle tradizioni gastronomiche della sua città. Lo facciamo per un duplice motivo: l'apertura di un nuovo locale, un'insegna sorella del suo Il Genovese, e il lancio di un premio letterario che intreccia cucina e letteratura nel segno di un'amicizia.
Partiamo dalla novità più consistente e profumata di basilico: dal primo dicembre 2025 ha infatti aperto Il Genovese Pesto e Farinata, una settantina di coperti nel centro di Genova, a pochi passi dalla stazione di Brignole e a qualche metro dalla storica sede de Il Genovese. «Per fortuna il Genovese sta lavorando molto bene», racconta Panizza, «ma siamo in un locale antico, un po' stretto, ci risulta sempre complesso quando dobbiamo accomodare gruppi numerosi. Avevamo l'esigenza di sdoppiarci e da un po' stavamo aspettando l'occasione giusta per farlo: quando è arrivata, non abbiamo esitato».
L'idea della farinata, però, è altrettanto centrale.
Il Genovese fu fondato nel 1912 proprio come
fainotto, e tale rimase fino al 1990 circa. «C'è ancora il forno a legna, costruito insieme all'edificio stesso: un classico forno da farinata, largo e basso. Facevano le torte classiche genovesi e la farinata. Quindi si è trattato di recuperare una cosa che era già nel dna della nostra insegna». Ma non solo: per
Panizza la farinata resta un prodotto sottovalutato nella tradizione genovese, e l'apertura del nuovo locale è anche un modo per restituirle centralità: «Possiamo trovare mille motivi per questo fatto, ma non c'è un'offerta di farinata ampia come potrebbe essere, così ci abbiamo pensato noi».

Panizza e il suo mortaio XL
La proposta mantiene diversi punti di contatto con la casa madre: «I primi sono sostanzialmente gli stessi, così come i fritti genovesi tradizionali e le torte di verdura. Cambiano alcuni secondi, mentre le novità sono i muscoli, come a Genova si chiamano le cozze, declinati in diverse ricette, e naturalmente la farinata, proposta nella versione classica e con condimenti della tradizione: cipolline, lardo, acciughe. Il primo mese è andato molto bene - conferma
Panizza - abbiamo inoltre la possibilità di acquisire prenotazioni che al
Genovese non possiamo accettare per motivi di spazio: la cena aziendale, il compleanno di venti o trenta persone».
Ma
Panizza non è soltanto un ristoratore. Dal 2007 è l'ideatore e l'animatore del
Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio, appuntamento biennale che richiama concorrenti da tutto il mondo. L'XI edizione si terrà il 21 marzo 2026 a Palazzo Ducale di Genova, e porterà con sé una novità significativa: la prima edizione del
Premio Letterario Pietro Cheli, dedicato alla saggistica enogastronomica. «Il campionato porta sempre con sé iniziative collaterali - spiega
Panizza - lo consideriamo una piattaforma, non un fine. Quest'anno l'idea era fare qualcosa che avesse un valore culturale, e il premio letterario è stato un passaggio abbastanza naturale».
Pietro Cheli, scomparso nel 2017 a cinquantadue anni, non era soltanto un bravissimo giornalista genovese (e genoano): era un amico d'infanzia di
Roberto Panizza: «Eravamo agli scout insieme, dall'età di dieci, undici anni. Per me
Pietro era... soltanto
Pietro. Sapevo che era bravo nel suo lavoro, ma ho compreso fino in fondo il suo valore professionale solo quando non c'era più, vedendo cosa in tante persone hanno scritto di lui».
Cheli era stato tra i giurati storici del Campionato, e la sua partecipazione non era affatto scontata, ricorda con un sorriso
Panizza: «Pietro era una persona veramente sincera, non era uno che si spendeva tanto così per fare. Se non gli fosse piaciuta l'idea del Campionato, semplicemente non sarebbe venuto».
Giornalista culturale di lungo corso,
Cheli ha lavorato con
Montanelli a
Il Giornale e
La Voce, poi al
Diario di
Enrico Deaglio, fino alla vicedirezione di
Amica. Rigoroso, brillante, colto senza snobismi, nonché un grande conoscitore e amante della buona cucina. Per la Guida di
Identità Golose, nel 2013, firmò un racconto della sua Genova golosa: lo potete leggere a questi due link,
prima parte e
seconda parte. La cucina e la scrittura sono state due grandi passioni nella sua vita e questo premio le riunisce.
L'iniziativa, racconta Panizza, «è stata accolta con grande entusiasmo da parte di tutti coloro che lo conoscevano. E questo mi fa sentire che l'abbiamo pensata bene».
Il premio è rivolto a opere di saggistica enogastronomica — non semplici ricettari — che raccontino la cultura del cibo come manifestazione di identità e confronto tra comunità. Possono concorrere libri di autori viventi, in lingua italiana, pubblicati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025. Una segreteria tecnica selezionerà tre finalisti; una giuria di professionisti del giornalismo e della letteratura sceglierà il vincitore, che riceverà il Premio Mortaio e un riconoscimento in denaro. È prevista anche la possibilità di segnalare volumi illustrati, fotografici, a fumetti o per ragazzi.
Chi fosse interessato a partecipare può inviare le candidature entro il 28 febbraio 2026 all'indirizzo premiocheli@gmail.com.