04-01-2026

Il Mediterraneo a un passo dal lago, al ristorante Izè

Sulle sponde di Iseo (Brescia), all'interno dell'hotel Araba Fenice, lo chef partenopeo Carlo Spina lega in una trama di sapori le origini di casa con ricette e ingredienti locali: un connubio che sorprende il palato per intensità e golosità

La squadra del ristorante Izè e dello chef Carl

La squadra del ristorante Izè e dello chef Carlo Spina (il secondo, da sinistra), a Iseo sul lago, in provincia di Brescia

Il ristorante Izé fa parte dello splendido hotel Araba Fenice sul lago d’Iseo ed è il luogo dove i prodotti del territorio bresciano e lacustre si incontrano con le influenze mediterranee dello chef Carlo Spina.

Il ristorante, aperto nel 2024, vuole al suo timone sin dagli esordi lo chef partenopeo Spina con lo scopo di portare eccellenza gastronomica in Franciacorta e di offrire piatti che, grazie a una mano elegante e consapevole, mixano le influenze del sud Italia con gli ingredienti e le ricette del lago, ma anche del territorio bresciano circostante.

È un incontro inedito tra il lago e il meridione di uno chef che ha deciso di trasferirsi sulle sponde del lago d’Iseo dopo diverse esperienze nella sua terra d’origine.

Classe 1974, nasce nel quartiere partenopeo di Fuorigrotta, a Napoli, e inizia a seguire il suo sogno frequentando l’alberghiero, a cui seguono diverse stagioni per poi intraprendere collaborazioni presso diverse strutture alberghiere in tutta Italia.

Un bagaglio formativo che annovera grandi insegnanti come Igles CorelliGennaro Esposito, e che l’ha portato a esprimersi al meglio presso il ristorante Radici dove dal 2005 al 2011 è stato l’apripista di una cucina creativa e personale, basata sulla ricerca delle materie prime e su un’innovazione coraggiosa, ma ragionata.

Il consolidamento e l’affermazione della sua filosofia ai fornelli arrivano al ristorante Veritas di Napoli, con l’ambita stella Michelin. Nonostante gli importanti traguardi raggiunti, Carlo, però ha deciso di investire sul proprio futuro da chef imbarcandosi in questa nuova esperienza da Izé, dove può fondere la propria identità con gli ingredienti che il territorio bresciano offre.

Un dettaglio della sala del ristorante Izè

Un dettaglio della sala del ristorante Izè

«Da quando sono qui a Izé mi sono impegnato a costruire una rete di piccoli produttori fidati perché la materia prima con la quale lavoro sia sempre di primissima qualità. Girando in lungo e in largo, scoprendo l’offerta locale, guardando la risposta del pubblico che ci sceglie, sono sempre più convinto che un lavoro di connubio tra prodotti del lago e influenze mediterranee sia qualcosa di nuovo e vincente. Mi piace provare a mettere del mio nelle ricette locali, come nel caso del Risotto al Franciacorta, diventato uno dei piatti cult, con una piccola rivisitazione. Anche nel Babà - per me al vertice dei dolci napoletani - abbiamo voluto unire il territorio bresciano con il gelato al latte e il fieno della Val Camonica. Inizialmente non è stato facile far capire la nostra proposta, soprattutto ai local; ora devo dire che, grazie a una comunicazione mirata e al passaparola, siamo riusciti a conquistare anche il pubblico di qui. Il nostro obbiettivo è quello di destagionalizzare un’offerta ancora molto incentrata sui mesi estivi dove si attesta il maggior numero di presenze, ma il lago d’Iseo è un posto bello tutto l’anno».

A dirigere la sala, la maître e sommelier Chiara Cusato, che propone una selezione di vini ricercati con numerose etichette provenienti dalla Franciacorta (di cui la parte meridionale del lago d’Iseo fa parte), ma anche vini interessanti da altre regioni italiane, con una buona dose di estero.

 

E ora la carrellata di assaggi proposti dallo chef Carlo Spina degustati da Izè.

Scarola “’mbuttunata”: scarola ripiena di pane al miso di fagioli, patate, olive, capperi, noci ed estratto di scarola alla scapece. Si tratta di una scarola rosolata ripiena di pane al miso di fagioli, patate, olive, noci e capperi. A parte viene servito un estratto di scarola alla scapece che, con la sua acidità, bilancia la scarola ripiena. In abbinamento, un calice di Domaine Carrion Chablis 2022 che accompagna anche il piatto successivo

Scarola “’mbuttunata”: scarola ripiena di pane al miso di fagioli, patate, olive, capperi, noci ed estratto di scarola alla scapece. Si tratta di una scarola rosolata ripiena di pane al miso di fagioli, patate, olive, noci e capperi. A parte viene servito un estratto di scarola alla scapece che, con la sua acidità, bilancia la scarola ripiena. In abbinamento, un calice di Domaine Carrion Chablis 2022 che accompagna anche il piatto successivo

Calamaro psichedelico: calamaro ripieno, quinoa all’estratto di spinaci, finger lime, caviale di storione, crema di plancton e arachidi. Il calamaro è cotto alla perfezione; risulta tenero, esaltato dal gustoso ripieno. A parte viene servita una quinoa all’estratto di spinaci ravvivata da finger lime, caviale di storione, crema al plancton e arachidi

Calamaro psichedelico: calamaro ripieno, quinoa all’estratto di spinaci, finger lime, caviale di storione, crema di plancton e arachidi. Il calamaro è cotto alla perfezione; risulta tenero, esaltato dal gustoso ripieno. A parte viene servita una quinoa all’estratto di spinaci ravvivata da finger lime, caviale di storione, crema al plancton e arachidi

Un plin faraonico: plin di genovese di faraona, crema di pecorino, tartufo nero, brodo di radici tostate e funghi porcini. Il piatto viene abbinato a un Ceraudo Rosato Grayasusi IGT 2024 che accompagnerà anche il piatto seguente

Un plin faraonico: plin di genovese di faraona, crema di pecorino, tartufo nero, brodo di radici tostate e funghi porcini. Il piatto viene abbinato a un Ceraudo Rosato Grayasusi IGT 2024 che accompagnerà anche il piatto seguente

Non il solito risotto: risotto al Franciacorta, crema di porri bruciati, burro affumicato, salmerino, capperi e crema di limone

Non il solito risotto: risotto al Franciacorta, crema di porri bruciati, burro affumicato, salmerino, capperi e crema di limone

Made in Mediterraneo: ricciola di fondale alla mugnaia, lemongrass, uova di trota, lattughino grigliato e gel al ravanello. La ricciola è cotta perfettamente e rimane tenera e gustosa. Le uova di trota apportano la giusta sapidità e il lemongrass, freschezza. A parte viene servito un lattughino grigliato croccante proposto con del gel di ravanello

Made in Mediterraneo: ricciola di fondale alla mugnaia, lemongrass, uova di trota, lattughino grigliato e gel al ravanello. La ricciola è cotta perfettamente e rimane tenera e gustosa. Le uova di trota apportano la giusta sapidità e il lemongrass, freschezza. A parte viene servito un lattughino grigliato croccante proposto con del gel di ravanello

Zuppetta di frutta e verdura: panna cotta con inserto al mango e sciroppo al passion fruit. In abbinamento, kombucha al limone fatta in casa

Zuppetta di frutta e verdura: panna cotta con inserto al mango e sciroppo al passion fruit. In abbinamento, kombucha al limone fatta in casa

Bosco e sottobosco: crumble al cioccolato, cremoso alla castagna, mousse alle noci, more, gelato alla nocciola, tartufo nero e gel al melograno. In abbinamento, kombucha ai frutti rossi

Bosco e sottobosco: crumble al cioccolato, cremoso alla castagna, mousse alle noci, more, gelato alla nocciola, tartufo nero e gel al melograno. In abbinamento, kombucha ai frutti rossi

Il Babà

Il Babà

 


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Alan Jones

di

Alan Jones

Classe 1971, cittadino britannico e sloveno, cresciuto in Ticino nella Svizzera italiana, lavora in banca da quasi due decenni. Le sue grandi passioni sono la buona cucina, i vini e i viaggi. Si è appassionato di cibo dieci anni fa seguendo i primi programmi in tv di Gordon Ramsay e ha iniziato a girare prima in Italia e poi anche in Europa e nel resto del mondo alla scoperta dei migliori ristoranti. Così, da cliente assiduo, condivide le sue osservazioni e suoi entusiasmi con i lettori di Identità Golose. Un buon piatto deve sempre riuscire ad emozionarlo, perché la cucina, come tante altre forme d’arte, è emozione

Consulta tutti gli articoli dell'autore