«Benvenuti al Rovellino». Michele De Liguoro è cuoco superbo e riservato. Il tono sull’uscio tradisce l’emozione per il fresco varo della sua seconda avventura, Trattoria da Panciroli. Ha aperto da qualche giorno, in sordina, a 3 minuti a piedi dal Rovello, la casa madre che nei decenni ha cambiato indirizzo tre volte – l’ultima, traslocando nel novembre 2024 da corso Garibaldi a via Ariberto, Porta Genova.
La nuova insegna porta il nome di Gualtiero Panciroli, patrigno di Michele scomparso da poco, sommelier cui dovemmo i fasti del Rovello 18 ai tempi di Foro Bonaparte, costruiti al fianco di Cinzia Rossi, mamma di Michele, il quale non poteva che avere il destino segnato. «Pensavamo da tempo di accontentare quella fetta di pubblico che non ama stare al bancone, dominante ora al Rovello», spiega il cuoco, «e così 6 mesi fa abbiamo rilevato questo locale con 3 vetrine, costruendolo da zero. Manca ancora l’insegna, che faremo dipingere a mano come abbiamo fatto con le boiserie…». Da Panciroli le sedute al banco sono solo 4 e il resto lo compongono tavoli piccoli e medi in tovaglia bianca, spalmati in 3 salette comfort con specchi e vini esposti, per un massimo di 56 sedute: «È un po’ un ritorno allo stile originario del Rovello e un po’ una trattoria di campagna in città, come quelle in cui ci piace andare: La Crepa, l’Ostreria dei Pavesi…».
Accanto a Michele, c’è l’amico di una vita Francesco Tancredi, anche lui al bis imprenditoriale: gestisce da tempo il bistrot-cocktail bar Ugo, sui Navigli, un amore per il bartending che presto trasferirà anche qui, con pochi cocktail pre-batch come aperitivo: Campari soda, Mito, Martini…

I soci Francesco Tancredi e Michele De Liguoro

Cinquantasei coperti massimo: tutti tavoli e 4 sedute al banco
A prima vista, la cucina non è poi così diversa dal Rovello: i leggendari Peperoni tonnati sono sempre lì, i mondeghili e la polenta fritta pure ma a stare attenti troviamo un po’ di differenze con via Ariberto. Ci sono i super-salumi pronti via (culatello oro Spigaroli, prosciutto Bettella, salame di culatello) e, per la prima volta, specialità cittadine: Insalata di
nervitt, Cervella di vitello, Risotto alla milanese… Ma, come sempre De Liguoro e il suo sodale di cucina
Raffaele Mongelli non assecondano dogmi geografici: basti ordinare quella favolosa trippa in umido (rossa d’inverno, bianca ora), la Ribollita toscana o le Tagliatelle al ragù di Bra.
Qui non ci sono i plin di via Ariberto ma i Tortelli del giorno, autoprodotti: erano buonissimi quelli ripieni al brasato, con uno spessore di pasta leggero e voluttuoso. Anche gli arrosti cambiano a cadenza quasi quotidiana - un succulento manzo alla California con patate al rosmarino. Ma il pezzo forte, da accaparrarsi prima che arrivi la caldazza, lo trasporta un sontuoso carrello dei bolliti, che in Ariberto non avrebbe lo spazio per deambulare. I tagli includono cotechino, biancostato, testina, muscolo, lingua, cappello del prete e in accompagnamento c'è bagnetto verde, rosso e mostarda di frutta.
In carta dei vini c’è tanta Italia - come da tradizione Rovello - e i ragazzi in sala sono tutti sorridenti e competenti. Buona la seconda, in attesa della terza avventura di
De Liguoro, pronta a partire entro la fine di aprile: il Rovello team ha preso in gestione il Cafè dello showroom di
Poliform, in piazza della Scala, dove un tempo c’era il Café Trussardi. Hanno riscritto tutto il progetto da zero. Ne assaggeremo ancora delle buone.

Pane e ciccioli mantovani (in alto), giardiniera e cervella di vitello alla milanese

Tortelli ripieni di brasato

Arrosto di manzo alla California con patate e rosmarino e Marron glacé sotto a panna e cioccolato
Trattoria Da Panciroli
via Gaudenzio Ferrari, 1
+390238260809
chiuso domenica, aperto a pranzo e cena
Prezzi medi: salumi 12, antipasti 18, primi piatti e minestre 18, secondi al carrello 20/28 euro, contorni 8, dessert 8