29-03-2026

I dieci anni degli Ambasciatori del Gusto, impegno concreto per la cucina italiana

Report da Futura 2026 a Trieste, l'assemblea che ha celebrato il decennale dell'associazione, tra bilancio delle (tante) cose fatte e lavoro su (altrettanti) progetti per il futuro, a favore della tavola nazionale. L'ospite d'onore Stanley Tucci

Da sinistra, Cesare Battisti, Alessandro Gilmozzi,

Da sinistra, Cesare Battisti, Alessandro Gilmozzi, Stanley Tucci, Carlo Cracco e Gianluca De Cristofaro. Sono stati tra in protagonisti di Futura 2026, assemblea annuale degli Ambasciatori del Gusto che si è tenuta a Trieste

In una saletta là in fondo, la sera, si riuniscono i pizzaioli per fare il punto delle iniziative a sostegno di un disegno di legge che riconosca la loro professione: alla fine dell’incontro, ognuno si fa carico di promuoverne l’iter presso gli interlocutori istituzionali a lui più prossimi. Nel pomeriggio invece, durante la riunione generale, c’è stato una sorta di appello rivolto agli chef-cacciatori di tutt’Italia, affinché uniscano sempre più le loro forze e le loro competenze per far massa critica nello specifico gruppo di lavoro già attivo, e che punta a diffondere una normativa di riferimento in tutto il Paese per quanto riguarda l’utilizzo di selvaggina, sul modello delle leggi regionali già qua e là approvate (il riferimento è quella dell’Emilia-Romagna). In assemblea, poi, si parla della necessità di nuove regolamentazioni sui lavori usuranti, di un’auspicabile riforma delle scuole alberghiere, dell’impegno individuale e associativo nella “adozione” dei giovani talenti, di cento altre problematiche, di mille iniziative passate, presenti e future, di quello che si è fatto e quello che c’è da fare (la risposta è “molto” in entrambi i casi). E insomma: a seguire i lavori di Futura 2026, l'assemblea annuale degli Ambasciatori del Gusto che celebrava a Trieste i 10 anni dalla fondazione dell’associazione, l’impressione è stata non tanto e non solo che ci si trovasse testimoni di un evento di festa e di semplice ricorrenza, ma piuttosto di una riunione stile “stati generali” per confermare un metodo e tracciare linee utili per il futuro.

Su quest’ultimo punto, valgano le parole del presidente stesso degli Ambasciatori del Gusto, Alessandro Gilmozzi: «In questo decennio abbiamo tracciato un sentiero che poco a poco si è allargato, ora è una strada che vogliamo continuare a percorrere». O quelle del direttore generale Gianluca De Cristofaro, che recupera la stessa metafora: «Siamo qui per raccontare le strade che abbiamo percorso e spiegare quindi dove ci abbiano portato. Le discese e le risalite. Quello che siamo ora e quello che vogliamo essere in futuro».

un momento di Futura 2026, assemblea annuale degli Ambasciatori del Gusto che si è tenuta a Trieste

un momento di Futura 2026, assemblea annuale degli Ambasciatori del Gusto che si è tenuta a Trieste

Sul palco, tra il direttore generale Gianluca De Cristofaro e il presidente Alessandro Gilmozzi, alcuni dei soci fondatori, dieci anni fa, degli Ambasciatori del Gusto, premiati per l'occasione: da sinistra la vicepresidente Mariella Caputo, Marco Sacco, il consigliere Paolo Marchi, Daniele Usai, Davide Del Duca, Giuseppe Carrus, Mimmo De Gregorio

Sul palco, tra il direttore generale Gianluca De Cristofaro e il presidente Alessandro Gilmozzi, alcuni dei soci fondatori, dieci anni fa, degli Ambasciatori del Gusto, premiati per l'occasione: da sinistra la vicepresidente Mariella Caputo, Marco Sacco, il consigliere Paolo Marchi, Daniele Usai, Davide Del Duca, Giuseppe Carrus, Mimmo De Gregorio

Quanto al primo punto, quello relativo al “metodo”, di certo gli AdG si fanno forti da sempre della competenza e non del numero, della qualità e della quantità. Questa non è un’associazione di massa (gli ambasciatori sono circa 250, mal contati) né ci tiene a esserlo (per entrare, occorre essere presentati da almeno un associato e passare al vaglio del consiglio direttivo, non basta compilare un qualche modulo online). Così ogni membro non è tale perché ha acquisito una tessera, ma perché apporta all’insieme un plus di know how, di contatti, di idee e di energie utili. Mettiamola così: esistono tante associazioni di scopo in cui, più o meno palesemente, lo scopo principale è la perpetuazione (o persino la sopravvivenza) dell’associazione stessa; gli Ambasciatori sono diversi perché intrecciano professionalità utili e obiettivi precisi a favore della cucina italiana. E perché, forti proprio di queste professionalità, ricercano proattivamente il dialogo con le istituzioni al fine di promuovere iniziative concrete, tangibili. Una minoranza qualificata che muove (vuole muovere) le cose.

Gli Ambasciatori del Gusto a zonzo per Trieste. I partecipanti a Futura 2026 hanno avuto l’opportunità di visitare la città, scoprendone la storia, l’architettura e le influenze culturali che la rendono luogo di confine e crocevia di tradizioni gastronomiche. L’esperienza ha unito approfondimento culturale e stimolo creativo, offrendo spunti per riflettere sul legame tra territorio e cucina. Poi, a Futura 2026 è intervenuto anche il governatore del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha rimarcato la forza della cooperazione in un settore spesso segnato dall’individualismo, evidenziando come la pluralità culturale italiana sia «una straordinaria ricchezza da
valorizzare». Trieste, in ciò, è stata indicata come simbolo di tale identità plurale

Gli Ambasciatori del Gusto a zonzo per Trieste. I partecipanti a Futura 2026 hanno avuto l’opportunità di visitare la città, scoprendone la storia, l’architettura e le influenze culturali che la rendono luogo di confine e crocevia di tradizioni gastronomiche. L’esperienza ha unito approfondimento culturale e stimolo creativo, offrendo spunti per riflettere sul legame tra territorio e cucina. Poi, a Futura 2026 è intervenuto anche il governatore del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha rimarcato la forza della cooperazione in un settore spesso segnato dall’individualismo, evidenziando come la pluralità culturale italiana sia «una straordinaria ricchezza da
valorizzare». Trieste, in ciò, è stata indicata come simbolo di tale identità plurale

E davvero di cose, in questi 10 anni, ne hanno già mosse tante, gli Ambasciatori del Gusto. Appare una slide, sul maxischermo di Futura 2026, riassume le varia attività in numeri: più di 70 progetti realizzati in più di 50 Paesi diversi, 15 attività istituzionali e tavoli ministeriali, l’ottenimento di 675 milioni di euro attraverso il Bonus Ristorazione al tempo del Covid, più di 30 associazioni coinvolte in #FareRete, più di 15 presenze fieristiche negli ultimi 4 anni, oltre 200 presenze su radio, tv e carta stampata, più di 1.400 ospiti coinvolti nei tour territoriali, oltre 50 talk e degustazioni, più di 20 eventi, 10 istituti alberghieri coinvolti nel Progetto Olimpiadi 2026, 12mila studenti formati in tutta la Penisola… Aggiungiamo che è nata dagli Ambasciatori del Gusto l’idea di realizzare la Settimana della cucina italiana nel mondo, ormai consolidata. «Il nostro è un cammino costruito sulla condivisione, sulla responsabilità culturale e sulla capacità di guardare al futuro mantenendo salde le radici – dicono ancora Gilmozzi e De Cristofaro -  La visione e gli obiettivi sono stati sempre chiari, portati avanti con costanza e determinazione. La coerenza costruisce fiducia, la fiducia costruisce memoria, la memoria costruisce l’eredità».

La cena di gala di Futura 2026, un momento di celebrazione e convivialità, ha visto ai fornelli alcuni dei fondatori dell’associazione, tra nomi altamente rappresentativi della cucina italiana: da sinistra Lele Usai, Marco Sacco, Carlo Cracco e Chicco Cerea

La cena di gala di Futura 2026, un momento di celebrazione e convivialità, ha visto ai fornelli alcuni dei fondatori dell’associazione, tra nomi altamente rappresentativi della cucina italiana: da sinistra Lele Usai, Marco Sacco, Carlo Cracco e Chicco Cerea

Così, tra le tante cose da mettere in campo, tra un talk con Antonia Klugmann, Carlo Cracco e Cesare Battisti e un collegamento con Maurizio Martina, direttore aggiunto della Fao (l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura), la vera festa per gli Ambasciatori del Gusto è stato sentire l’ospite d’onore di Futura 2026, Stanley Tucci (nominato nell'occasione socio benemerito), tessere gli elogi della tavola italiana, una delizia di discorso che vi abbiamo già raccontato qui. Perché, della nostra cucina, è innamorato lui. Sono innamorati loro. E siamo innamorati anche noi.


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Carlo Passera

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Carlo Passera

classe 1974, milanese orgoglioso di esserlo, giornalista professionista dal 1999, ossia un millennio fa, si è a lungo occupato di politica e nel tempo libero di cibo. Ora fa l'opposto ed è assai contento così. Appena può, si butta su viaggi e buona tavola. Coordinatore della redazione di identitagolose.it e curatore della Guida di Identità Golose alle Pizzerie e Cocktail Bar d'autore. Instagram: carlopassera

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