05-01-2026

Ophis, 25 anni di visioni nel piatto

Il ristorante di Offida (Ascoli Piceno) festeggia il proprio quarto di secolo e conferma la visione di Daniele Citeroni: una cucina marchigiana che parte dalla memoria contadina per costruire un pensiero gastronomico attuale

Daniele Citeroni, classe 1978, offidano doc

Daniele Citeroni, classe 1978, offidano doc

Offida è un luogo che non si dimentica: un intreccio di mattoni dorati, filari che abbracciano le colline e una lentezza antica che sembra proteggere l'essenza del vivere bene. In questo piccolo scrigno marchigiano, da venticinque anni, c'è un ristorante che ha fatto scuola: Ophis, l'officina del gusto di Daniele Citeroni, chef-filosofo capace di trasformare il territorio in una narrazione viva, diretta, mai ruffiana. Venticinque anni dopo l'apertura, il ristorante non è solo una tavola d'autore: è un pensiero gastronomico compiuto, una grammatica del gusto che ha contribuito a definire l'identità contemporanea della cucina marchigiana più autentica.

Ophis: da ristorante di territorio a luogo di visione

Quando nasce, Ophis è un ristorante profondamente legato al contesto rurale del Piceno. Ma già allora, nella mano di Citeroni, c'è qualcosa che va oltre la semplice rilettura della tradizione. La sua non è mai stata una cucina nostalgica, né tantomeno folkloristica. È una cucina che osserva il passato con rispetto critico, lo smonta, lo studia e lo riporta nel piatto con una nuova lucidità. In questi 25 anni Ophis è cambiato, eccome. È diventato più essenziale, più asciutto, più consapevole. Ha eliminato il superfluo, ha scavato sempre più a fondo nelle tecniche contadine, nei tagli poveri, nei brodi, nelle fermentazioni spontanee, nelle acidità naturali. È cresciuto come cresce una lingua viva: togliendo, affinando, precisando.

La sala di Ophis

La sala di Ophis

Oggi Ophis è riconosciuto come uno dei luoghi simbolo di quella che potremmo definire una marchigianità radicale: una cucina che non chiede permesso, che non ammicca, che non addolcisce il messaggio per piacere a tutti. E proprio per questo è diventata una destinazione per cuochi, appassionati, addetti ai lavori.
 

Daniele Citeroni, lo chef che interpreta (non replica) il territorio

Daniele Citeroni non ama definirsi innovatore. Preferisce parlare di ascolto. Ascolto della terra, degli anziani, dei produttori, delle stagioni che cambiano. La sua forza sta tutta qui: nel saper trasformare un sapere antico in un linguaggio contemporaneo senza tradirlo. La sua cucina è rurale, sì, ma mai rustica. È colta senza essere intellettuale. È diretta, a tratti spigolosa, sempre sincera. Nei piatti di Citeroni convivono la memoria delle case contadine e una tecnica solidissima, costruita negli anni con studio, errori, ripensamenti. Nulla è decorativo, nulla è casuale. Verdure trattate come carni, frattaglie riportate al centro del piatto, fondi intensi, cotture lente, acidità calibrate: la cucina di Ophis è un atto di responsabilità culturale prima ancora che gastronomica.

Coccole di benvenuto

Coccole di benvenuto

25 anni raccontati a tavola

La cena celebrativa dei 25 anni diventa così una sintesi perfetta del percorso di Ophis. Non un "best of", ma una narrazione coerente. Dal Pancotto che omaggia il tombolo offidano, allo Gnocco farcito che racconta il bosco, fino al Tacchino ripieno, piatto-simbolo delle tavole marchigiane, reinterpretato senza nostalgia. Ogni portata parla di un tempo preciso della vita dello chef, di un passaggio, di una consapevolezza raggiunta.

Il Lesso

Il Lesso

Arrosto di verza

Arrosto di verza

È una cucina che guarda indietro per andare avanti, che non teme il silenzio del piatto pulito, che affida tutto al gusto. A venticinque anni dall'apertura, Ophis non è un ristorante "arrivato". È un progetto in continua evoluzione. Lo dimostra il coinvolgimento di Daniele Citeroni nel futuro polo dell'ospitalità di Palazzo Guiderocchi ad Ascoli Piceno, dove gli verrà affidata l'intera proposta ristorativa. Un segnale chiaro: la sua visione è ormai riconosciuta come patrimonio culturale del territorio. Ophis è cresciuto restando fedele alla sua origine. E proprio questa fedeltà gli ha permesso di parlare un linguaggio attualissimo, fatto di rispetto, sostenibilità reale, conoscenza profonda delle materie prime.
Lo Gnocco

Lo Gnocco

Riso, cime di rapa, alici e limone

Riso, cime di rapa, alici e limone

Più di un anniversario

Tacchino ripieno

Tacchino ripieno

Venticinque anni di Ophis non sono una celebrazione autoreferenziale. Sono la conferma che una cucina identitaria, se pensata con rigore e onestà, può attraversare il tempo senza perdere forza. Anzi, acquistandone. Ophis non è solo un ristorante di Offida. È un luogo dove il territorio diventa racconto, dove la tradizione smette di essere passato e torna a essere futuro. E Daniele Citeroni, con la sua cucina asciutta e profondamente umana, continua a dimostrare che l'innovazione più potente è quella che nasce dalla memoria.
Più di un funghetto offidano

Più di un funghetto offidano


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Stefano Nico

di

Stefano Nico

sambenedettese classe 1975, si occupa di Business Strategy, è curioso per vocazione. Ama definirsi “esploratore delle eccellenze e del buon vino” poiché la sua grande passione è la continua ricerca del buono

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