Dal 1984 Velenosi Vini porta avanti una missione precisa: riscoprire e valorizzare l'identità più autentica dei vitigni marchigiani e di un territorio rimasto a lungo ai margini delle grandi rotte del vino. È una filosofia che Angela Velenosi, da molti definita la "Signora del Piceno", continua a seguire con coerenza e determinazione, con l'ausilio della famiglia e dei talentuosi figli Marianna e Matteo, al suo fianco nella sua più recente sfida enologica, Montagna.
Protagonista di questo progetto è il Pecorino, una delle varietà autoctone più antiche e rappresentative dell'area, da sempre fiore all'occhiello della cantina di Ascoli Piceno. Un vitigno che Velenosi Vini studia da anni non solo nelle sue espressioni varietali, ma anche nei contesti pedoclimatici più adatti a esaltarne il profilo.
La precocità di maturazione del Pecorino rende infatti determinanti le condizioni ambientali. Per questo l'azienda ha guardato verso territori più freddi, come le alture comprese tra il Gran Sasso e i Monti Sibillini, individuando nella viticoltura d'altura una chiave decisiva per ottenere vini di maggiore finezza aromatica e spiccata mineralità.
Da qui nasce l'idea di
Montagna: un
Pecorino che trova nell'altitudine non un limite, ma una risorsa. Dopo un lungo lavoro di analisi e sperimentazione, la zona di Arquata si è rivelata il luogo ideale per dare forma al progetto. Un'area in cui il Pecorino è stato riscoperto poco più di trent'anni fa e che ne ha segnato la rinascita moderna.
Il vigneto, posto a oltre 600 metri sul livello del mare, beneficia di una marcata escursione termica. È questa a donare al vino una freschezza vibrante e una tensione acida ben definita, che si intrecciano con profumi fruttati netti, figli del clima mediterraneo dell'Adriatico centrale. Il risultato è un vino limpido, avvolgente, di grande eleganza, capace di raccontare con precisione il dialogo tra vitigno e territorio.
Una presentazione milanese, in anteprima, presso
DaV by Da Vittorio Louis Vuitton e le pietanze golose proposte dal giovane chef
Edoardo Tizzanini. «Con il
Falerio Pecorino di Montagna 2024 – chiosa
Angela Velenosi – abbiamo voluto esprimere le peculiarità di questo uvaggio ritornando alla purezza della sua forma più autentica e originaria: è la nostra dedica alle radici di un vitigno espressivo ed elegante».
Per comprendere meglio il profilo aromatico di Montagna, questo vino è stato proposto in una mini verticale insieme a Pecorino DOCG Villa Angela 2024 e Rêve Pecorino DOCG 2023, abbinato a indimenticabili Polpette e purè di sedano rapa.