«Nella grande orchestra che può essere considerata la Toscana del vino, noi siamo quella componente che non sta in prima fila, ma dietro. Però senza di noi non si suona».
Francesco Mazzei, alla guida dell’Associazione L’Altra Toscana e presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, non ha dubbi: la Toscana dei vini è un quadro immensamente complesso, composto non soltanto dalle denominazioni più blasonate, ma anche da realtà meno note ma ugualmente importanti e affascinanti.
Sono 11 denominazioni Dop e una Igt, rappresentate da 8 Consorzi, che erano presenti a L’Altra Toscana, l’anteprima che si è svolta a Firenze al palazzo degli Affari:
Bianco di Pitigliano e Sovana,
Chianti Rufina,
Maremma Toscana,
Montecucco e
Montecucco Sangiovese,
Orcia,
Suvereto,
Rosso della Val di Cornia e
Val di Cornia,
Terre di Casole e
Vino Toscana. Un panorama complesso, che ricopre il 40% dell’intera produzione vitivinicola toscana. In totale sono stati presentati ben 238 vini di circa 130 aziende.
Quello dell’Altra Toscana è un racconto corale, dove le singole realtà, alcune davvero piccolissime, riescono a unirsi e a presentarsi in maniera uniforme. Un po’ come se fosse un puzzle: i singoli tasselli, presi alla rinfusa, possono sembrare insignificanti, ma se ognuno viene posizionato al suo posto, alla fine, si realizza un quadro d’insieme dove, alla fine, ogni pezzo conta.

Gli assaggi al palazzo degli Affari di Firenze
«Nell’
Altra Toscana non ci sono solo le piccolissime denominazioni – sottolinea
Mazzei – ma c’è il
Chianti Rufina, l’
Igt Toscana, la
Maremma, il
Montecucco… C’è molta storia e una dimensione diversa, un’articolazione di prodotti che non c’è nelle altre
Anteprime». Il tutto passando da vini che hanno magari un ottimo rapporto qualità prezzo a bottiglie importanti e rinomate.
«Questo è lo spirito dell’Altra Toscana – prosegue Mazzei – cerchiamo di far vedere tutto quello che gli altri non hanno. E non per questo è meno interessante, anzi. Non siamo i “cugini poveri”, ma siamo quelli meno conosciuti, quelli ancora da scoprire, anche da un punto di vista del consumatore».
La qualità nel bicchiere è ben presente, ma soprattutto c’è la consapevolezza di non dover imitare nessuno, ma anzi di voler esaltare le singole caratteristiche legate alla zona di origine. Senza, oltretutto, vincolarsi eccessivamente ai vitigni autoctoni, ma avendo la possibilità di andare a cercare anche tra gli internazionali per comprendere a fondo la realtà di un territorio.
Non solo grandi rossi, ma anche vini bianchi importanti, dal Bianco di Pitigliano al Vermentino che caratterizza in particolare la Maremma. Anche per variare rispetto alle altre anteprime, gli assaggi si sono dedicati proprio a questa tipologia di vino, anche se alcuni campioni del 2025 sono risultati davvero troppo giovani, messi in bottiglia a pochissimi mesi dalla loro realizzazione. D’altronde è un’anteprima…

Le aree de L'Altra Toscana rappresentano il 40% della produzione vitivinicola della regione
Detto questo, gli assaggi che ci hanno maggiormente convinto sono stati:
Bianco di Pitigliano Fattucchiero 2024 di
Cantina della Luce (
Trebbiano 100%),
Bianco di Pitigliano Superiore Ildebrando 2024 di
Cantina di Pitigliano (
Trebbiano 85%,
Chardonnay 10% e
Malvasia 5%),
Maremma Toscana Bio Fonte di Bestiale 2024 di
Bragaglia (
Chardonnay 60% e
Viognier 40%),
Maremma Toscana Vermentino Lucumone 2025 di
Mantellassi,
Maremma Toscana Vermentino Bio Melacce 2025 di
Collemassari,
Maremma Toscana Vermentino Bio Leopoldino 2025 di
Fattoria il Casalone,
Maremma Toscana Vermentino Superiore Belguardo V 2024 di
Belguardo,
Maremma Toscana Viognier Bio 2024 di
Muralia,
Toscana Bianco Uni 2024 di
Fattoria La Maliosa (
Procanico–
Trebbiano 100%) e
Costa Toscana Fiano 2023 di
Gianni Moscardini (
Fiano 85% e
Vermentino 15%).
Per quanto riguarda i vini rossi, un discorso a parte lo meritano – anche per motivi apparentemente contrapposti – il Ciliegiolo della Maremma e la denominazione di Suvereto, ai quali dedicheremo in seguito un focus a parte.
L’anteprima L’Altra Toscana quest’anno era aperta solo ai media, ma per il futuro si sta studiando una nuova formula. «Prima di tutto – conferma Mazzei – si cerca di informare, per questo la giornata dell’anteprima è dedicata alla stampa. E siamo pieni: vuole dire che c’è molto interesse nei nostri confronti. Ora c’è un secondo passaggio, quello di diffondere questo format de L’Altra Toscana anche agli operatori e poi ai consumatori. Per questo stiamo pensando per l’anno prossimo di fare un’operazione simile a quanto propone il Chianti Classico con la Collection, magari allungando di un giorno la nostra presenza per dare spazio anche agli operatori e ai consumatori».