15-02-2026

Cantina Sankt Pauls: il nuovo Pinot Bianco Kalkberg racconta i suoli calcarei

L'enologo Philipp Zublasing ha scelto quattro appezzamenti per la sua prima vendemmia. Il 2023 restituisce acidità vibrante e note floreali a una produzione limitata, che nasce dall'ascolto del clima e dalla cura quotidiana in vigneto

Philipp Zublasing in una delle parcelle di Pinot B

Philipp Zublasing in una delle parcelle di Pinot Bianco destinate al Kalkberg

In Alto Adige, nel cuore di San Paolo, nasce una storia che profuma di montagna e di vino. È qui che nel 1907 trentasei viticoltori diedero vita alla Cantina Sankt Pauls, oggi comunità viva di 190 custodi che intrecciano il proprio sapere su 185 ettari di vigneto.

Una viticoltura che è appartenenza. Che conosce ogni filare, ogni variazione di luce, ogni respiro della terra. I vigneti si distendono tra i 400 e i 650 metri di altitudine, in un mosaico di suoli che raccontano epoche geologiche diverse: terreni calcareo-arenacei in altura; intorno al paese, matrici vulcaniche dove porfido, gneiss e basalto disegnano fondamenta profonde.

Cantina...

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...e vigneti

...e vigneti

E poi i ripidi pendii di Missiano, custodi di vigneti centenari di Pinot Bianco: una sfida identitaria, prima ancora che enologica.

Oggi la cantina è guidata dall'enologo Philipp Zublasing, che firma la sua prima vendemmia con il Pinot Bianco 2023 Kalkberg. Un vino che nasce da una selezione accurata di parcelle situate sopra San Paolo, tra i 460 e i 580 metri. In media quattro appezzamenti, scelti anno dopo anno in ascolto dell'andamento climatico, per restituire equilibrio e precisione.

Philipp Zublasing e Tobias Leimgruber

Philipp Zublasing e Tobias Leimgruber

Il nome è dichiarazione di origine: Kalk richiama la dominante calcarea dei suoli; Berg rimanda ad Appiano-Monte, sopra il paese. È un'etichetta che imprime il territorio e lo ritrova nel bicchiere.

Il 2023 non è stato un anno semplice. Temperature, precipitazioni e umidità hanno richiesto attenzione costante. Ma la dedizione dei soci in vigneto – scrupolosa, quotidiana – ha fatto la differenza. Le uve, raccolte tra il 25 e il 30 settembre a seconda della parcella, sono arrivate in cantina perfettamente sane, nel momento esatto in cui il Pinot Bianco sa raccontare con nitidezza la sua identità a San Paolo.

Nel calice il Kalkberg 2023 si apre con delicate note floreali, accenni di albicocca e pesca matura. Il sorso è teso, vibrante, attraversato da un'acidità che ne sostiene la struttura e ne promette l'evoluzione. Sono 5.200 le bottiglie prodotte, disponibili da questo mese sul mercato. Un numero misurato, come misurato è il gesto che lo genera.

Un vino che non cerca di stupire, ma di restare.


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Cinzia Benzi

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Cinzia Benzi

laureata in psicologia, è stata rapita dalla galassia di Identità Golose. Se lo studio del vino è la sua vita, la vocazione di buongustaia è una scoperta in evoluzione

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