Prendere la propria storia ed esaltarla. E trasportarla verso il futuro.
Questo è l’obiettivo della cantina Ruggeri, che con il nuovo Cartizze Dry Millesimato 2024 ha voluto fare un ulteriore passo in avanti verso prodotti che siano profondamente identitari.

Il pasticcere Gianluca Fusto con l'enologo Andrea Canal
«C'è una storia importante per questo vino e per il legame con
Ruggeri – spiega la General manager
Laura Mayr – Ruggeri nasce nel 1950, 75 anni fa, proprio in Cartizze. Quello di Cartizze è un cru di 107 ettari complessivi ed è considerato per le sue caratteristiche climatiche e morfologiche il top della qualità all'interno di tutta la categoria
Prosecco e soprattutto del
Conegliano Valdobbiadene. E
Ruggeri produce
Cartizze da ormai 75 anni, fa parte della sua storia. Al momento siamo i più grandi produttori di
Cartizze, perché rappresenta il 12% di tutta la produzione di questo vino».
Questa è la storia. Ma il presente (e il futuro)? «Quest’anno presentiamo per la prima volta la versione millesimata, proprio perché vogliamo caratterizzare di più ogni annata con le sue unicità e le sue particolarità. Si tratta di un Cartizze Dry, è un vino amabile, dolce, che si sposa molto bene con la pasticceria».
Scelte che sono state seguito dall’enologo della cantina,
Andrea Canal: «Si sposa molto bene con la pasticceria perché, essendo uno spumante tipologia Dry, la sua dolcezza si abbina ai dolci in generale. Siamo usciti con 28 grammi litro di residuo zuccherino, quindi abbastanza alto, ma abbiamo trovato un grande equilibrio con la freschezza e l’acidità naturale di questo vino, che hanno la funzione di ripulire la bocca dopo ogni sorso, riuscendo a sgrassare anche la parte zuccherina».
All’assaggio si trova un frutto fresco al naso, di mela ma anche di pesca bianca, con aggiunte di note floreali, mentre al sorso la giusta e voluta dolcezza non è mai stucchevole. È un vino che si può anche “sdoganare” dagli abbinamenti classici con i dolci o dai brindisi: uscendo da stereotipi e pregiudizi può essere un buon accompagnamento anche a piatti salati, magari a qualche agrodolce che ci porta verso le cucine asiatiche.

Il vino con la torta realizzata da Fusto
Poi, però, c’è anche l’abbinamento d’autore.
Gianluca Fusto, infatti, nel suo laboratorio di Milano, ha voluto creare una torta che, come dice lo stesso pasticcere, che potesse «conversare con il vino. Nel
Cartizze c'è la vibrazione dell’uva
Glera al suo apice, nelle mie preparazioni c'è la ricerca di un'essenza pulita, leggibile, senza rumore».
Da qui la scelta di realizzare una torta di mandorle, vaniglia, lampone e rosa che riesce ad esaltare il vino, mentre il Cartizze riesce a amplificare ancora di più il dolce. Esperimento riuscito.
Questa novità di Ruggeri dimostra come l’azienda provi sempre di rimanere al passo con i tempi rispettando le proprie origini. Dove passato, presente e futuro si incontrano.