06-02-2026

L'Amarone prova a stare al passo con i tempi, con eleganza e bevibilità

L'anteprima dell'annata 2021 ad Amarone Opera Prima: c'è un cambio di passo rispetto al passato. «I mercati? Situazione difficile, ma ci sono spiragli»

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Alle Gallerie Mercatali di Verona si è svolta l'Amarone Opera Prima 2026

L’Amarone sta diventando un vino al passo con i tempi. Probabilmente, se avessimo fatto questa affermazione non più tardi di un paio di anni fa, più di un lettore avrebbe potuto storcere il naso. Perché onestamente era difficile pensare a un vino dall’alta gradazione alcolica, con una struttura notevole, con un impatto certe volte quasi invadente, come un vino che potesse andare incontro ai gusti moderni degli appassionati.

Eppure l’Amarone Opera Prima di quest’anno, l’anteprima del grande rosso veneto che si è svolta nei giorni scorsi a Verona, ci lancia un messaggio chiaro: il cambiamento di stile, tante volte annunciato ma che poi non sempre trovava un corrispettivo nel bicchiere, sta diventando una realtà sempre più concreta.

Piacevoli sorprese nei bicchieri

Piacevoli sorprese nei bicchieri

In questo momento storico i consumatori si stanno indirizzando verso i vini più freschi, leggeri, beverini. Per sua natura, l’Amarone sembra essere l’antitesi di questi concetti.

C’è un però. L’annata 2021 assaggiata in anteprima alle Gallerie Mercatali di Verona, ci dimostra che l’Amarone può cercare di andare in quella direzione senza snaturarsi. I vini assaggiati hanno dimostrato di sapere seguire l’annata che, da un punto di vista agronomico, ha dato certo delle difficoltà da superare, dalle gelate primaverili che hanno colpito alcune zone, passando per un maggio piovoso che ha creato notevoli difficoltà a causa dello sviluppo della peronospora, fino a un periodo siccitoso ad agosto, seguito da un settembre più equilibrato.

Il presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella Christian Marchesini

Il presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella Christian Marchesini

«Alla fine quello dell’annata 2021 è un vino di carattere, solido ed equilibrato – sottolinea il presidente del Consorzio Tutela Vini della Valpolicella, Christian Marchesini – Merito dell’annata ma soprattutto della capacità dei produttori, che sono arrivati a portare alla messa a riposo le uve in condizioni davvero ottimali. È un vino che sarà anche longevo».

Ci soffermiamo anche sulla parola longevità. Si tratta di una caratteristica insita dell’Amarone, ma che in certi casi diventava prevalente e “opprimente” rispetto all’equilibrio e alla facilità di beva. Un altro aspetto da sottolineare riguarda l’identità territoriale: in certe occasioni, negli anni passati, questo fattore veniva spesso meno con alcune estremizzazioni in fase di lavorazione in cantina, con eccessi di appassimento oppure con un utilizzo un po’ troppo accentuato di botti nuove e tostate che si tramutavano in un marcatore eccessivamente caratterizzante.

La degustazione alla cieca di 68 Amaroni del 2021

La degustazione alla cieca di 68 Amaroni del 2021

Quindi, come è questa annata 2021? Alle Gallerie Mercatali è stato possibile assaggiare alla cieca 68 vini, di cui 28 campioni da botte (41%) e 40 già in bottiglia (59%). Partiamo da un presupposto: l’Amarone, per sua natura, nascendo da uve appassite (o meglio, messe a riposo), non può avere una gradazione alcolica bassa. Negli anni passati, all’Opera Prima, alcuni vini avevano proprio una spiccata sensazione calorica, glicerica, di pesantezza e concentrazione. Questo comportava una maggiore difficoltà di bevuta.

In questa annata 2021, invece, grazie probabilmente a una più oculata gestione del vigneto, si trovano vini che meglio riescono a integrare la naturale alcolicità con acidità e sapidità che vanno, quindi, a renderli di beva più facile. A questo si aggiunga anche una migliore gestione dei legni, con limitazioni a tostature e sensazioni dolci–vanigliate, per far esprimere al meglio in particolare Corvina e Corvinone (mentre gli altri vitigni come Rondinella e Molinara sono rimasti nella maggior parte dei casi in basse percentuali, diventando complementari ai primi due).

Una bella immagine dei vigneti della Valpolicella

Una bella immagine dei vigneti della Valpolicella

Il Consorzio, nel presentare ufficialmente l’annata, l’aveva definita equilibrata, tipica ed elegante. Dalle parole ai bicchieri: in effetti la 2021 dà grandi soddisfazioni, con maggiore finezza e meno concentrazione un po’ in tutti i campioni assaggiati. Un vino che ci rimette in pace con l’Amarone: dopo annate che non ci avevano convinto completamente proprio a causa di un’interpretazione “vecchio stile” dell’Amarone, visto ancora troppo come il vino delle grandi occasioni o da collezione e non come ottimo abbinamento ai piatti della cucina italiana, eccoci di fronte a vini eleganti e dall’ottima bevibilità. Nonostante – lo ripetiamo – una innegabile gradazione alcolica che, però, può essere “mitigata” da un equilibrio complessivo del prodotto. Sono vini dove, soprattutto al naso, la parte fruttata non è invadente, lasciando spesso spazio a note di erbe aromatiche e officinali e a una certa balsamicità. 

Per quanto riguarda gli assaggi, dividiamo in due le nostre scelte: i campioni da botte, infatti, non sono in sostanza “vini finiti”, anche perché l’assemblaggio finale porta in ogni caso a risultati differenti. Attenzione: ci possono essere blend che addirittura migliorano il risultato finale, in quanto le correlazioni tra le diverse botti può portare a un maggiore equilibrio finale del vino. Ma sono comunque diversi rispetto all’assaggio della singola botte o vasca che sia.

La degustazione ai banchi dei produttori

La degustazione ai banchi dei produttori

Per quanto riguarda i vini già in bottiglia il discorso è diverso: cambia, nel caso, il momento della messa in commercio, che porta a una maggiore maturità dei prodotti. Per i campioni già in bottiglia i nostri preferiti sono stati Bottega “Il Vino degli Dei”, Ca’ la Bionda “Ravazzol”, Boscaini Carlo “S. Giorgio”, Gerardo Cesari, Massimago “Conte Gastone”, Monte Zovo, Albino Armani, La Giuva, Manara “Corte Manara”, Santa Sofia, Sartori di Verona Riserva “Corte Bra” e Pasqua Vigneti e Cantine “Famiglia Pasqua”.

Per i campioni da botte, i nostri preferiti sono stati: Novaia “Corte Vaona” (uscita a maggio 2026), Santi “Santico” (primi mesi del 2027), Secondo Marco (in uscita nel 2028 o 2029), Vantini (2027) e Venturini Massimino e figli “Campomasua” (aprile 2027).

Marco Speri e l'Amarone di Secondo Marco: il suo 2021 è stato uno dei migliori assaggi, ma bisognerà attendere almeno il 2028

Marco Speri e l'Amarone di Secondo Marco: il suo 2021 è stato uno dei migliori assaggi, ma bisognerà attendere almeno il 2028

Sono vini che posso competere sui mercati internazionali? «La difficoltà sui mercati è generale – conferma il presidente Marchesini – È un dato di recessione che è presente in tutto il mondo, una situazione che pochi anni fa nessuno si aspettava. Anche noi affrontiamo queste difficoltà, con un –2% dell’imbottigliato per Amarone e Valpolicella, e un –3% per il Ripasso. Ora guardiamo con ottimismo alle opportunità che si riaprono con il Mercosur, con i dazi che vengono meno in Brasile, che erano al 20%, in Paraguay e Uruguay al 30%. E c’è anche il recente accordo anche per l’India, sempre sul fronte dell’abbattimento dei dazi. Sono mercati dove si può tornare».

Ma per questo serve anche la promozione: «Nel 2025, in occasione dei cent’anni del Consorzio, abbiamo realizzato diverse attività promozionali – conclude Marchesini – L’impegno del Consorzio c’è, così come quello dei soci, che hanno anche aumentato del 15% le loro quote associative. Ma non basta: serve il supporto delle istituzioni, della Regione e della Camera di Commercio, ma anche del Vinitaly». Qualcosa si muove. Solo in futuro vedremo come sarà la risposta dei mercati.


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Raffaele Foglia

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Raffaele Foglia

giornalista de La Provincia di Como, sommelier e appassionato di birra artigianale. Crede che ogni bicchiere di vino possa contenere una storia da raccontare. Fa parte della redazione vino di Identità Golose

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