Donne e motori, è un parallelo sin troppo scontato. Lo è meno quello fra case automobilistiche e distillati, per via delle possibili letture critiche in chiave sicurezza. Di certo il prestigio e la popolarità delle scuderie di Formula 1 e i loro omologhi fra whisky e bourbon, rappresenta un matrimonio ben riuscito in termini di sviluppo del brand e sinergie.
Ne è un esempio l’accordo siglato fra il team Aston Martin Formula One™ e Glenfiddich, distilleria scozzese di Dufftown, fondata da William Grant nel 1887, famosa per l’eccelsa qualità dei suoi distillati, il logo: la testa di un cervo e come primo Single Malt Scotch Whisky a essere promosso attivamente oltre i confini scozzesi.
Attualmente distribuito in oltre 180 Paesi, Glenfiddich è dal 2024 partner ufficiale della scuderia Aston Martin, che ha riportato lo storico marchio inglese in F1 nel 2021. In occasione del Gran Premio d’Italia, disputato all’autodromo di Monza a inizio settembre, è stata presentata una special edition di Glenfiddich 16 anni, appositamente ideata e realizzata per promuovere e narrare i valori comuni dei due marchi che hanno fatto la storia dello stile e della qualità delle isole britanniche.

Angelo Canessa, mixology manager di Velier, ha diretto il pairing con i piatti dello chef Lorenzo Sacchi, illustrando le note e le caratteristiche di Glenfiddich e dell'edizione speciale 16 anni
Una “chicca” da veri intenditori – in Italia distribuita, come il resto dei prodotti
Glenfiddich, da
Velier – rivelata in una cena al ristorante monzese
Il Circolino recentemente insignito di una stella dalla Guida Michelin. Una serata dove le caratteristiche dei pure scotch whisky dell’iconica distilleria scozzese dello Speyside, descritti da
Angelo Canessa, hanno amichevolmente conversato con la cucina dello chef
Lorenzo Sacchi. Con un inusuale, quanto apprezzatissimo, abbinamento fra piatti e whisky diluito. Qualcuno griderà allo scandalo. E invece la scelta di proporre
Glenfiddich 12 e 15 anni allungato, in proporzione 1:1, con acqua e quindi posto in abbattitore prima del servizio a una temperatura di 14-15 gradi, è stata intrigante, sorprendente e super azzeccata. Assolutamente da provare.
L’edizione limitata di Glenfiddich Whisky per Aston Martin, vestita con un’elegante etichetta verde pantone “First tee”, colore simbolo della casa automobilistica famosa per le magnifiche auto Gran Turismo rese iconiche da James Bond e del paesaggio scozzese, è stata appositamente creata per celebrare tradizioni, innovazione e incessante ricerca dell’eccellenza: tratti distintivi dei due marchi.
Quello presentato a Monza è il Glenfiddich 16 anni Team Aston Martin Formula One™ e rappresenta solo il primo capitolo di una serie dedicata. È invecchiato in botti di rovere americano che hanno contenuto vino e in cask di rovere vergine ed ex-bourbon di secondo riempimento. Questo meticoloso processo di affinamento in legni selezionati ha permesso di dare carattere al whisky, che ora si presenta al naso e al palato con note dolci di sciroppo d’acero e zenzero caramellato per evolversi in bocca verso la frutta e la crema chantilly.
Secondo Brian Kinsman, malt master di Glenfiddich, «ogni giorno ci sforziamo per produrre whisky eccezionali che onorano la tradizione e allo stesso tempo accolgono processi innovativi. Il Glenfiddich 16 Anni presentato a Monza è una testimonianza di tutto ciò. Una filosofia per unire l’artigianalità e la precisione in un whisky che invita all’esplorazione e alla scoperta, proprio come il viaggio della partnership con Team Aston Martin Formula One™».

Lo chef Lorenzo Sacchi dirige magistralmente le cucine de Il Circolino di Monza, insignito di una stella Michelin
La cena ha svelato ai più anche la qualità della cucina de
Il Circolino, poliedrico locale affacciato sul fiume Lambro in un angolo di Monza che ricorda Montmartre, con una proposta che parte dalla colazione, passa per un’offerta bistrot e cocktail sino ad approdare alla cucina fine dining di
Lorenzo Sacchi. Lo chef, figliol prodigo nella sua Monza, ha trascorsi milanesi, romani, londinesi e soprattutto spagnoli - al
Oria di
Martin Berasategui di Barcellona - che ne hanno segnato, sostanzialmente, la mano e la cucina.
Ne è una prova la piparra, peperoncino basco, entrato a dare spunto e giusta piccantezza alla Tartare di calamaro con gelato di birra scura. Cottura straperfetta e abbinamento centratissimo con il whisky in accompagnamento per il Risotto con crema di rucola, molluschi, crema iodata e limone nero.
In gaelico scozzese Glenfiddich significa “valle dei cervi”, e per questo la portata principale scelta da Sacchi non poteva che essere un Controfiletto di cervo marinato nel whisky, mole, mais e fichi dove il mole è una salsa piccante messicana. Si chiude con un classicissimo Soufflé al cioccolato servito, of course con gelato al whisky. Complimenti alla cucina, al servizio e a Glenfiddich che, se ce ne fosse stato bisogno, si è confermata come distilleria che produce scotch whisky eleganti, non eccessivamente complessi eppure ben riconoscibili ora anche grazie all’abbinamento con i bolidi guidati sui circuiti di F1 da Fernando Alonso e Lance Stroll.