A gennaio, il bar milanese Bob - The Other Side ha lasciato l’amato quartiere Isola ed è partito per l’America Latina. Il percorso ha toccato sei città diverse, ha attraversato oltre 20 cocktail da aperitivo a base Campari e diversi strati di conoscenza. Dietro al bancone c’era come sempre César Araujo, peruviano cresciuto a Milano, oggi alla guida di vari bar del Chinese Box Group, tra cui appunto Bob.
La premessa era semplice: portare il formato dell’aperitivo italiano in alcuni dei bar più interessanti del continente sudamericano e vedere come si sarebbe comportato in ciascun contesto. La prima tappa è stata Umi Bar a Panama. Uno spazio di ispirazione giapponese, nato come izakaya e modellato dai suoi clienti fino a diventare uno dei punti di riferimento della città per i drink e per un menu omakase che propone sia prodotti locali, sia frutti di mare di altissima qualità da tutto il mondo. Il contrasto ha funzionato in modo naturale. La struttura dell’aperitivo italiano — amarezza, equilibrio, chiarezza — si è sentito a proprio agio in una sala che valorizza disciplina e dettaglio. L’ospitalità ha avuto un ruolo centrale, permettendo agli ospiti di sentirsi a casa.

Uno dei cocktail proposti da César Araujo

César Araujo durante una delle sue tappe, qui è al Bar de Lima nel centro storico della capitale preuviana
San José, in Costa Rica, ha offerto tutt’altro. Da
Otro Bar, la controparte “listening bar” di
La Buenos Aires, vinili, luci soffuse e attenzione concentrata hanno definito l’atmosfera. La serata è sembrata intima, più lenta. L’aperitivo è diventato parte di un’esperienza ritmica, lasciando — come dicono i locali — che prendesse il sopravvento una sensazione di “pura vida”.
Lima ha avuto un peso diverso. Essendo il Paese d’origine di César, è stato un re-incontro con un passato che aveva lasciato a dieci anni. Visitare i mercati e riscoprire prodotti e sapori delle prime memorie, ora da adulto, è diventato un viaggio di auto-scoperta. Vederlo annusare limoni, frutto della passione ed erbe fresche, quasi fino alle lacrime, è stato potente. Da Sastrería Martínez, il Bob milanese ha collegato l’esperienza "The Other Side" con uno dei migliori speakeasy della città, una sartoria trasformata in bar. Più tardi, al Bar de Lima nel centro storico, ospitato in una casa coloniale restaurata che quest’anno ha iniziato ad accogliere ospiti internazionali, l’energia è cambiata del tutto, riecheggiando l’epoca vicereale. Non c’era un senso di gerarchia, nessun confronto tra i locali. Solo due lati della sua eredità che si incontravano in un aperitivo.
Dal Perù, il percorso si è spostato a sud verso Santiago del Cile, con una tappa a
El Sindicato: la comunità si è fatta vedere e la notte è sembrata più collaborativa. La scena dei bar cilena ha lentamente costruito una propria voce negli anni, e si vede. L’ultima tappa è stata São Paulo, in Brasile, da
Tan Tan: una città intensa, veloce ed esigente. Grandi folle, grandi personalità, aspettative alte. Un buon posto per mettere alla prova qualsiasi idea.
Attraverso cinque città, ogni cocktail è stato diverso; non era più milanese, né ridotto a uno spritz. È diventato quel momento in cui il tempo rallenta e la notte scivola in qualcosa di più quieto. Intimo a Panama, rinvigorente in Costa Rica, profondamente connettivo in Perù, condiviso a Santiago ed energico a São Paulo. In ogni città, César ha tenuto talk educativi come parte della Campari Academy, condividendo la sua esperienza alla guida del Chinese Box Group, i processi dietro i cocktail e lo “stato mentale” dell’aperitivo.

Araujo durante uno dei suoi talk
Vedere
César muoversi lungo quel percorso ha aggiunto un ulteriore livello. Anni fa ha lasciato il Perù per costruirsi una carriera in Europa. Tornare ora come volto di un progetto plasmato a Milano ha dato al tour una dimensione personale. È stata una riscoperta silenziosa dell’America Latina attraverso profumo, sapore e memoria. Forse è proprio questo che
The Other Side rappresenta, in definitiva: un modo di capire il tempo e la connessione. L’aperitivo non è confinato a Milano, né a ciò che sta dentro il bicchiere. Vive in quella pausa tra giorno e notte, nel momento in cui la città rallenta e prende il sopravvento la conversazione.