Shake & shock

15-04-2026

Paola Mencarelli ci racconta dieci anni di Florence Cocktail Week

La fondatrice della manifestazione analizza il percorso compiuto dal 2016 a oggi, parlando di una città che ha cambiato volto, anche grazie al bar come motore di rinnovamento

La Florence Cocktail Week, ideata da Paola Mencare

La Florence Cocktail Week, ideata da Paola Mencarelli, torna a Firenze dal 16 al 22 aprile 2026

Dieci anni e non sentirli, anzi sentirsi ancora più spronati da un successo che nel tempo si è consolidato e ha trovato un sostegno di istituzioni, esercizi commerciali, professionisti, partner e stampa. Dieci edizioni di Florence Cocktail Week che domani, 16 aprile, saranno celebrate fino al 22 da una città intera, culla dell’arte e della letteratura, come Firenze e da una madrina d’eccezione Paola Mencarelli che dal 2016 ne segue il concept e l’organizzazione.

La nuova edizione si caratterizzerà per essere ancora di più un evento diffuso con un programma eccezionale di guest shift, cocktail list dedicate, masterclass, brunch, aperitivi e pop-up bar in cui verranno celebrati il talento italiano e il bere consapevole e responsabile.

«Questi dieci anni sono stati un lungo viaggio», ci racconta la fondatrice Paola Mencarelli, «non solo all’interno del mondo del bar fiorentino ma proprio attraverso il mondo dell’ospitalità. La città ha cambiato realmente faccia e il bar è stato il motore di questo cambiamento».

Se i bar aderenti erano solo tredici, oggi arriviamo a 70 insegne tra selected bar ed event partner, con un numero di bartender cresciuto in modo esponenziale.

Ascoltare Paola e la sua esperienza offre una finestra privilegiata su un mondo che, anni fa, era restio a comunicarsi e a sentirsi community. Ogni professionista, ogni insegna rappresentava un mondo a sé con potenzialità inespresse ma, allo stesso tempo, nessuna occasione per essere protagonista o avere una voce che andasse oltre i confini dell’Arno.

«Il primo anno non è stato facile trovare bar e, soprattutto, bar d’hotel», ci confida Paola, «disponibili ad aprirsi a una manifestazione come la Florence Cocktail Week. A distanza però di dieci anni sono nati moltissimi locali nuovi, così tanti da creare ora difficoltà nel coinvolgerli tutti perché l’evento è cresciuto e si è auto-implementato».

Il calendario eventi è la manifestazione concreta di quanto l’evento sia cresciuto, di quanto si sia costituita una comunità che è stata in grado di portare alla ribalta insegne come Il Locale e Gucci Giardino, oramai entrate in classifiche blasonate come la World’s 50 Best Bars.

Firenze, in questo, e la Toscana in generale hanno saputo rispondere in modo effervescente alle novità che sono arrivate dall’estero e che la Florence Cocktail Week ha avvicinato: «Il cambiamento si è avvertito per i bartender che hanno preso sempre maggior consapevolezza della loro professionalità». Sicuramente il processo è stato possibile grazie alla presenza già nel 2016 di una piccola comunità, ma ha saputo crescere anche grazie alle edizioni fatte della Tuscany Cocktail Week.

Il 2026 ne raccoglie i frutti, però rilancia con delle novità, aggiunge la fondatrice: «Grazie a una percezione del pubblico e un’attenzione nelle scelte più matura, non solo valutando l’importanza del low alcol ma anche della qualità del bere».

In questo decennale inoltre si è voluto mettere l’accento sul talento italiano, quindi il focus non solo sugli italiani che lavorano all’estero, ma anche sui talenti resident che animano i banconi dei locali fiorentini grazie all’iniziativa barkeeper.

Facendo un bilancio di quanto fatto: «La sorpresa più grande è il risultato del lavoro sui bar d’hotel», conferma Paola, «dieci anni fa i bar d’hotel erano rari casi come l’Atrium Bar del Four Seasons e non sempre aperti agli esterni. Il lavoro però fatto con la Florence Cocktail Week ha portato allo sdoganamento e all’apertura delle porte a una percezione diversa da parte del cliente finale. È stata una battaglia quasi personale contro chi sosteneva che questi non erano bar, ma l’intuizione era giusta e Firenze era rimasta un po’ indietro rispetto ad altre città italiane come Milano e Roma e all’estero in generale».

Non solo, ma l’esperienza del 2026 ha reso possibile la nascita di un movimento ancora più ampio di Italian Cocktail Week e la costruzione di una vera e propria rete di eventi diffusi grazie all’adesione di Venezia, Cortina e della Costiera Amalfitana a creare un circuito virtuoso di locali e professionisti.

Appuntamento da domani fino al 22 aprile per scoprire quali e quante iniziative celebreranno un compleanno, una città e i suoi protagonisti.


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ll mondo dei cocktail e dei bartender raccontati da Identità Golose.

Claudia Orlandi

di

Claudia Orlandi

sceneggiatrice e scrittrice, dalla scuola di giornalismo enogastronomico del Gambero Rosso è approdata a Identità Golose

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