"Un vento caldo attraversa il mare, risuona nei tamburi e nelle voci, ogni drink è una danza che vibra, ogni bicchiere canta Mediterraneo”: questo racconta la prima pagina di Scirocco, la nuova drink list di Sabir a Palermo. E questa frase sintetizza perfettamente l’aria che si respira in questo cocktail bar, che è anche uno dei primi shisha bar d’Italia (ossia, un locale in cui i clienti possono fumare shisha o narghilè, cioè tabacco aromatizzato — o in alcuni casi miscele senza tabacco — usando una pipa ad acqua). Sabir, insegna nata nel 2016, sta festeggiando il suo percorso lungo dieci anni proprio con questa nuova carta. Non è solo un omaggio al vento caldo che attraversa il Mediterraneo, ma una sintesi di un lavoro costruito nel tempo. A Palermo, quello creato dal proprietario Sergio Mannino, è uno dei pochi indirizzi che negli anni si è creato un’identità riconoscibile senza piegarsi a mode evidenti. Il lavoro infatti, si muove su una linea precisa: usare la miscelazione come strumento di racconto, con un riferimento costante al Mediterraneo inteso come spazio culturale prima ancora che geografico.

Zahara, con pepe, rosa, zenzero, cumino e ibisco. Un tributo alla danza del ventre come forma di liberazione femminile nei Paesi arabi pre-sharia
Il nome non è una scelta estetica.
Sabir era la lingua franca dei porti mediterranei, un sistema ibrido che permetteva a comunità diverse di comunicare. Lo stesso principio si ritrova nella costruzione dell’esperienza del locale, dove ingredienti, tecniche e riferimenti convivono senza forzature. La cifra distintiva sta nella coerenza del progetto.

Il valore aggiunto di Sabir è la volontà constante di valorizzare le realtà locali. Stretta collaborazione ad esempio con il Liquirificio aritigianale Paesano, brand che utilizza solo frutta di Sicilia, da agricoltura etica. In molti dei cocktail presentati da Sergio Mannino questi liquori donano un perfetto equilibrio
La selezione delle materie prime segue un perimetro chiaro, limitato alle aree che si affacciano sul Mare Nostrum. Non è un vincolo formale ma una scelta operativa che orienta lo sviluppo dei drink e ne definisce il linguaggio. La carta più recente, come detto prende il nome di
Scirocco, e si inserisce in questo percorso. Il riferimento è il vento caldo che attraversa il bacino mediterraneo, ma la suggestione diventa struttura. Ogni cocktail è legato a un immaginario preciso e costruito con un equilibrio che privilegia la leggibilità.

L'ampia sala del cocktail bar di Palermo Sabir
Il Morso è uno dei drink più rappresentativi. L’utilizzo del fiore di acmella introduce una componente sensoriale che modifica la percezione del sorso successivo. Il risultato resta però centrato, con un profilo vegetale che non perde definizione.
Zahara lavora su un registro diverso. Spezie, ibisco e mandorla costruiscono un equilibrio che richiama il Nord Africa senza cadere nell’eccesso aromatico. È un drink che tiene insieme intensità e misura.

Rosa: Santa Spina, vermouth Mediterraneo, bitter Etna e infusione agli agrumi
Asmar (brandy Ararat, datteri, cardamomo e caffè armeno),
sposta il focus sul tempo e sul gesto. La preparazione e il servizio diventano parte integrante dell’esperienza. Il riferimento al caffè come rituale è evidente ma non didascalico, e il drink mantiene una struttura coerente con l’impianto della carta (ideale per il dopocena).
Zorba omaggia il sirtaki greco con un mix di gin, mastica dell’isola di Chios, cetriolo e basilico. Più immediato, dimostra la capacità del bar di lavorare anche su livelli di bevuta più leggeri (non nell’alcolicità) senza perdere identità. È una scelta importante, soprattutto in un contesto in cui la complessità rischia spesso di diventare fine a sé stessa.

Zorba: mix di gin, mastica dell’isola di Chios, cetriolo e basilico
Il servizio accompagna senza sovraccaricare. La narrazione è presente ma non invasiva, e
lascia spazio a un’esperienza che resta personale
. Anche l’utilizzo del supporto digitale per il menu va in questa direzione. Approfondire è possibile, ma non obbligatorio. Interessante la gestione della proposta analcolica. Le alternative senza alcol mantengono una coerenza progettuale e si inseriscono nel percorso senza soluzione di continuità. Lo stesso vale per la selezione di tè, che amplia il raggio dell’offerta senza uscire dal perimetro culturale del locale.
Sabir si colloca così in una posizione precisa nel panorama palermitano. Non punta sull’effetto novità, ma su una costruzione progressiva e riconoscibile. Un lavoro che tiene insieme tecnica e contenuto, evitando sia l’autoreferenzialità sia la semplificazione. Un equilibrio che, nel tempo, si dimostra sempre più solido.
Sabir - Cocktail Bar & Narghilè
Via Quintino Sella 49 - Palermo
Telefono: +39 328 8668128
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Aperto ogni sera tranne il lunedì