Shake & shock

06-04-2026

Nello shisha bar di Palermo dove i cocktail sono un racconto del Mediterraneo

Sabir è uno dei primi shisha bar d'Italia (sono i locali che abbinano cocktail e narghilè). Ora presenta Scirocco, una nuova carta che unisce geografie e immaginari, confermando la coerenza dell'indirizzo guidato da Sergio Mannino

L'insegna del cocktail bar palermitano con chi

L'insegna del cocktail bar palermitano con chiari riferimenti arabeggianti. Un'atmosfera, quella di Sabir, che ti porta in giro per il Mediterraneo sorseggiando degli ottimi drink pensati da Sergio Mannino e il suo team

"Un vento caldo attraversa il mare, risuona nei tamburi e nelle voci, ogni drink è una danza che vibra, ogni bicchiere canta Mediterraneo”: questo racconta la prima pagina di Scirocco, la nuova drink list di Sabir a Palermo. E questa frase sintetizza perfettamente l’aria che si respira in questo cocktail bar, che è anche uno dei primi shisha bar d’Italia (ossia, un locale in cui i clienti possono fumare shisha o narghilè, cioè tabacco aromatizzato — o in alcuni casi miscele senza tabacco — usando una pipa ad acqua). Sabir, insegna nata nel 2016, sta festeggiando il suo percorso lungo dieci anni proprio con questa nuova carta. Non è solo un omaggio al vento caldo che attraversa il Mediterraneo, ma una sintesi di un lavoro costruito nel tempo. A Palermo, quello creato dal proprietario Sergio Mannino, è uno dei pochi indirizzi che negli anni si è creato un’identità riconoscibile senza piegarsi a mode evidenti. Il lavoro infatti, si muove su una linea precisa: usare la miscelazione come strumento di racconto, con un riferimento costante al Mediterraneo inteso come spazio culturale prima ancora che geografico.

Zahara, con pepe, rosa, zenzero, cumino e ibisco. Un tributo alla danza del ventre come forma di liberazione femminile nei Paesi arabi pre-sharia

Zahara, con pepe, rosa, zenzero, cumino e ibisco. Un tributo alla danza del ventre come forma di liberazione femminile nei Paesi arabi pre-sharia

Il nome non è una scelta estetica. Sabir era la lingua franca dei porti mediterranei, un sistema ibrido che permetteva a comunità diverse di comunicare. Lo stesso principio si ritrova nella costruzione dell’esperienza del locale, dove ingredienti, tecniche e riferimenti convivono senza forzature. La cifra distintiva sta nella coerenza del progetto.

Il valore aggiunto di Sabir è la volontà constante di valorizzare le realtà locali. Stretta collaborazione ad esempio con il Liquirificio aritigianale Paesano, brand che utilizza solo frutta di Sicilia, da agricoltura etica. In molti dei cocktail presentati da Sergio Mannino questi liquori donano un perfetto equilibrio

Il valore aggiunto di Sabir è la volontà constante di valorizzare le realtà locali. Stretta collaborazione ad esempio con il Liquirificio aritigianale Paesano, brand che utilizza solo frutta di Sicilia, da agricoltura etica. In molti dei cocktail presentati da Sergio Mannino questi liquori donano un perfetto equilibrio

La selezione delle materie prime segue un perimetro chiaro, limitato alle aree che si affacciano sul Mare Nostrum. Non è un vincolo formale ma una scelta operativa che orienta lo sviluppo dei drink e ne definisce il linguaggio. La carta più recente, come detto prende il nome di Scirocco, e si inserisce in questo percorso. Il riferimento è il vento caldo che attraversa il bacino mediterraneo, ma la suggestione diventa struttura. Ogni cocktail è legato a un immaginario preciso e costruito con un equilibrio che privilegia la leggibilità.

L'ampia sala del cocktail bar di Palermo Sabir

L'ampia sala del cocktail bar di Palermo Sabir

Il Morso è uno dei drink più rappresentativi. L’utilizzo del fiore di acmella introduce una componente sensoriale che modifica la percezione del sorso successivo. Il risultato resta però centrato, con un profilo vegetale che non perde definizione. Zahara lavora su un registro diverso. Spezie, ibisco e mandorla costruiscono un equilibrio che richiama il Nord Africa senza cadere nell’eccesso aromatico. È un drink che tiene insieme intensità e misura.

Rosa: Santa Spina, vermouth Mediterraneo, bitter Etna e infusione agli agrumi

Rosa: Santa Spina, vermouth Mediterraneo, bitter Etna e infusione agli agrumi

Asmar (brandy Ararat, datteri, cardamomo e caffè armeno), sposta il focus sul tempo e sul gesto. La preparazione e il servizio diventano parte integrante dell’esperienza. Il riferimento al caffè come rituale è evidente ma non didascalico, e il drink mantiene una struttura coerente con l’impianto della carta (ideale per il dopocena). Zorba omaggia il sirtaki greco con un mix di gin, mastica dell’isola di Chios, cetriolo e basilico. Più immediato, dimostra la capacità del bar di lavorare anche su livelli di bevuta più leggeri (non nell’alcolicità) senza perdere identità. È una scelta importante, soprattutto in un contesto in cui la complessità rischia spesso di diventare fine a sé stessa.

Zorba: mix di gin, mastica dell’isola di Chios, cetriolo e basilico

Zorba: mix di gin, mastica dell’isola di Chios, cetriolo e basilico

Il servizio accompagna senza sovraccaricare. La narrazione è presente ma non invasiva, e lascia spazio a un’esperienza che resta personale. Anche l’utilizzo del supporto digitale per il menu va in questa direzione. Approfondire è possibile, ma non obbligatorio. Interessante la gestione della proposta analcolica. Le alternative senza alcol mantengono una coerenza progettuale e si inseriscono nel percorso senza soluzione di continuità. Lo stesso vale per la selezione di tè, che amplia il raggio dell’offerta senza uscire dal perimetro culturale del locale. Sabir si colloca così in una posizione precisa nel panorama palermitano. Non punta sull’effetto novità, ma su una costruzione progressiva e riconoscibile. Un lavoro che tiene insieme tecnica e contenuto, evitando sia l’autoreferenzialità sia la semplificazione. Un equilibrio che, nel tempo, si dimostra sempre più solido.
 

Sabir - Cocktail Bar & Narghilè
Via Quintino Sella 49 - Palermo
Telefono: +39 328 8668128
Instagram
Aperto ogni sera tranne il lunedì


Shake & shock

ll mondo dei cocktail e dei bartender raccontati da Identità Golose.

Norma Judith Pagiotti

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Norma Judith Pagiotti

Giornalista pubblicista a cui piace raccontare cibo e viaggi come parte fondamentale della vita. Collabora con diverse testate nel mondo enogastronomico e culturale e lavora nella comunicazione digitale di aziende del settore. Laureata in Lettere moderne e immersa nei racconti e nei libri da sempre. Un'apprendista sommelier italo-messicana con la voglia di imparare sempre qualcosa di nuovo

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