Nel panorama fiorentino ormai maturo della miscelazione contemporanea, c’è un indirizzo che da diversi mesi ha scelto di sottrarsi alle rotte più battute per costruire una propria traiettoria precisa. Stiamo parlando di Raaro Sips & Bites, dove a fare la differenza, prima ancora del bicchiere, è il contesto. Siamo a Firenze, ma lontani dal centro storico più prevedibile. Una scelta strategica, quella di spostare il baricentro dell’eccellenza e dimostrare che la destinazione può diventare essa stessa motivo di viaggio. In questi giorni, il locale novità dello scorso anno, ha presentato una nuova drink list per la primavera/estate 2026 che non si limita a rinnovare l’offerta, ma chiarisce ulteriormente identità e direzione.

Alla guida di Raaro Sips & Bites, la bar manager Ginevra Gabbrielli (in foto) insieme all’head bartender Mattia Vercelli
Il progetto nasce da un’idea di
Claudio Mariottini e prende forma anche attraverso lo spazio, disegnato da
Francesco Barthel. Il risultato è un ambiente in cui artigianato e ricerca convivono senza forzature, costruendo un’esperienza piacevole sin dal primo impatto. Alla guida del bancone, la bar manager
Ginevra Gabbrielli insieme all’head bartender
Mattia Vercelli firma una carta compatta, con otto signature che lavorano su equilibri netti e riconoscibili.

Capperoni: amaricante, fruttato e salato, base Vodka con note di ananas grigliato e cappero
Ogni drink sembra svilupparsi attorno a un’idea chiara di gusto:
The Way spinge su una freschezza balsamica controllata, giocando tra tequila, tamarindo e shiso.
Soul & Butter è probabilmente il più identitario: un esercizio di equilibrio tra sapidità e rotondità che coinvolge burro salato, pecorino e una base alcolica complessa.
Capperoni e
Three Sips mostrano invece il lato più provocatorio, tra salinità, grassezza e contrasti spinti. Ma la sorpresa vera arriva con
Hot Fumé: piccante al punto giusto, vegetale e intenso, con mezcal infuso al pomodoro secco, cordiale al jalapeno e aneto. Il filo conduttore è una gestione molto consapevole della materia prima, che si traduce in una tecnica determinante.

Hot Fumé: piccante, vegetale e intenso, con Mezcal infuso al pomodoro secco, cordiale al jalapeno e aneto
Uno degli aspetti più solidi del progetto è la cosiddetta “closed-loop philosophy”: qui la sostenibilità non è decorativa, ma entra nella costruzione del drink. Gli scarti diventano garnish edibili, gli ingredienti vengono lavorati in più fasi e nulla sembra lasciato al caso. È un approccio che non appesantisce l’esperienza, ma la arricchisce; il gesto tecnico non è mai esibito, bensì finalizzato al risultato nel bicchiere. A completare l’offerta, la cucina firmata da
Arturo Dori lavora per affinità e contrasti con la parte liquida. Non semplici accompagnamenti, ma piatti pensati per entrare in relazione con i cocktail. Dalle Duchesse, piccoli bocconi costruiti con precisione, fino ai toast gourmet e a un club sandwich curato nei dettagli, il menu segue la stessa logica del lato mixology riconoscibilità immediata e tecnica al servizio del gusto.

The Way: fresco, balsamico e secco, un’esplorazione tra tequila, tamarindo e shiso
Uno sguardo alla scena: verso la prossima Florence Cocktail Week
Non è un caso che
Raaro sia entrato rapidamente nel radar degli addetti ai lavori, arrivando anche a farsi notare durante la
Florence Cocktail Week dello scorso anno, dove ha rappresentato una delle novità più interessanti. Oggi, mentre la nuova edizione è ormai alle porte, il locale si presenta con una proposta più matura e definita. L’attesa è quella di vedere come questo percorso evolverà proprio nei giorni della manifestazione, che si conferma ancora una volta un termometro fondamentale per la scena cocktail fiorentina. L’appuntamento è quindi dal 16 al 22 aprile con la nona edizione della
Florence Cocktail Week, con un programma richissimo di eventi in giro per la città.