Le grandi civiltà dell’antichità sono nate e cresciute attorno a grandi fiumi. Chi non ha letto, nelle pagine dei sussidiari, i nomi del Tigri e dell’Eufrate, i corsi d’acqua che accompagnarano le gesta di Assiri e Babilonesi? Attorno a rive, sponde e nei bacini idrografici prosperarono commerci, culture, eserciti e reami. E in alcuni casi, qualche secolo dopo, l’acqua divenne determinate anche per la produzione di grandi distillati.
Ad esempio, lo Spey River è un piccolo corso d’acqua, se paragonato in termini di lunghezza e portata ai fiumi asiatici. Con i suoi 172 km di lunghezza - un decimo del Tigri - scorre dalle pendici di Loch Spey, nelle Highlands, sino al Mare del Nord, attraverso dolci colline e prati verde smeraldo punteggiati da greggi di bianche pecore. Le sue acque e il suo territorio sono diventate famose per la produzione di whisky. Lungo il suo corso, che determina la regione dello Speyside, in Scozia, decine e decine di alambicchi ne producono ogni anno litri e litri. Distillerie come McCallan, Glenlivet, Mortlach, Glenfarclas, Glenfiddich hanno scritto qui la storia del distillato di malto, in un territorio in cui trovano dimora circa un terzo delle distillerie scozzesi.
Ma a fianco dei “big producers” prosperano realtà maggiormente distintive, dalle produzioni più contenute e dalla storia centenaria.
The Glenrothes è una di queste. Definita come “il vero tesoro nascosto dello Speyside”, fu fondata, nella cittadina di Rothes, la stessa di
Glen Grant, nel 1878. Dall’anno seguente, venne guidata da
William Grant che ne scrisse i primi capitoli. Nel corso dei decenni e con il passaggio del controllo operativo al gruppo
Edrington – quello di
McCallan e
Highland Park - il numero di alambicchi passò dai primi due agli attuali 10. La loro forma particolare, molto alta, e il caratteristico lento processo di distillazione conferiscono aromi e profumi delicati. L’acqua delle vicina sorgente ha un bassissimo residuo fisso e scarsa mineralità, ed è un eccellente complemento nella produzione di single malt di alta qualità.
Il risultato sono distillati di base fragrante, fruttati e di grande finezza, pronti per lunghi invecchiamenti. A Glenrothes esiste ancora un laboratorio dove gli artigiani bottai restaurano e preparano migliaia di botti ogni anno, principalmente ex sherry per conferire quell’anima fruttata e matura. Una scelta in sintonia con la maniacale filiera dei legni che la casa madre Edrington controlla direttamente per seguire il motto “dall’albero alla botte” e che garantisce riproducibilità, qualità costante e una personalità inequivocabile.
In realtà la produzione delle distilleria è stata principalmente utilizzata per rinvigorire e rafforzare il carattere di altri due blend whisky: Famouse Grouse e Cutty Sark. Solo il 2% del liquido distillato entra nelle filiera dei single malt The Glenrothes, noti per la loro eleganza e finezza.
Oggi questi whisky si rivolgono a un pubblico che sa scegliere e riconoscere la qualità in un prodotto accessibile e raffinato. Colori genuini, senza alcuna aggiunta di caramello, e lunghi affinamenti conferiscono whisky equilibrati e dalla profondità aromatica.
La gamma di
The Glenrothes si è arricchita, da qualche mese, di un whisky invecchiato 15 anni, mentre sono usciti dal catalogo il 10 e il 12 anni. Restano, apprezzatissimi, i due imbottigliamenti fuoriclasse: 18 e 25 anni.
Abbiamo molto apprezzato in degustazione il The 15. È l’espressione della modernità e della classe dei single malt di Speyside. Trascorre almeno tre lustri in botti di rovere europeo ex sherry, selezionate personalmente da Laura Rampling, master whisky maker di The Glenrothes. Si presenta con un profilo aromatico dove emergono frutta matura e cotta, spezie dolci e scorza d’arancia. Il colore, 100% naturale, è frutto del lungo invecchiamento. Ammagliante, complesso e avvolgente il gusto, piacevolmente fresco e dolce per un finale persistente di caramello salato.
Si conferma nel “gotha” degli Speyside il 18 anni nel quale, chiaramente, le note fruttate – uva passa - e primarie tendono ad affievolirsi per lasciare campo libero a sfumature raffinate. È il risultato dell’affinamento in botti ex sherry, principalmente first fill, di quercia americana e quercia europea: la prima dona luminosità e dolcezza, delicate note di vaniglia, zenzero e nocciola tostata; la seconda contribuisce con spezie fini, profondità legnosa e un tocco di austerità e cremosità.
Conquista anche gli appassionati più esigenti il
The 25. Un whisky maestoso, importante, maturo, completo. Il colore rapisce per intensità. Spiccano le note dei legni ex sherry oloroso ed ex bourbon: vaniglia, cuoio, marmellata di frutta, la lunghezza e la profondità aromatica in un distillato dal grande equilibrio. La tipica dolcezza fruttata dello stile
The Glenrothes emerge a ogni sips.
Whisky che fanno del tempo la loro arma vincente e che nel tempo crescono e si modellano per diventare una passione da intenditori.
Le ultime release di The Glenrothes si presentano con un restyling di bottiglia e packaging curato dall’agenzia di branding e design londinese Lewis Moberly. Una nuova identità visiva più coerente con i valori del brand per renderlo immediatamente riconoscibile. La classica bottiglia, icona della distilleria, è stata reinterpretata con un profilo più alto e un collo slanciato. I whisky portano in etichetta le note di degustazione scritte a mano dalla Rampling. I colori scelti per packaging ed etichette sono quelli della campagna scozzese e dei legni di affinamento: il verde lichene per il nuovo 15 anni, le tonalità più profonde e marcate per 18 e 25 anni. Un progetto sostenibile, visto che non vi è presenza di plastica, metallo, pelle naturale: tutto è a base di carta e cartone riciclabile al 100%.