Nel panorama sempre più dinamico della mixology italiana, la Florence Cocktail Week 2026, arrivata al suo decimo anniversario, si è confermata una piattaforma privilegiata per sperimentazione e confronto. Tra gli appuntamenti più attesi, la terza edizione di Reverso Martini ha ribadito il ruolo centrale del grande classico nella contemporaneità, trasformandolo in terreno fertile per nuove interpretazioni.
A distinguersi è stata Carlotta Grassi, bartender di Elementi Cocktail &Pizza (a Barberino del Mugello e a Prato), che ha conquistato la giuria con il suo Riviera Dirty, una rilettura elegante e strutturata del celebre Dirty Martini. Il drink ha colpito per precisione tecnica, equilibrio gustativo e una visione attuale capace di rispettare l’identità del cocktail originale, portandolo verso una dimensione mediterranea.

Carlotta Grassi, bartender di Elementi Cocktail & Pizza, mentre conquista la giuria con il suo Riviera Dirty. Foto Mike Tamasco
La competizione, ideata da
Gintastico insieme al
Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia, ha riunito alcuni tra i professionisti più interessanti della scena toscana. L’obiettivo era reinterpretare il
Martini valorizzando ingredienti simbolo della produzione ligure. Un esercizio che ha richiesto competenze tecniche solide e sensibilità nel costruire un dialogo coerente tra prodotto e creatività.
La finale, ospitata negli spazi di Sina Villa Medici, ha evidenziato un livello qualitativo elevato. I bartender si sono confrontati su equilibri complessi, lavorando con olive taggiasche, oli extravergini e conserve, fino a includere elementi più inusuali come acciughe del Cantabrico e cipolline borettane. Questa apertura riflette una tendenza sempre più evidente, ovvero l’ampliamento del linguaggio della miscelazione attraverso ingredienti gastronomici identitari. Il cocktail vincitore nasce proprio da questo approccio.

I bartender durante la competizione si sono confrontati su equilibri complessi, lavorando con olive taggiasche, oli extravergini e conserve, fino a includere elementi più inusuali come acciughe del Cantabrico e cipolline borettane. Prodotti di prima fascia del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia
Grassi ha sviluppato una variante della salamoia tradizionale, creando una lemon brine a partire dallo sciroppo dei Limoni di Riviera. Il risultato è un twist coerente e raffinato, in cui acidità, sapidità e profondità aromatica si integrano con precisione, restituendo una nuova lettura del Martini. La giuria, composta da professionisti tra marketing, cucina e giornalismo, ha valutato le creazioni sulla base di criteri come bilanciamento, tecnica e capacità espressiva. Accanto alla vittoria di
Grassi, è stata assegnata una menzione speciale a
Lorenzo Ghironi per un cocktail che ha saputo valorizzare in modo armonico una selezione più ampia di prodotti del frantoio.

La giuria di Reverso Martini ha visto protagonisti grandi professionisti tra marketing, cucina e giornalismo
L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio che vede la mixology dialogare sempre più strettamente con la cultura gastronomica. Il coinvolgimento di realtà diverse, dai grandi hotel ai caffè storici fino ai format contemporanei, dimostra come il cocktail sia oggi uno spazio di ricerca trasversale, capace di mettere in relazione tradizione e innovazione. A chiudere la giornata, una guest shift aperta al pubblico ha esteso l’esperienza oltre la competizione, offrendo agli appassionati un’occasione concreta per avvicinarsi a queste nuove interpretazioni. Il Martini continua così a evolversi, mantenendo il suo status iconico ma aprendosi a linguaggi e sensibilità sempre più attuali.