Il nostro bilancio dei 50th Best Bars 2021: avanza l'Italia, brilla la stella di Milano

Alla kermesse di Londra (nuovo trionfo per The Connaught) s'è rinnovata la stima verso la nostra ospitalità e i suoi professionisti. Protagonisti di una miscelazione contemporanea che non disdegna il passato e riflette sui trend della ristorazione

20-12-2021
Tanta Italia ai 50th Best Bars 2021. Mentre Agosti

Tanta Italia ai 50th Best Bars 2021. Mentre Agostino Perrone, Giorgio Bargiani e Maura Milia del The Connaught di Londra presidiano per il secondo anno la prima posizione e Giacomo Giannotti del Paradiso di Barcellona la terza, la classifica propone un avanzamento del Drink Kong a Roma (19°), del 1930 (20°) e la new entry del Camparino in Galleria (27°) entrambi a Milano - Foto: Paul Clarke

Si ritorna: dietro e davanti al bancone. Si ordina nuovamente da una drinklist che racconta una “quasi normalità”, attesa per ben 25 mesi e finalmente celebrata lo scorso 7 dicembre dalla fastosa classifica dei 50th Best Bars 2021. La kermesse di Londra è solo l’apice di un percorso ben più articolato che sta caratterizzando in modo sempre più consistente la storia della miscelazione nel mondo.

 Se la pandemia ci ha insegnato l’isolamento nella vita sociale, ha nel contempo lasciato alla mixology una rinnovata spinta all’inclusione, un boost verso la condivisione mai così forte.

I professionisti del settore ci raccontano di bar dove la tradizione e la miscelazione contemporanea non sono ai ferri corti, bensì convivono in una reciproca contaminazione di idee e stili.

Dall’altro lato del bancone, invece, il cliente è quanto mai un personaggio in evoluzione la cui competenza è ben più ragionata di un tempo ma soprattutto ben più estesa grazie ai social, ai post di drink e locali da testare. La prossimità a portata di click si sostituisce a quella frequentazione di cocktail bar esclusivi di viaggiatori per professione e il barman è di conseguenza, portato a interagire con un nuovo pubblico trasversale.

Di fronte a una domanda sempre più competente e a un target più ampio, la 50th Best Bars 2021 non può che dipingere un panorama quanto mai vivace ed eclettico dove non mancano le riconferme di locali storici e di metropoli orientali come Singapore e Hong Kong, ma rinnova la stima verso l’ospitalità italiana e i suoi professionisti che sono un vero punto di riferimento.

Agostino Perrone e Giorgio Bargiania a Identità Golose - foto: Brambilla - Serrani

Agostino Perrone e Giorgio Bargiania a Identità Golose - foto: Brambilla - Serrani

Mentre Agostino Perrone, Giorgio Bargiani e Maura Milia del The Connaught di Londra presidiano per il secondo anno la prima posizione e Giacomo Giannotti del Paradiso di Barcellona la terza, la classifica propone un avanzamento del Drink Kong a Roma (19°), del 1930 (20°) e la new entry del Camparino in Galleria (27°) entrambi a Milano.

Classifiche come queste però non si fermano solo a fornire un posizionamento più o meno premiante, bensì spostano e influenzano correnti di pensiero e influenze nel mondo della miscelazione che Milano sta raccontando in modo significativo già da diversi mesi. Il capoluogo lombardo è infatti diventata una delle mete di un “tour” di cocktail bar di caratura internazionale che ha portato bartender di tutto il mondo a lavorare a 4 mani con i colleghi italiani in “guest shift” oramai considerati veri e propri eventi unici ed esclusivi, dedicati agli appassionati della miscelazione contemporanea.

Non solo New York, Londra, San Pietroburgo e Sidney, ma l’Italia e in particolare anche Roma, Napoli e Firenze, entrano nel novero delle grandi metropoli come Barcellona, Città del Messico, Buenos Aires e in generale quel Centro e Sud America particolarmente esplosivo e ricco di novità.

Le anime dello speakeasy milanese 1930 Cocktail Bar, Carlo Felice Dall’Asta e Benjamin Cavagna a Identità Golose - foto: Brambilla - Serrani

Le anime dello speakeasy milanese 1930 Cocktail BarCarlo Felice Dall’Asta e Benjamin Cavagna a Identità Golose - foto: Brambilla - Serrani

Sotto il segno di questo nuovo trend che sta avanzando nascono quindi appuntamenti esclusivi, che hanno già visto molti dei vincitori della Best Bars 2021 animare i banconi dei bar italiani, trovando un pubblico particolarmente interessato e ricettivo.

Il Camparino, ad esempio, è diventato un vero e proprio palcoscenico per performance e 4 mani inediti con grandi professionisti come Perrone e Bargiani, che hanno caratterizzato l’autunno 2021 in Galleria, così come Matteo Zed del The Court Roma entrato in classifica al 64° posto. Il 1930 ha inaugurato questa estate una serie di appuntamenti nel loro Secret Garden dove hanno ospitato il Paradiso Barcellona e lo stesso padrone di casa, Benjamin Cavagna, ha animato a sua volta piazze interessanti testimoniando un’importanza a livello internazionale dei nostri barman che sono riconosciuti in tutto il mondo per essere punto di riferimento dell’ospitalità dietro il bancone.

Durante l'autunno il Camparino di Milano è diventato palcoscenico di performance inedite e originali

Durante l'autunno il Camparino di Milano è diventato palcoscenico di performance inedite e originali

«Il 1930 in particolare - aggiunge Cavagna - ispirandosi agli speakeasy degli anni del proibizionismo ha già nel suo DNA un rispetto della tradizione che, oggi, si coniuga anche con una ricerca sempre più attenta e mirata della materia prima. Esattamente come avviene per la ristorazione, la miscelazione sta andando verso una selezione accurata dei prodotti, a un rispetto degli ingredienti e a un’attenzione al recupero e alla filosofia dello spreco zero».

Il percorso segnato dalla 50th Best Bars è però uno stimolo per altri locali per seguire alcune linee guida e ispirarsi ai trend del momento. Altri locali meneghini, come The Doping Club si è di fatto rinnovato, dopo le chiusure forzate della pandemia, e con il nuovo bar mananger Alberto Corvi ha dato vita a una serie di appuntamenti prestigiosi che sono culminati lo scorso novembre con la guest shift di Remy Savage, riconosciuto tra i migliori barman al mondo e quest’anno premiato quale Roku Industry Icon proprio durante il gala londinese e che racconta di una professionalità che va al di là del miscelare solo un drink e degli spirits ma nel trovare in ogni ingredienti e in ogni drink servito un’occasione di arte e un’espressione di una filosofia minimalista, che vuole riportare l’appassionato ma anche il professionista all’essenzialità degli ingredienti.

Alexander Frezza a Identità Golose - foto: Brambilla - Serrani 

Alexander Frezza a Identità Golose - foto: Brambilla - Serrani 

Il 7 dicembre non ha tirato una linea raccontando i risultati di un lungo biennio di aperture e chiusure segnando uno spartiacque, ha bensì a nostro avviso segnato una premessa importante per ciò che sarà la miscelazione del 2022 e degli anni a venire. Vi saranno città che sapranno cogliere questi spunti per ripensare la propria industria della miscelazione e per ridisegnare cocktail bar dove la tradizione cammini a braccetto con la rivoluzione della miscelazione inclusiva.