Il vino come motore di sviluppo: siamo stati in Portagallo con UNWTO per parlare di enoturismo

UNWTO è l’Organizzazione mondiale del turismo. Nella regione portoghese dell’Alentejo ha raccontato quanto il settore enologico possa fare per la crescita delle aree rurali

20-09-2021

A Monsaraz, nella regione dell’Alentejo in Portogallo, si è da poco conclusa la Conferenza dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, quinta edizione organizzata da UNWTO, interamente dedicata all’enoturismo: il mondo del vino come prezioso motore per lo sviluppo delle aree rurali (e non solo). C’eravamo anche noi, nel luogo simbolo dell’enogastronomia del paese, e c’era un po’ tutto il mondo dei settori viaggi, cultura ed enogastronomia. Finalmente insieme e definitivamente pronti ad un dialogo comune per il rilancio economico.

Tema principale della conferenza 2021, il contributo fondamentale che il mondo del vino, richiamando  pletore (e pletore) di appassionati, può portare allo sviluppo economico delle regioni. In particolare, di quelle che rappresentano destinazioni remote, spesso poco note, non per questo meno seducenti. Ma veniamo alla nostra esperienza.

i turisti italiani ritengono la visita alle cantine un’opportunità di arricchimento culturale (63%) e un modo per entrare in contatto con l’identità, le tradizioni e la cultura del luogo che stanno visitando (59%)

i turisti italiani ritengono la visita alle cantine un’opportunità di arricchimento culturale (63%) e un modo per entrare in contatto con l’identità, le tradizioni e la cultura del luogo che stanno visitando (59%)

UNWTO, con il contributo dell’ente locale Visit Portugal, quest’anno ha concentrato ogni sforzo possibile per fotografare un settore in crescita, quello del turismo legato al mondo del vino. Molti gli interventi da ogni parte del mondo, più o meno politici, più o meno empirici, sicuramente hanno raccolto applausi le testimonianze (più romantiche) di chi, di enoturismo, ci vive. Aziende e viticultori forti di quella lungimiranza nell’investire in territori privi di riflettori, ma pronti a schiudersi in tutto il loro potenziale.

Sull’argomento, ci è piaciuto particolarmente il racconto di Rita Soares, in rappresentanza di una famiglia che nel cuore sperduto dell’Alentejo, ha avuto la forza di puntare in alto. Tradizioni e radici salde, ma anche investimenti importanti che, oggi, si chiamano Herdade Malhadinha Nova. Country house di  lusso, quindi accoglienza, ristorazione (con la supervisione dello chef Joachim Koerper), ma anche e soprattutto produzione di vino. Ed è proprio la viticoltura ad inquadrare il target di clienti. Una regione, l’Alentejo, raccontata con modernità, con quel tocco di avanguardia che talvolta serve a rendere più fruibile anche la stessa tradizione. Non solo un’azione individuale, staccata dal contesto generale, ma benefici tangibili per l’intero territorio. Anche perché parliamo di un progetto che parte dalla terra e lì ritorna sempre, nutrendosi di sostenibilità e di grande cura dei dettagli. Un turismo senza dubbio esperienziale, altro concetto chiave della conferenza. Una famiglia, un prodotto, un’intera regione. In un effetto domino inusuale, se vogliamo capovolto, Rita Soares ha evidenziato quanto siano importanti gli sforzi dei singoli, ma anche che, senza un successivo lavoro di squadra, crescita e visibilità si fermano inesorabilmente. Sull’argomento, non abbiamo potuto evitare di pensare a ciò che spesso accade in Italia: ottime individualità, ma poca attitudine a fare sistema e pensare veramente in grande. La Soares ha chiesto alla collettività più azioni concrete per ricostruire e fare meglio di ieri. Guardare al turismo, in questo caso a quello trainato dal mondo del vino, come all’innesco di un futuro più sostenibile, inclusivo e resiliente, soprattutto per quelle comunità rurali spesso nell’ombra.

Un momento della quinta Conferenza dell’Organizzazione Mondiale del Turismo

Un momento della quinta Conferenza dell’Organizzazione Mondiale del Turismo

Presenti sul palco tanti protagonisti italiani, i rappresentanti di Langhe Monferrato Roero, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ed il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia. Con grande coralità, hanno sottolineato l'opportunità per le nostre differenti destinazioni di diversificare e migliorare il bacino di utenza. Si è parlato di storytelling e della necessità di partire sempre dalle caratteristiche precipue del territorio: da qui, il ruolo cruciale che possono giocare gastronomia e vino raccontando, insieme, prodotti ed eroi di casa nostra. Del resto, pasta e tartufo si possono acquistare ovunque nel mondo, ma l’esperienza indimenticabile puoi viverla solo nel suo luogo di origine. Infine, un messaggio ben preciso da parte del nostro Ministro del Turismo: “unicità ed emozioni”. Massimo Garavaglia ha utilizzato esattamente queste due parole per chiudere il suo intervento, nonché la conferenza, lanciando un caloroso “arrivederci in Italia”. Sì perché la prossima conferenza UNWTO, nel 2022, si terrà proprio da noi, precisamente ad Alba.

La sesta edizione della Conferenza si terrà in Piemonte

La sesta edizione della Conferenza si terrà in Piemonte

Voce di rilievo all'interno dell'incontro, quella di Roberta Garibaldi, Consulente del ministero del Turismo, autore del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano e presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, che ha sottolineato come sia necessario sfruttare questo momento positivo dell'enoturismo, ma con una necessaria propensione all'innovazione per poter soddisfare le  nuove esigenze dei turisti, che oggi sono nuove e diverse. Ad esempio, sarà necessario legare l'interesse per il vino alla voglia di scoprire i territori, con un occhio di riguardo al benessere della persona. I numeri, infatti, dimostrano che i turisti italiani ritengono la visita alle cantine un’opportunità di arricchimento culturale (63%) e un modo per entrare in contatto con l’identità, le tradizioni e la cultura del luogo che stanno visitando (59%). Tra i nuovi trend di viaggio, le piccole realtà familiari e le dimore storiche.

In quelle Langhe già traino del nostro turismo enogastronomico con i suoi 550.00 turisti all’anno. Una sesta edizione ancora tutta da costruire, da sognare, ma che sicuramente rappresenterà una vetrina importante per il nostro paese. Dunque, arrivederci in Piemonte.


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