Messina: terra di vino amata da Giulio Cesare, che evolve negli occhi delle nuove generazioni

Mamertino, Faro e Malvasia delle Lipari sono le tre Doc siciliane della provincia bagnata dai due mari, Tirreno e Ionio. Un territorio piccolo e frammentato, ma dal notevole potenziale enogastronomico e turistico, dalle isole Eolie e oltre

23-01-2023
a cura di Salvo Ognibene
Oltre i Nebrodi, l'Etna e tutta la bellezza de

Oltre i Nebrodi, l'Etna e tutta la bellezza del territorio messinese

La secolare storia vitivinicola della provincia messinese è la testimonianza che la cultura del vino è legata intimamente alla vita della popolazione locale: oggi la DOC Faro, la DOC Mamertino e la DOC Malvasia delle Lipari sono tre aree vitivinicole del territorio tanto amato da Giulio Cesare al punto che offrì ai suoi commensali, nel corso del banchetto tenuto per onorare il suo terzo consolato, proprio il Mamertino. Tre piccole DOC con i loro vigneti che si affacciano sul Mar Jonio, sul Mar Tirreno e sulle isole Eolie, mentre il vulcano attivo più alto d’Europa sovrasta alle loro spalle.

Ma procediamo per ordine. La DOC Faro ricade sul territorio del Comune di Messina e i nettari sono esclusivamente rossi (da uve di Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Nocera). Circa venti aziende producono vini con questa certificazione e la superficie vitata dell’intera denominazione si aggira intorno ai 20 ettari produttivi. Il nome si fa risalire al popolo dei Pharii, di origine greca, che colonizzarono gran parte delle colline messinesi nel 750 a.C. dedicandosi all’attività agricola e in modo particolare alla coltivazione della vite.

La DOC Malvasia delle Lipari include, invece, l'intero arcipelago delle isole Eolie, patrimonio dell’Unesco dal 2000. Colonizzate dai Greci intorno al 580 a.C. che credevano fosse la dimora del dio dei venti, Eolo, le Lipari custodiscono la Malvasia, regina di di un terroir vulcanico unico al mondo e vinificata in diverse espressioni: passito, passito liquoroso e bianco secco, che negli ultimi anni, sta impegnando una larga parte dei produttori eoliani. Questi ultimi, nel 2016, hanno dato vita al Consorzio della Malvasia delle Lipari, guidato attualmente da Mauro Pollastri e dell’IGT Salina.

Le isole Eolie viste da Gaglio Vignaioli

Le isole Eolie viste da Gaglio Vignaioli

E arriviamo a la DOC Mamertino, la più giovane delle tre: riconosciuta nel 2004, ha registrato un crescendo di attenzioni e di nuovi investimenti negli ultimi anni grazie all’incessante impegno di Flora Mondello, presidente del Consorzio nato proprio lo scorso novembre e che conta 15 piccoli produttori per un totale di circa 40 ettari di vigneti. Il racconto del Mamertino affonda le sue radici nella Storia antica, tanto da venire apprezzato e citato già nel De bello Gallico: Strabone, grande geografo romano, classificò il Mamertino tra i migliori vini dell’epoca; Plinio lo pose al quarto posto in classifica tra 195 vini e sono diversi gli aneddoti legati alla figura di Giulio Cesare.

Grappoli di Nocera rimasti sulla pianta nella DOC Mamertino

Grappoli di Nocera rimasti sulla pianta nella DOC Mamertino

I vini Mamertino Doc possono essere sia bianchi, che rossi: i primi sono ottenuti da uve Inzolia, Catarratto e Grillo, mentre i rossi da uve Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Nocera che, anche nella Doc Faro, è considerata la varietà più rappresentativa. Non gode ancora della visibilità che meriterebbe in quei mercati in cui la territorialità e la riscoperta dei vitigni autoctoni sono i principali criteri di scelta tra i consumatori più esigenti e i professionisti del mondo del vino, eppure diverse aziende agricole sono pronte a scommettere sul futuro di questa varietà.

Ed è così che, il territorio messinese, facendo tesoro della sua grandiosa storia, oggi continua ad attrarre wine lovers e appassionati e, grazie al coinvolgimento delle fresche generazioni, gode pure di un nuovo slancio. Un pezzo di Sicilia in cui il mare è il protagonista insieme ai promontori vulcanici, il verde delle isole, il cappero di Salina presidio Slow Food, le tradizioni eoliane tramandate nel tempo, spiagge: ogni cosa svela ai residenti e ai viaggiatori diversità e bellezza.

La barricaia de Le Casematte e il pane di Francesco Arena

La barricaia de Le Casematte e il pane di Francesco Arena

Per merito di Assovini, l'Associazione di vitivinicoltori siciliani che riunisce oltre 90 aziende con l'obiettivo di promuovere il vino siciliano di qualità nel mondo, è stato possibile incontrare, a Messina, nel cuore della Doc Faro, Le Casematte, realtà giovane nata dall’amicizia tra Gianfranco Sabbatino e Andrea Barzagli; Vasari a Santa Lucia del Mela, sicuramente tra le aziende più storiche che, già negli anni ’90, offriva “spazio” al Mamertino; Gaglio Vignaioli a Oliveri, con la vulcanica Flora Mondello, che rappresenta l’azienda più grande all’interno della Doc Mamertino e, infine, Cantine Colosi la quale, grazie all’entusiasmo familiare e alle competenze dei giovani Pietro e Marianna, raccontano il loro territorio dividendosi tra la cantina di Giammoro e quella di Salina dove danno vita ai celebri Salina IGP e alla dolce Malvasia delle Lipari Doc.

Il produttore Pietro Colosi

Il produttore Pietro Colosi

Un’occasione che attesta come l’intera area messinese sia caratterizzata da una notevole frammentazione in piccole aziende che, confrontandosi tra di loro, vanno crescendo insieme anno dopo anno; mentre, i diversi assaggi segnati da un incontro diretto con i produttori, a tavola, confermano un approccio familiare e l’interesse per un racconto contemporaneo della propria terra. Di quei vini che oggi sono alla ricerca sempre più di eleganza e bevibilità.


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