Anteprima assoluta del Pignolo Gravner

Inedita degustazione verticale di Rosso Breg Gravner testimonia l’intuizione rivoluzionaria di valorizzare questo antico vitigno friulano

10-12-2021
a cura di Cinzia Benzi
Le annate 2003, 2004, 2005, 2006 e 2007 di Pignolo

Le annate 2003, 2004, 2005, 2006 e 2007 di Pignolo. Joško definisce questa varietà un "genio viziato"

Joško Gravner è “il contadino” di Oslavia che ha saputo rivoluzionare il mondo del vino tracciandone indelebili capitoli di storia per chiunque voglia approcciarsi a questo settore. Una famiglia che produce vini da decenni al confine tra l’Italia e la Slovenia. Per Gravner creare la sua versione di Ribolla Gialla è, senza dubbio, la sfida più riuscita. Con coraggio, lungimiranza e coerenza si è  allontanato dai dogmi enoici animando lo scetticismo delle critiche di settore e, soprattutto, scendendo a compromessi estremi sulla piacevolezza del suo vino. Ma non bastava a Gravner. Proprio alla fine degli anni '90 decide di affiancare all’iconico bianco un vino a bacca rossa nato da un vitigno difficile: «Il pignolo è un genio viziato – chiosa Joško -. Una varietà che soffre il vento, da sempre poco considerata e poco propagata a tal punto da presentare un’evidente variabilità anche tra le piante dello stesso vigneto». 

Mateja Gravner, figlia di Joško, ha raggiunto Milano presentando, per la prima volta, le annate 2003, 2004, 2005, 2006 e 2007 di Pignolo. Una donna energica che si occupa della parte commerciale e della comunicazione aziendale. Gregor, suo figlio, da un paio d’anni affianca il nonno nei lavori in vigna e in cantina. Un incontro e, talvolta, uno scontro generazionale fondamentale per il futuro dei Gravner. Oggi gli ettari vitati a Pignolo sono 1,7, dodicimila viti per una produzione oscillante, a seconda delle annate, da 1.200 a 3.000 bottiglie.

Un momento della verticale di Pignolo Gravner 

Un momento della verticale di Pignolo Gravner 

«Mio padre - afferma Mateja - ha scelto il Pignolo per i vini bacca rossa. Tutti i nuovi impianti sono stati realizzati con questa varietà. Nel 1990, grazie al produttore Girolamo Dorigo, mio padre piantò la prima vigna di Pignolo. Pur essendo uno storico vitigno del Friuli, da noi, a Oslavia non è riconosciuto né dalla DOC né dalla IGT quindi lo imbottigliamo come vino da tavola. Un vitigno che Joško definisce  “genio viziato”. Io aggiungo quasi capriccioso, dai  tannini ribelli che si ammorbidiscono solo dopo parecchi anni». Occorre precisare per chi non conosce la filosofia Gravner che a Oslavia si produce vino con un totale abbandono della tecnologia riabbracciando gli insegnamenti del passato enoico quindi via libera all’utilizzo delle qvevri, anfore georgiane in terracotta, interrate e importate direttamente dalla zona dei Kakheti.

Da sinistra: Mateja Gravner e Sara Boriosi che ha condotto la masterclass

Da sinistra: Mateja GravnerSara Boriosi che ha condotto la masterclass

Dal 2001 ad oggi la cantina si è arricchita di questi contenitori per arrivare ad ospitarne 47 di capacità dai 1300 ai 2400 litri. Se gli effetti speciali non piacciono alla famiglia Gravner, in verità,  il primo millesimo di Breg esce nel 2003 senza annata e senza indicazione del vitigno. Fino al millesimo 2005 le uve Pignolo erano fermentate sulle bucce in tini di legno per poi passare dall’annata 2006 all’ anfora. Fermentazione con lieviti indigeni e senza controllo della temperatura, per poi essere affinato in botti di rovere per cinque anni con altrettanta sosta in bottiglia. L’imbottigliamento segue il calendario lunare (luna calante) senza chiarifica né filtrazione.  Il 2003 è piuttosto cupo con lievi sentori d’ incenso che si ritrovano all’assaggio dove si evidenzia una buona acidità. «Come non ricordare quell’annata - chiosa Mateja -  torrida con appena quattro piogge in tutto l’anno ad Oslavia».

Gravner Rosso Breg 2007

Gravner Rosso Breg 2007

Il millesimo 2004 vira su note affumicate, più equilibrio. Il 2005 si caratterizza con una marasca sotto spirito sfumata con speziature: dai chiodi di garofano fino ad arrivare a lievi cenni di cannella. Il millesimo 2006 rappresenta l’annata che svolge la fermentazione completamente in anfora. Francamente il cambio di passo è davvero evidente. Un susseguirsi di note di cacao, meno speziature lasciano protagonismo ad un sorso più teso. Last but not least Rosso Breg 2007: Colpisce per la morbidezza e il frutto croccante che cela un’annata da manuale. Il Rosso Breg sarà il futuro in casa Gravner e noi d’Identità Golose siamo fieri di aver parlato con Joško di Pignolo fin dal 1 febbraio 2010 durante un’edizione memorabile del nostro congresso.


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