Brindisi estivi: scelte alternative per riempire i calici

Arriva la bella stagione e torna la voglia di scoprire e condividere nuove etichette. Prima parte dei consigli di Cinzia Benzi, signora del vino di Identità Golose

21-06-2021

Il ritorno alla convivialità e l’inizio dell’estate rappresentano quel momento in cui il piacere di degustare un vino è direttamente proporzionale alla scoperta delle innumerevoli biodiversità che ci regala il nostro Paese.

Il Piemonte offre la freschezza di Solui di La Scolca, un vino nato da uve Sauvignon e altri vitigni piemontesi. Siamo a Gavi, quartier generale della famiglia Soldati. Chiara, moderna donna del vino, ha deciso di fare un omaggio alla mamma dedicandole un vino che ricordi la spensieratezza delle serate d’ estate. Un nome che racchiude l’acronimo di Luisa Soldati. Un vino fruttato con note di pesca e mela golden, e sfumature mentolate. Un bianco che guarda al futuro senza scordare le proprie origini, per lanciarsi verso nuove sfide, a partire dal packaging creato interamente con carta riciclata.

Restando in regione e spostandoci a Rocchetta Tanaro, si arriva nel nuovissimo Braida Wine Resort dove Giuseppe e Raffaella Bologna portano avanti la tradizione dei grandi vini piemontesi creati dal mitico papà Giacomo. La semplicità apparente de La Monella svela quell’armonia pétillant di un vino che sfiora il sorso. Proprio con questa Barbera del Monferrato frizzante debutta la storia di Braida. Un rosso esuberante creato dalle uve delle vigne della nonna Caterina. Servito ad una temperatura di 8/12° vi catturerà per la freschezza.

Poi arriva il colpo al cuore per un vino creato da Sara Vezza della cantina Josetta Saffirio a Monforte d’Alba. Una scommessa sul Rossese Bianco. Un vino con natali liguri, della zona delle Cinque Terre, tuttavia già piantato in Alta Langa dalla fine dell’Ottocento. Dal 2011 si può certificare come varietà autoctona piemontese con la Doc Langhe Rossese Bianco. L’interpretazione di Sara offre un vino gastronomico di rara eleganza, dal colore dorato, complesso, sapido, con delicate note fruttate.

Tutt’altra stoffa la trama tannica del Petit Verdot San Cristoforo, vino maremmano di Lorenzo Zonin, prodotto dal 2007 nel suo Podere San Cristoforo a Gavorrano. Agricoltura biodinamica e cura maniacale in vendemmia. Se la prima annata è stata una vera e propria scommessa, oggi siamo di fronte a un grande vino rosso fresco, vibrante, raffinato. Malolattica spontanea in barrique dopo la fermentazione e poco meno di un anno in vecchie barrique di rovere francese, senza filtrazioni. Non un vino di potenza, ma dalla finezza senza tempo.

Sempre in Maremma c’è JeT, un vino rosato da Sangiovese Grosso BBS11. Un’etichetta acronimo di Jacopo e Tancredi Biondi Santi, padre e figlio, appartenenti alla storia dell’enologia toscana. Il giovane Tancredi crede in questo vino rosato, prodotto per la prima volta nel 2019 e confermato dal millesimo 2020. Un vino schietto, fruttato con note di ciliegia e frutta esotica con una piacevole morbidezza.

Restiamo in Toscana con Tenuta Tre Rose e la propria interpretazione di rosato da uve Sangiovese. Siamo in area Montepulciano, con vigneti piantati su terreni sabbiosi che donano al vino caratteristiche note agrumate. Un vino che fa estate, dal colore rosa salmone, con note aromatiche fruttate di fragolina di bosco, pompelmo rosa e lievi accenni di bergamotto. Freschezza e sapidità evidenziano un nettare di Bacco che ricorda la brezza marina.

Con Rêve, il sogno di Angela Velenosi, signora del vino marchigiano, imprenditrice illuminata, in tempi non sospetti ha scommesso sul Pecorino di Offida D.o.c.g. Criomacerazione, prima fermentazione in acciaio, per poi fare un passaggio del 50% in barrique e riassemblato dopo circa 24 mesi dalla vendemmia. Ne deriva un vino bianco complesso, persistente, con una carica aromatica di frutta bianca e note esotiche che sfiorano la dolcezza della vaniglia intervallate da un ricco bouquet floreale.

Scediamo al Sud dello stivale per arrivare a Dattilo, dai Ceraudo. Roberto Ceraudo con la sua visione bio, pionieristica, oggi supportato dai figli Susy, Giuseppe e Caterina, conferma la sua Calabria nei calici. Grisara, 100% uve pecorello, varietà autoctona della Val di Neto che fa di questo bianco dalle note salmastre un vino perfetto per la tavola estiva.

Un vero fuoriclasse è Il Frappato di Valle dell’Acate di Gaetana Jacono, che con le sue terre nere e i sassi bianchi crea vini eleganti, massima espressione di una solarità del frutto che si ritrova nei calici. Lampone, frutti rossi, ciliegia si fondono all’unisono.

La stessa solarità isolana di Elisabetta Pala, deus ex machina di Mora&Memo, una Sardegna dal volto giovane, che con il rosato E’ , blend di Cannonau e Monica, ci immerge nei profumi mediterranei. Il nome del vino, E’, si allinea con il finale di Rosé, uno stile che Elisabetta ha applicato a tutta la sua collezione.