Andoni Luis Aduriz e tanti motivi per ricordare Bob Noto

E' stato assegnato al cuoco basco, nel corso di Buonissima, la prima edizione del premio dedicato al creativo e gastronomo torinese. Un'occasione per rievocarne statura e irriverenza

01-11-2021
a cura di Gabriele Zanatta
Andoni Luis Aduriz, chef-patron del ristorante Mug

Andoni Luis Aduriz, chef-patron del ristorante Mugaritz, nei Paesi Baschi, vincitore della prima edizione del Premio Bob Noto, assegnato giovedì scorso in occasione della rassegna Buonissima (foto: Andrea Guermani per Lavazza)

È passata agli archivi ieri, domenica 31 ottobre, la prima edizione di Buonissima Torino, 5 giorni di “cibo, arte e creatività”, con eventi “top” e “pop” - per usare una dicotomia cara ai direttori artistici Stefano Cavallito, Luca Iaccarino e Matteo Baronetto – che hanno animato di cose buone, protagonisti importanti dal mondo e bei pensieri il capoluogo sabaudo.

Uno dei momenti più importanti della ricca kermesse – una concentrato fully booked di cene alte e popolari, bontà e arte varia nelle piole, colazioni d’autore, mostre d’arte, feste, affollati eventi di bistromania – è stata la prima edizione del Premio Bob Noto, gigante della gastronomia e della creatività torinese, scomparso all’età di 61 anni.

Un riconoscimento importante che ci aiuta a ricapitolare nella sua genesi lo stesso Iaccarino: «L’idea di omaggiare questa grande figura della cultura e della creatività torinese», ricorda il food-giornalista e scrittore, «esiste ciclicamente dal 2017, l’anno della sua scomparsa. Nel 2018 il suo grande amico Marco Bolasco organizzò la mostra ‘Ante Instagram: Bob Noto’ alla Nuvola di Lavazza. Con la sua compagna Antonella Fassio abbiamo cominciato a ragionare sulla possibilità di istituire un premio dedicato a lui, circa un anno e mezzo fa. E Buonissima, con la presenza in cartellone di Ferran e Albert Adrià, suoi amici fraterni, ci sembrava l’occasione perfetta».

Giuria e protagonisti del Premio Bob Noto

Giuria e protagonisti del Premio Bob Noto

L'audience della Nuvola Lavazza

L'audience della Nuvola Lavazza

È la stessa Antonella a decidere ogni dettaglio del premio. A partire dalla composizione della giuria: oltre ai 3 direttori artistici della rassegna, agli stessi Ferran Adrià e Marco Bolasco, quest'anno c'erano Sara Peirone di Lavazza, il cuoco Davide Scabin (da sempre molto legato a Bob Noto) e il giovane Paolo Griffa, «Un cuoco che era l’ultima passione di Bob», rivelava Antonella. E' sempre lei ad avere l’ultima parola, soprattutto quella che sancisce il nome del vincitore, che ogni anno verrà premiato per la coerenza a una delle diverse caratteristiche principe di Bob.

La caratteristica di quest’anno era l’irriverenza e il premio è andato con merito al cuoco più iconoclasta dei nostri tempi, il basco Andoni Luis Aduriz, al timone del ristorante Mugaritz, di Errenteria, non lontano da San Sebastian. «Andoni», recitava la motivazione ufficiale, letta da Giuseppe Lavazza, che ha consegnato al vincitore una piccola statua di Bob, con tanto di fetta di prosciutto nella pochette, un marchio indelebile del nostro, «ha fatto dell'avanguardia il modo di intendere la vita; ha anteposto a tutto e a tutti la volontà di aprire strade e percorsi nuovi affinché altri chef possano ambire, senza remore, a superare i limiti dell'esperienza gastronomica». Applausi commossi. Accentuati dalle parole che lo stesso premiato ha dedicato al torinese sul suo profilo instagram appena dopo: «Bob ci ha insegnato a guardare, a leggere i piatti attraverso un'intelligenza mai vista prima a tavola. Da apprendista a elBulli, l'ho visto camminare in cucina con Antonella, che Bob considerava la vera esperta. La sua collezione di fotografie ha lasciato testimonianze preziose sulle rivendicazioni dell’avanguardia culinaria. Quelle immagini sono un esercizio all'interno di un esercizio. Che orgoglio ci dava avere Bob in cucina, a sussurrarci di aggiungere un pizzico di sale in più o di accorciare la cottura di qualche secondo. Grazie di cuore».

Massimo Bottura, Andoni, Albert e Ferran Adrià

Massimo Bottura, Andoni, Albert e Ferran Adrià

La statuetta di Bob Noto, con l'ormai celebre fetta di prosciutto crudo nella pochette

La statuetta di Bob Noto, con l'ormai celebre fetta di prosciutto crudo nella pochette

La motivazione del premio ha generato una ridda di aneddoti dissacranti e divertenti. La stessa Antonella ha ricordato di quel giorno in cui la famiglia Alajmo decise di togliere le tovaglie dalla tavola de Le Calandre. «Bob si presentò a Sarmeola a pranzo in giacca e cravatta, senza camicia, a petto nudo». Risero tutti a crepapelle. Ferran Adria, grande amico del torinese, ha fatto un discorso bellissimo: «Era il miglior cliente e il miglior palato del mondo. Ma oggi ho il sospetto che il vero palato sopraffino fosse quello di Antonella. E che quindi Bob ci ha ingannato per 30 anni», ha aggiunto sorridendo. Nella grande cena-evento di chiusura, il cuoco più influente degli ultimi 30 anni ha preparato con le sue mani, dopo tanto tempo, la sua celeberrima tortilla con trufa blanca, dedicandola proprio a Noto.

Marco Bolasco ha aggiunto: «Noto ha avuto un importantissimo ruolo di collettore. Tante persone che oggi sono qui con noi in questa stanza lo devono a Bob». Matteo Baronetto: «Quand’ero un giovane cuoco, Bob era un punto di riferimento assoluto. Oggi mancano persone che ti aiutino a crescere con i loro consigli intelligenti».

Antonella Fassio

Antonella Fassio

Appuntamento all’anno prossimo: «Vorremo dedicare al premio ancora più tempo e risorse», anticipa Luca Iaccarino, «Fare ancora di più per onorare la memoria di questo grande personaggio della gastronomia torinese e italiana».