AlpiNN diventa così un luogo in cui design e gastronomia dialogano con il paesaggio, trasformando ogni visita in un’esperienza multisensoriale, dove la montagna non è solo osservata, ma vissuta attraverso il gusto e l’emozione.
Con le Olimpiadi, la montagna è tornata a essere protagonista. Tra una gara e una premiazione, discese sugli sci, ciaspolate e panorami che lasciano senza fiato, il momento del pranzo in quota può trasformarsi in un vero e proprio rito: non più una semplice pausa funzionale, ma un’esperienza capace di raccontare il territorio attraverso il gusto. Pranzare sulle piste significa lasciarsi sorprendere da proposte gastronomiche che vanno oltre i grandi classici della tradizione alpina, aprendo la strada a interpretazioni contemporanee e creative, sempre legate agli ingredienti locali.
Tra le vette delle Alpi e le Dolomiti altoatesine, a 2.235 metri di altitudine sulla cima del Plan de Corones, Kronplatz in tedesco, sorge il ristorante AlpiNN by Norbert Niederkofler, un luogo in cui alta cucina, paesaggio e cultura dialogano in modo armonico.

Norbert Niederkofler, Fabio Curreli e lo scenografico AlpINN
AlpiNN nasce come parte di un ambizioso progetto di riqualificazione dell’ex stazione a monte della vecchia funivia e viene inaugurato nel dicembre 2018 (la struttura originale è del 1962) e si trova all’interno dello stesso edificio che ospita
Lumen, il museo dedicato alla fotografia di montagna, e a poche decine di metri dal
Messner Mountain Museum, il museo dedicato all’alpinismo progettato dallo studio di
Zaha Hadid. Fin dai primi mesi dell’apertura, si afferma come una destinazione obbligatoria per gli appassionati di cucina d’autore e per chi vive la montagna come esperienza autentica, diventando rapidamente un punto di riferimento nel panorama gastronomico alpino.
Perfettamente integrato in uno scenario naturale di rara bellezza, AlpiNN interpreta la montagna non solo come contesto, ma come vera protagonista. Il design degli interni, firmato da
Martino Gamper, riflette e traduce nello spazio la filosofia “Cook the Mountain” di Niederkofler, un approccio che valorizza il territorio, le sue risorse e il suo ritmo, tutela la biodiversità e promuove una cucina etica trasformando l’altitudine in un elemento essenziale dell’esperienza culinaria.
AlpiNN racchiude sotto lo stesso tetto diverse anime, ognuna raccontata attraverso una proposta gastronomica in continua evoluzione. Il
Food Space è il bistrot dinamico e informale che interpreta la filosofia di Niederkofler con piatti stagionali, creativi e accessibili, pensati per chi cerca un’esperienza autentica e conviviale in alta quota.

A sinistra, Pane di castagna, pagnotta a crosta dura e Schüttelbrot. A destra, una delle tante proposte di pizza
Novità del 2026 è
The View, la nuova avventura gourmet pensata per ridefinire il concetto di alta cucina in quota. Con soli 8 tavoli affacciati sulle grandi vetrate panoramiche, The View regala una delle vedute più spettacolari dell’arco alpino, dalle Dolomiti alle Alpi della Valle Aurina, trasformandosi in una vera e propria finestra sospesa sulla montagna. Un luogo intimo e privilegiato, dove lo sguardo si perde tra vette innevate e nuvole in movimento, mentre il palato intraprende un percorso degustazione, a 115 euro, che alterna alcuni dei piatti iconici dello chef - C’era una volta una trota, Risotto al pino mugo e faraona, Vitello e midollo - alle creazioni dell’executive
Fabio Curreli e abbinamenti studiati con cura dalla sommelier
Valeria Hinna Danesi.
The View però non è solo un ristorante ma vuole essere un’esperienza multisensoriale in cui la bellezza del paesaggio dialoga con la precisione e l’eleganza della cucina in un equilibrio perfetto tra natura e innovazione gastronomica.
Gli interni, sempre progettati da Gamper, lo hanno trasformato in un rifugio contemporaneo dal design sostenibile che dialoga con la natura circostante e prende forma grazie al lavoro degli artigiani locali. Il legno è l’elemento dominante: interpretato in chiave attuale, richiama le geometrie essenziali dei paesaggi montani. Le sedute reinterpretano la tradizionale
stube, mentre i tavoli modulari e le lampade in pergamena che scorrono su binari offrono flessibilità e dinamismo allo spazio. Il soffitto è rivestito con pannelli in loden, tessuto tipico tirolese, e il pavimento in legno di larice della Valle Aurina rielabora in chiave attuale il classico parquet tirolese.

Risotto al pino mugo e faraona e C’era una volta una trota
«Volevo due elementi fondamentali», racconta Norbert Niederkofler, «portare nel ristorante la filosofia del cucinare in montagna, cioè ciò che facciamo in cucina, e tradurre l’essenza stessa della montagna nel linguaggio del design. L’obiettivo era creare un autentico salotto alpino, una sfida non semplice in uno spazio caratterizzato da ampie pareti di vetro, completamente aperte sul paesaggio circostante. La trasformazione della location è nata da una naturale esigenza di evoluzione: continuare a raccontare la montagna con uno sguardo nuovo, senza mai perdere il legame con le sue radici profonde».
AlpiNN diventa così un luogo in cui design e gastronomia dialogano con il paesaggio, trasformando ogni visita in un’esperienza multisensoriale, dove la montagna non è solo osservata, ma vissuta attraverso il gusto e l’emozione. «Attraverso esperienze diverse in un’unica destinazione», spiega lo chef, «puntiamo a portare l’alta cucina a nuove altezze. Non si tratta solo di celebrare il territorio e i suoi sapori autentici ma ispirando anche a un modo più consapevole di vivere la cucina e la natura».
A completare l’offerta a metà dicembre ha aperto
The Lounge, la nuova welcome area pensata come luogo di incontro e relax tra una discesa e l’altra o per un aperitivo con le tapas creative dello chef Curreli, accompagnate da cocktail e una selezione di vini ricercata, musica dal vivo e performance artistiche. In vista della stagione estiva, la
Terrace sarà completamente rinnovata, trasformandosi in un elegante spazio all’aperto dove ritrovarsi, sorseggiare un drink e lasciarsi avvolgere dalla luce e dai panorami mozzafiato della montagna.