La Piedigrotta, Varese
Difficile da definire questo locale varesino con mezzo secolo di vita, guidato dapprima da Gaetano Cioffi, che arrivò ai confini con la Svizzera dalla Costiera Amalfitana, e ora dal figlio Antonello, che ha cambiato il dna della pizzeria trasformandola in un autentico luogo di culto. Qui si può venire per fare un'esperienza standard (margherita+birra) oppure affidarsi ad Antonello e godersi un vero luna park della pizza. Questa è declinata in mille modi differenti: come sushi, come pasta, come lasagna, come bao, come Wellington. C'è un apposito percorso dedicato a tale gioco serissimo, condotto con gioia dallo stesso Antonello, che ha voglia di stupire e passione per l'accoglienza come raramente accade. Il resto del menu, quello delle proposte tradizionali, è comunque ricco di fantasia, le pizze sono spesso accompagnate da bicchierini di salse, da porzioni di stracciatella, da mozzarelle intere. Un regno dell'abbondanza e della felicità che per gli amanti del bere bene riserva una cantina da stellato: Cioffi è un amante dello Champagne, ambassador Krug, ci sono etichette di Borgogna e chi ha sete e portafogli si può togliere sfizi inauditi.
Andrea Cuomo
Antica Pizza, Busto Arsizio, Varese
I meriti dei padri ricadono sui figli, se questi sono bravi a ingigantirli. Prendete il caso di
Luigi Vaccaro: ha trasformato in poco tempo il locale bustocco di papà
Pino, di origini campane, ancora sempre accanto al forno, da onesta pizzeria di provincia in uno dei luoghi più interessanti dell'intera regione,
Milano compresa. Una recente ristrutturazione ha reso l'indirizzo più a misura delle notevoli ambizioni e ha modernizzato il menu, che ora è davvero stimolante. Tre i modi in cui viene realizzata la pizza: 1) classica cotta al forno a legna a 430°; 2) a ruota di carro e quindi più larga (ma non eccessivamente) e con il cornicione sottile; 3) in doppia cottura, fritta a 180° e poi ripassata al forno elettrico a 300° (la temperatura troppo alta del forno a legna non sarebbe adatta) con la “terra” spenta per non bruciare il fondo. Il risultato è un percorso vario e anche un po' selvaggio, lontano da mode e stilemi. Notevole il lavoro fatto sulle classiche della tradizione campana, la
Marinara (anche inversione rinforzata) e la
Margherita (notevole la variazione chiamata
Provola e pepe Corbarina II), mentre la creatività delle contemporanee è già sfrenata ma l'impressione è che l'autostima potrebbe incrementarla parecchio. Astuta la scelta di non divagare con piatti cucinati: pizza è e pizza deve restare. Si beve del buon vino da una piccola ma intelligente selezione, spazio anche a birrifici locali.
Andrea Cuomo
Sapori d’Italia, Gallarate, Varese
Sapori d'Italia è la prova che se ti senti pronto, nulla è impossibile. E così un'iniziale pizzeria da 40 coperti nel centro di Gallarate (Varese), si è spostata nel 2018 lungo Corso Sempione quadruplicando i posti. Il Covid poteva spazzare via tutto e invece il locale è lì con un giro di sold out impressionante. Il guerriero della luce è
Giuseppe Cuteri: dopo due anni di Economia e Commercio, cede al richiamo del cuore, senza rimpianti. Fin da ragazzo è sempre stato la mano in più nei locali lombardi dei genitori calabri ma la scintilla definitiva si è accesa dopo aver seguito a
Parma i corsi illuminati di
Christian Zaghini. Lì
Giuseppe ha appreso tutto sulle tecniche di impasti diretti, indiretti e con lievito madre. Dalla teoria alla pratica è stato un attimo: l'impasto (classico, multicereali con semi, 100% integrale o senza glutine) è preceduto dalla biga e poi spinto fino a 48 ore di maturazione. A tavola fai un fantasioso giro d'Italia con ingredienti Igp e Dop e ogni mese è raccontato da una pizza speciale. Oltre alle "intoccabili", la carta è un continuo divenire in base alla stagionalità e alle suggestioni di
Cuteri, un vulcano in fatto di creatività e fantasia.
Paola Pellai
Ultimo, Varese
Nel cuore della città giardino,
Ultimo è un indirizzo che ha saputo conquistare negli anni una clientela affezionata e curiosa, diventando uno dei riferimenti della scena cittadina. Il locale, raccolto e curato, unisce l’atmosfera accogliente di un salotto contemporaneo al fascino di un cortile che, con la bella stagione (ma non solo), si trasforma in un punto d’incontro vivace e rilassato. L’anima del bar non è tutta nei cocktail, dietro al bancone
Fabietto e
Martina sanno accogliere il cliente con sorriso affabile e calore umano. Nel bicchiere drink ben bilanciati che spaziano tra i grandi classici e interpretazioni personali. L’aperitivo è uno dei momenti più apprezzati, con una selezione di vini e drink accompagnati da piccoli assaggi. Il servizio è preciso, cordiale, sempre pronto a consigliare con competenza e a creare l’atmosfera giusta. Nei momenti di punta il locale si riempie facilmente (segno di una popolarità meritata), ma resta un indirizzo in cui la qualità dell’esperienza non si perde mai.
Ultimo è un bar che riflette l’idea di una Varese moderna, attenta al gusto e alla convivialità, dove ogni cocktail diventa un piccolo rito da condividere.
Barbara Giglioli
Attila, Varese
Nel cuore di Varese,
Attila è il regno di
Mattia Sicuro, che ha fatto della misura e della curiosità la propria cifra stilistica. L’ambiente è raccolto, moderno, accogliente: un rifugio serale dove la miscelazione diventa linguaggio, tra ricerca, tecnica e istinto. La carta spazia dai classici ben eseguiti alle creazioni più audaci, in cui botaniche, fermentati e note amare si intrecciano con equilibrio. Ogni cocktail racconta una storia, dal
Funky Paloma al
Saturno Contro, simboli di una filosofia che unisce precisione e spontaneità. A rendere il tutto ancora più speciale è il servizio sorridente, competente e attento a riconoscere gusti e abitudini di chi torna. Atmosfera sempre viva ma mai caotica, un indirizzo giovane e già maturo, che dimostra come anche lontano dalle grandi città possa nascere un cocktail bar d’autore capace di lasciare il segno.
Barbara Giglioli
Base Blu Bar, Varese
In una delle boutique più raffinate del centro di Varese,
Base Blu, ha aperto un bar che strizza l'occhio ai locali delle grandi città in cui si può godere di un’esperienza a 360 gradi: non solo shopping e abiti su misura, ma anche uno spazio di ristoro e relax con creazioni di alta qualità. È così che nel bicchiere si trovano cocktail come il
Blu Spritz, un drink sensoriale e decisamente scenografico, fino al nostro preferito:
Nubes, con banana, mandorla tostata, rum Zacapa 23, Casamigos mezcal, soda e tè nero alle fave di cacao. Non solo i grandi classici dunque, ma anche preparazioni che sapranno stupire il cliente e traghettarlo verso un mondo ricco di sfumature nuove e innovazione. Questo bar è senza dubbio un posto dove andare, rilassarsi e passare ore gioiose del vostro tempo. Così tra un acquisto e una prova d’abito potrete farvi coccolare dai cocktail creativi del team di Base Blu Bar.
Barbara Giglioli
Salotto Cairoli, Busto Arsizio, Varese
Salotto di nome e di fatto. L’ambiente è ricercato, ma accogliente. Fa sentire cioè a casa, con tutte le comodità e il calore, ma offre anche la curiosità di esplorare la vastissima carta a disposizione tra vini (in particolare bollicine) e distillati. Anche se il
Salotto Cairoli a Busto Arsizio non è specializzato in cocktail, ad essi è riservata una grande attenzione venendo incontro alle esigenze di oggi. Si fanno i classici con prodotti premium di aziende estremamente qualificate e con un tocco di personalità che li esalta ma non li tradisce. Un esempio il
Negroni: come firma e vezzo verso i clienti si inserisce una goccia di Aceto Balsamico di Modena
Giusti che caratterizza la ricetta. Sempre più ampio intanto il menu relativamente alla cucina (qui troviamo
Matteo De Francesco, in sala
Michelle Bonifacci, regista è
Paolo Recchia, bartender
Marzio Morello), per vivere un’esperienza che va dall’aperitivo alla cena e al dopocena. Qui è piacevole degustare, ma anche confrontarsi e accrescere la propria cultura sui prodotti e sulle loro storie conversando in un vero salotto che è esclusivo e allo stesso tempo accogliente.
Marilena Lualdi
Bar is The Name, Busto Arsizio, Varese
A quattro anni dall’apertura, continua il viaggio di
Bar is The Name.
Ambrogio Ferraro (1994) è un giovane e temerario barman che ha scelto la sfida di aprire il suo primo e unico cocktail bar a Busto Arsizio (e nemmeno in una una delle vie di maggiore passaggio). Sforzandosi di restare al passo con le mode metropolitane, strizzando l’occhio ad una segmentazione dell’offerta così da poter avere sempre qualche snack dalla cucina e un aperitivo da sgranocchiare,
Bar is The Name lavora sull’estremizzazione del dettaglio e sull’iper-customizzazione dell’esperienza. A costo di sembrare anche troppo attenti e preparati verso possibili desideri dei più apparentemente esperti, la miscelazione guarda ai classici cercando un’evoluzione moderata verso tecniche nuove, glassware eleganti e gusti mai troppo spinti. Ora non avete più scuse per un giro in provincia!
Chiara Buzzi