Mondo pizza

21-05-2026

Com'è Massilia, la pizzeria italiana che ha conquistato Bangkok

Il successo in Thailandia (ma ora anche a Giacarta) del piemontese Luca Appino racconta l'evoluzione della cucina italiana all'estero: «Il pubblico ci chiede autenticità e qualità». Lui lo accontenta, con pizze come Norma not normal, la signature...

Il pizzaiolo Michele Fernando e l'impreditore

Il pizzaiolo Michele Fernando e l'impreditore Luca Appino, protagonisti del successo di Massilia a Bangkok, Thailandia

Si può mangiare una buona pizza a Bangkok? Certo che si! Nel cuore pulsante della città, nel distretto di Watthana, tra boutique di alta moda, indirizzi gastronomici esclusivi, il flusso continuo del traffico e i profumi intensi del cibo di strada, c’è Massilia, oggi icona della nuova pizza italiana in Asia. Deux ex machina della pizzeria è Luca Appino, imprenditore piemontese che da 25 anni vive in Thailandia, sguardo furbo e intelligenza vivace, animato da una profonda passione per i lievitati e con molta tanta di fare.

«Quando sono arrivato qui per la prima volta, nei primi anni Duemila, ho trovato una scena gastronomica che oggi sembra quasi irriconoscibile - ci spiega, mentre gustiamo una sua pizza fumante - Allora, tra Bangkok e le altre città del Paese, i ristoranti italiani si contavano sulle dita: poco più di cinquanta, spesso confinati nelle zone più turistiche, pensati per un pubblico internazionale che cercava sapori familiari, più che autenticità. Ricordo bene i racconti di chi era arrivato prima di me, i veri pionieri. Tra questi c’era Rossano, italo-svedese, una figura quasi leggendaria in quegli anni. Gestiva tre locali uno accanto all’altro — una vineria, una pizzeria e un ristorante fine dining — e riusciva a generare numeri impressionanti, fino a mezzo milione di euro al mese. La sua cucina rifletteva perfettamente l’epoca: piatti ricchi, abbondanti, con tanto burro, panna e risotti cremosi. Era quello che i clienti si aspettavano, ed era così che l’Italia si raccontava allora, attraverso sapori intensi e opulenti».

Due pizze di Massilia: da sinistra Burrata e culatello e Finocchiona toscana

Due pizze di Massilia: da sinistra Burrata e culatello e Finocchiona toscana

Da lì la scelta di fare qualcosa di diverso. Riprende Appino: «Sono sbarcato a Bangkok con un contratto per aprire Enoteca, ancora oggi in attività. I primi anni sono stati fondamentali per osservare, capire, adattarsi. Poi è arrivato il ristorante La Bottega di Luca e infine Massilia, che all’inizio non era altro che un piccolo camioncino per strada, un esperimento, quasi una scommessa, dove proponevamo la pizza napoletana, quella vera. Il pubblico, abituato a un certo tipo di cucina italiana, faticava a comprendere la nostra proposta. Ma con il tempo qualcosa è cambiato. Ho visto evolversi il gusto delle persone, crescere la loro curiosità, affinarsi le aspettative. È stato lì che abbiamo iniziato a costruire davvero la nostra identità. La rivoluzione, se così si può chiamare, è stata semplice nella sua essenza: riportare autenticità. Abbiamo scelto pomodoro san marzano, fiordilatte proveniente dalla Penisola sorrentina, ingredienti freschi, tricolori, senza compromessi. All’inizio non tutti coglievano la differenza. Per molti, una pizza valeva l’altra, purché fosse “italiana”. Negli ultimi anni ho visto un cambiamento netto: le persone riconoscono la qualità, cercano prodotti Dop, fanno domande, vogliono capire».

L'elegante sala di Massilia a Bangkok

L'elegante sala di Massilia a Bangkok

Poi c'è il pizza truck di Massilia...

Poi c'è il pizza truck di Massilia...

...e anche il pizza tuk tuk

...e anche il pizza tuk tuk

Dunque: da semplice pizza truck, nel 2015, a brand affermato e riconosciuto. Oggi al ristorante principale nel quartiere di Ruamrudee si affiancano ancora il pizza truck attivo a Sukhumvit 49, ma anche un "pizza tuk tuk" dedicato a eventi e format pop-up, senza dimenticare la recente apertura a Jakarta, caitale del'Indonesia. Un’evoluzione guidata da una visione chiara, come spiega lo stesso Appino: «Le grandi metropoli cambiano: gli spazi si riducono, le case spesso non hanno cucine e le persone ordinano sulla app. Noi abbiamo portato la pizza dove le persone vivono e lavorano».

Dietro le pizze di Massilia c’è la mano di Michele Fernando, salernitano formatosi all’Ateneo della Pizza e con esperienze in Austria, Germania e Regno Unito. Dal 2017 vive a Bangkok, dove ha trasformato il suo quartiere generale in un vero laboratorio creativo. La sua pizza nasce da un impasto classico, con lievitazione tra le 56 e le 72 ore e lavorazione indiretta con biga. Le farine arrivano da mulini italiani selezionati, mentre l’idratazione si attesta intorno al 65%, senza aggiunta di grassi. Il risultato è una pizza equilibrata, morbida, ma con una leggera croccantezza, pensata per incontrare i gusti locali.

Margherita di Massilia

Margherita di Massilia

Lo stile è una sintesi tra napoletana e tradizione italiana, con un cornicione moderato e una cottura controllata che mantiene la base asciutta e il centro soffice. A Bangkok, infatti, i clienti preferiscono una pizza leggermente più croccante e conviviale, spesso la condividono al tavolo, ordinando più pizze da assaggiare insieme. Tra le proposte in carta, accanto ai grandi classici come la Margherita, ci sono le pizze signature tra cui spicca la Norma not normal, una delle creazioni più rappresentative: fiordilatte, purè di melanzane, melanzane fritte croccanti, pomodori secchi, ricotta stagionata, basilico italiano e olio extravergine d’oliva. La carta si completa con una ricca selezione stagionale, che comprende anche opzioni senza glutine e proposte vegane, a conferma di un’offerta attenta e contemporanea.

Norma not normal, la signature

Norma not normal, la signature

Aperta a pranzo con orario continuato fino alla sera, la proposta ruota attorno alla pizza, affiancata da una selezione di classici della cucina italiana: polpette al ragù, parmigiana, supplì, taglieri di salumi e formaggi Dop, primi iconici e dolci come tiramisù e pastiera napoletana, servita con gelato alla vaniglia fatto in casa. Le materie prime — dalla finocchiona al provolone del monaco, dalla ’nduja al fiordilatte, fino a pomodoro e olio extravergine — sono protagoniste e dialogano con ingredienti thailandesi, tra verdure, frutta e spezie, dando vita a un’offerta equilibrata e contemporanea.

Massilia si trova al pian terreno di un edificio moderno che ospita anche un hotel e accoglie gli ospiti in uno spazio pensato per unire comfort e stile. L’ambiente interno si sviluppa in un’unica sala da circa 80 coperti, mentre all’esterno, un piacevole dehors aggiunge altri 40 posti a sedere. L’atmosfera complessiva è curata ma accogliente, dove ogni dettaglio è studiato con attenzione, dai fiori freschi ai lampadari di design. All’ingresso, ben visibili, spiccano i due forni, veri protagonisti del locale, che raccontano fin da subito la centralità della pizza nell’esperienza di Massilia.


Massilia 
15, 1 Soi Ruamrudee Community, Lumphini, Pathum Wan, Bangkok (Thailandia)
Tel. +66 94 5522025
massiliabkk.com
Sempre aperto con orario continuato 11,30–23

 


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Tania Mauri

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Tania Mauri

food writer and traveller, torinese di nascita ma romana d'adozione, da sempre nel mondo della comunicazione, scrive di enogastronomia “per caso” e per passione su diverse testate nazionali

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