Mondo pizza

08-03-2026

Nino Pannella, ad Acerra la pizza come atto agricolo e culturale

Dalla scarola riccia schiana al fagiolo dente di morto, il pizzaiolo lavora con piccoli produttori dell'agro acerrano e nolano per un racconto autentico di biodiversità e identità campana

Nino Panella, classe 1994, di Acerra, dove ha aper

Nino Panella, classe 1994, di Acerra, dove ha aperto la sua pizzeria

Acerra è una terra che ha imparato a convivere con le sue contraddizioni. Fertile, generosa, storicamente vocata all'agricoltura, ma spesso raccontata solo attraverso le sue fragilità ambientali. Eppure, qui, la vera forza non è mai venuta meno: sono le persone che scelgono di restare, di lavorare bene, di credere nelle potenzialità di un territorio che ha ancora moltissimo da dire.

È in questo contesto che nasce e cresce il progetto di Nino Pannella, giovane pizzaiolo classe 1994, che ad Acerra ha trasformato la pizza in uno strumento di racconto contemporaneo del territorio, con la sua Pizzeria da Nino. La sua non è una storia ereditata, ma costruita. Nino è il primo pizzaiolo della famiglia.

Quindici anni fa quella che sembrava una scommessa – una piccola pizzeria inizialmente pensata per l'asporto, mentre lui ancora studiava – si è rivelata l'inizio di un percorso fatto di lavoro, studio e continua ricerca. Il padre racconta spesso che tutto è nato quasi per gioco, osservando la passione del figlio per gli impasti e per il banco. Una passione che negli anni è diventata professione consapevole.

Dopo i primi passi mossi anche accanto a diversi maestri dell'arte bianca, Nino ha scelto di costruire una formazione personale, approfondendo chimica degli impasti, farine, fermentazioni, tecniche moderne. Oggi propone diversi stili di pizza – dalla contemporanea alla teglia, dal padellino alla pala, fino alla fritta – ciascuno pensato non come esercizio di moda, ma come linguaggio diverso per valorizzare ingredienti e consistenze.

Intorno a lui ruota una squadra giovane ma solida, con la famiglia sempre presente dietro le quinte, e Martina, la moglie, che accoglie gli ospiti in sala e segue con attenzione anche la costruzione della carta vini, scelta non semplice per una pizzeria di territorio. Un progetto che resta familiare nell'anima, ma strutturato nella visione.

Il cuore vero della Pizzeria da Nino Pannella, però, è il legame con l'agricoltura locale: la materia prima non è un'etichetta di tendenza, ma una relazione quotidiana con piccoli produttori dell'agro acerrano e nolano. Nino lavora con ortaggi stagionali, farine scelte e prodotti simbolo della zona, molti dei quali rischiavano di scomparire.

Emblematico è il lavoro sulla Scarola riccia schiana – cioè piana perché presenta una foglia larga ma dai margini molto frastagliati – detta anche paparegna, varietà storica napoletana recuperata grazie alla collaborazione con un laboratorio scientifico locale che si occupa di salvaguardia dei semi antichi. Lo stesso vale per la torzella, considerata una reliquia genetica del cavolo coltivato già in epoca greco-romana, e per il Fagiolo Dente di Morto di Acerra, oggi Presidio Slow Food. Ingredienti che entrano nel menu non per folklore, ma per costruire sapori identitari e contemporanei.

Accanto agli ortaggi, centrale è anche il pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP, lavorato attraverso filiere virtuose come quella dell'azienda Nolano, storica realtà agricola con sede proprio ad Acerra, capace di unire tradizione e trasformazione moderna. Il risultato è una pizza che parla di territorio senza ostentazioni, semplice nell'impatto, profonda nella ricerca. Un racconto che passa dal gusto e dalla stagionalità, ma anche da un impegno sociale concreto verso i piccoli agricoltori, spesso invisibili nella grande distribuzione.

A' Maschera

A' Maschera

Negli anni il progetto si è ampliato in diversi format, unendo la dimensione smart di Pannella Pizza Street, pensata per asporto veloce e pizza in teglia, fino al Pizza Lab, un format degustazione dove la pizza diventa percorso creativo a più portate, con impasti differenti e condimenti ispirati ai prodotti agricoli locali.

Tra le proposte del percorso degustazione, la Marinara contemporanea con stracotto di pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP, aglio e origano, è un omaggio alla tradizione napoletana reinterpretata con ingredienti locali selezionati, mentre la A' Maschera, con friarielli, salsiccia, ricotta di fuscella, scorza di limone e pepe, celebra Pulcinella, maschera acerrana. Una pizza semplice fuori, sorprendente dentro, come il personaggio popolare che incarna lo spirito e la tradizione di Acerra.

Pala con torzella e papaccella

Pala con torzella e papaccella

Ad Acerra, la pizzeria di Nino Pannella è diventata così molto più di un luogo dove mangiare bene. È un presidio culturale, una vetrina per una biodiversità che rischiava di perdersi, un esempio concreto di come la gastronomia possa essere strumento di valorizzazione territoriale.

In un'epoca in cui il racconto del cibo spesso si ferma all'estetica, qui la pizza torna a essere gesto agricolo prima ancora che creativo. Un patto silenzioso tra chi coltiva, chi trasforma e chi assaggia. E forse è proprio questo il messaggio più forte che arriva dal forno di Nino Pannella: Acerra non ha bisogno di essere reinventata, ma semplicemente ascoltata, rispettata e raccontata attraverso le sue eccellenze quotidiane.


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Fosca Tortorelli

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Fosca Tortorelli

napoletana, classe 1978, architetto e sommelier Ais. Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione nel settore enogastronomico. Collaboratrice della rivista L’Assaggio, oltre che di altre testate, è membro delle Donne del Vino

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