Parlare della pizza di Confine è facile: semplicemente eccellente. E allora voglio mettere in luce un altro aspetto di questo locale. A me Confine piace tantissimo perché lì vanno oltre il solito modello di pizzeria, avvicinandosi a quello di un ristorante. Normalmente in pizzeria ti siedi, mangi e in 40 minuti sei già pronto per uscire; a me piace andare da Confine perché, se voglio, posso passarci l’intera serata, rimango a tavola a gustare i successivi assaggi e, in questo modo, il piacere di condividere i bocconi coi tuoi commensali si prolunga quanto desideri. È d’aiuto, in questo, l’ottima cantina del quale l’insegna dispone, che ti consente di scegliere bottiglie di pregio. Insomma: da Confine anche l’ambiente garantisce una marcia in più.
Mattia Pecis

Confine a Milano: la sala
Ho conosciuto i ragazzi di
Confine durante una serata in cui eravamo parimenti protagonisti: è stato bellissimo unire le mie idee alle loro. Abbiamo lavorato in simbiosi, ma non come si usa di solito in eventi come questo, ossia il pizzaiolo ci mette l’impasto e lo chef il topping… No: abbiamo sperimentato insieme, abbiamo condiviso varie intuizioni, abbiamo preparato una polpetta di coda con un'insalata di sedano pazzesca, abbiamo poi rivisto il loro calzone, quello storico, super-alveolato e completamente aperto, incrociandolo con la mia zolla di manzo (
Zolla di manzo, mandorla e acetosa, piatto storico di
Scamardella,
ndr) dunque in bilico tra una tartare e un carpaccio... Insomma: sono bravissimi.
Ciro Scamardella
LA NOSTRA SCELTA
Marinara secondo Francesco: pomodorino corbarino, capperi e origano di Salina, pesto d'aglio orsino, polvere di olive nere caiazzane, alici di Cetara, basilico, olio evo monocultivar Itrana
LA PIZZA PIÙ CREATIVA
Botox, con fonduta di caciocavallo stagionato in grotta, fiordilatte, blue a latte crudo di bufala, confettura di fichi bianchi del Cilento, chips di parmigiano reggiano, basilico, olio extravergine di oliva monocultivar Leccino
LA PIZZA VEGETARIANA
Calzone scarola, con carola condita con colatura e alici di Cetara, olio al peperoncino, gherigli di noci sorrentine, polvere di olive nere caiazzane, capperi di Salina, pomodorini datterini, aglio orsino, provola affumicata, olio extravergine di oliva Dop Colline salernitane
LA PIZZA SIGNATURE
Calgyoza: calzone napoletano dal cuore asiatico, con verza glassata alla soia, pancia di maiale marinata, gambero rosso mediterraneo e lime nero
PERCHÉ FERMARSI
perché è una pizzeria davvero diversa dalle altre
Pecis, classe 1996, è nato in Val Seriana, provincia di Bergamo. Ha affinato le sue abilità nel ristorante di Carlo Cracco a Milano e ha poi fatto parte della brigata del St. Hubertus di San Cassiano, sotto la guida di Norbert Niederkofler. Nel 2021, la nuova chiamata di Cracco che gli ha affidato le chiavi del ristorante Cracco Portofino
Scamardella, campano di Bacoli, classe 1988, è chef da luglio 2018 del ristorante Pipero a Roma. Nel suo curriculum, anche la televisione (con Ciro a Mammà, su Gambero Rosso Channel), ma soprattutto tante cucine importanti: Paolo Barrale, Antonino Cannavacciuolo, Gennaro Esposito, Martin Berasategui, Anthony Genovese, Roy Caceres.
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