WhistlePig, anche in Italia il Rye Whiskey super premiato. Con la voglia di stupire

Il brand entra nel portafoglio Spirits di Moët Hennessy: la rinascita di un whiskey made in Usa che stava scomparendo

08-07-2022
a cura di Raffaele Foglia
WhistlePig è recentemente entrata nel portafogli

WhistlePig è recentemente entrata nel portafoglio Spirits di Moët Hennessy

L’ascesa, il declino e la riscoperta del Rye Whiskey. E il coraggio di un gruppo di imprenditori che del Vermont, al confine con il Canada, hanno avviato un’impresa che ha già raggiunto importantissimi traguardi e premi.

La storia di WhistlePig, azienda molto recente fondata nel 2009 e recentemente entrata nel portafoglio Spirits di Moët Hennessy, in realtà è legata alla storia della distillazione negli Stati Uniti. «Il Rye Whiskey, cioè il whiskey di segale, è una piccola realtà – spiega Dan Priseman, brand ambassador per Europa e Regno Unito – Nasce dai primi coloni sulla costa Est/Nordest, che si sono portati la segale, in quanto produttiva in questa area, dalla quale ne ricavavano la farina e poi, quello che avanzava, la trasformavano in whiskey. La segale dà più sapore, più carattere».

I whiskey in degustazione

I whiskey in degustazione

«Ma poi arrivò il proibizionismo. Nel 1919 entrò in vigore la legge che di fatto chiuse le distillerie. In realtà questo portò alla creazione di distillerie clandestine. I canadesi, invece, sapevano che prima o poi sarebbe finito il proibizionismo, e allora aumentarono la quantità di whiskey prodotto. In Canada è definito tutto come Rye Whiskey, ma non è mai stata stabilita la percentuale minima di distillato di segale. Alla fine questo periodo durò 13 anni».

Il Canada, quindi, aveva ricoperto tutte le “quote di mercato” del Rye. Quando riaprirono le distillerie, non aveva più senso produrre negli Usa questa tipologia, e per questo si lanciarono sul Bourbon, realizzato con il mais.

Il whiskey di 10 anni è ottimo in miscelazione

Il whiskey di 10 anni è ottimo in miscelazione

«Poi arrivarono altre difficoltà – sottolinea ancora Priseman - la Grande depressione e la Seconda Guerra Mondiale. A questo si aggiunge il divieto legato ai prodotti da fuori Stati Uniti, e quindi anche il Rye Whiskey canadese. A quel punto c’è stato un altro declino, perché non c’era più domanda. Alcune distillerie negli Usa continuavano a produrre una limitatissima quantità: la Wild Turkey, per esempio, tra il 1933 e il 2009 dedicava due giorni all’anno alla produzione di Rye, mentre alla Jim Beam erano quattro giorni».

La storia cambia in tempi più recenti, alla fine degli anni Novanta: «Alcuni bartender, rilanciando il mondo dei cocktails, sono andati a scoprire ricette del passato a base di Rye, ritrovando anche marchi non ormai non esistevano più. Alla fine hanno capito che il Manahattan diventava eccezionale con il Rye. Da qui ci fu un primo passo verso il rilancio.

Dave Pickerell, scomparso nel 2018

Dave Pickerell, scomparso nel 2018

«La nostra storia – riprende Priseman - nasce da un gruppo di persone a New York e un uomo di Kentucky, Dave Pickerell, che voleva fare il whiskey di segale, ma la distilleria dove lavorava gli ha risposto di continuare a fare bourbon. Dopo 30 anni decise di andarsene: una vera rarità, per un master distiller».

«Il gruppo di investitori di New York pensavano di fare il migliore Rye possibile, ma nessuno di loro lo sapeva fare. Però incontrarono Dave e decisero di unire le forze. Ma in Kentucky non aveva senso, perché qui la segale non cresce. Bisognava quindi andare dove cresce la segale, nel NordEst degli Stati Uniti. Noi siamo proprio all’angolo più estremo del NordEst, nel mezzo del nulla. Non è un luogo pratico. L’idea è quella di sperimentare, andare oltre i limiti».

Maggiore complessità nel 12 anni

Maggiore complessità nel 12 anni

«Il Whiskey invecchiato attualmente non è nostro, ma è attiva una collaborazione con una distilleria canadese che lo aveva in stock e che era esattamente negli standard che volevamo. Così abbiamo stabilito con loro una partnership di 20 anni».

E la WhistlePig guarda al futuro. «Questa è la partenza, ma vogliamo guardare agli scozzesi, sperimentando con botti di sherry, porto e altro. Purtroppo non tutto è andato per il meglio, e abbiamo dovuto costruire un deposito per conservare il whiskey “rovinato”. Abbiamo iniziato anche a costruire le nostre botti, con il legno del Vermont».

Un prodotto molto complesso è il 12 anni

Un prodotto molto complesso è il 12 anni

Purtroppo, poi, nel 2018, Dave Pickerell è scomparso, lasciando un grande vuoto, ma riuscendo comunque a tramandare la sua arte e la sua filosofia tramite il suo lavoro a WhistlePig.

WhistlePig è recentemente entrata ufficialmente nel portafoglio Spirits di Moët Hennessy, con tre prodotti: 10 Y.O., 12 Y.O. e 15 Y.O. Se il più giovane è ideale per la miscelazione, i due successivi trovano una loro connotazione specifica, di grande spessore, anche nell’assaggio in purezza. L’azienda ha anche realizzato un’edizione speciale con Whiskey affinato in botti al 63% di Madeira, al 30% di Sauternes, e al 7% Porto, grazie all’intervento di un master blender che ha saputo scegliere e utilizzare al meglio gli “esperimenti falliti”.


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