Brododigò, il team di Apelle raddoppia con una trattoria di pesce nel cuore di Ferrara

Matteo, Claudio e Martina propongono la cucina di pesce “di una volta” con materie prime freschissime dai mercati di Goro, Chioggia, Porto Garibaldi e Venezia, attenzione e tecniche attuali

12-03-2022
a cura di Maria Vittoria Caporale
Martina Mosco, la chef di Brododigò

Martina Mosco, la chef di Brododigò

Brododigò è la nuovissima trattoria di pesce nel cuore di Ferrara, aperta il 7 dicembre 2021 dal team di Apelle: Matteo MusacciClaudio Bellinello e Martina Mosco. Il nome prende ispirazione da una preparazione della tradizione gastronomica veneziana, il brodo di gò, nome popolare del Ghiozzo, un pesce che vive prevalentemente nelle zone lagunari, come la Laguna di Venezia, dove il fondo è molto fangoso, nelle foci e nelle acque salmastre.

Il locale ospita una cinquantina di coperti tra tavoli e bancone, è luminoso, con arredi semplici e chiari richiami ai colori e agli elementi del mare. La semplicità è voluta, è quella tipica della trattoria, ed è volta, insieme alle proposte in menu, a creare un ambiente accogliente e un’esperienza estremamente piacevole e genuina, veicolata da un servizio giovane e informale ma sapiente. 

La proposta di Brododigò è espressione di un progetto e una filosofia ben precisi. L’intenzione è stata quella di riprendere le ricette dei piatti di pesce delle trattorie “di una volta” e di (ri)proporle in centro città, perfezionate dalla chef Martina Mosco con attenzione e tecniche attuali, conservando sempre i sapori semplici e genuini della tipica trattoria di pesce dove la materia prima, freschissima, è vera protagonista.  

Per fare questo è stata necessaria una meticolosa ricerca, continui assaggi nelle trattorie di pesce della regione e una definizione della filosofia che guida la scelta delle materie prime. Da Brododigò, infatti, è la disponibilità giornaliera del pesce che offre il mercato a definire le proposte in menu. Al mar non si comanda, i piatti possono quindi variare anche nel corso della giornata, tra il servizio del pranzo e quello della cena (lo spaghetto alle vongole, rigorosamente senza gusci, non manca mai!). I crostacei provengono dall’Alto Adriatico, precisamente da Goro, mentre il pesce dai mercati di Chioggia, Porto Garibaldi e Venezia dove un fornitore di fiducia seleziona il meglio di ciò che offre il mare, ogni giorno.

La scelta territoriale caratterizza anche la carta dei vini che presenta venti produttori attentamente selezionati che esprimono, con le loro creazioni autoctone, il potenziale vitivinicolo del territorio Emiliano-Romagnolo. Ne è un esempio il produttore Mirco Mariotti di Argenta, in provincia di Ferrara, che per Brododigò ha preparato un metodo Charmat lungo 30% Chardonnay raccolto a piena maturazione e 70% Trebbiano Romagnolo da raccolta anticipata. 

Da Brodiodigò il coperto include il pane e il baccalà mantecato, un amuse-bouche golosissimo che lascia spazio alle portate: antipasti, primi piatti, pesce alla brace, fritti, di cui si mangia tutto - spine, teste e code - e contorni. Non è necessario ordinare il piatto firma della trattoria, il Riso Carnaroli del Delta IGP al brodo di gò: il suono della campana avverte quando è pronto e verrà servito un assaggio a chiunque lo desideri.

A concludere, un altro retaggio del passato, una coccola che sta ormai, purtroppo, cadendo in disuso e che enfatizza, qui, l’animo della trattoria: il carrello dei dolci. 


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