Shake & shock

01-07-2026

La Grecia spariglia le carte nella prima classifica dei 50 migliori bar d'Europa

Sorprese alla Europe’s 50 Best Bars: trionfa il Line di Atene, seguito da The Bar in front of the Bar nella stessa città. Bene l'Italia, con 10 locali tra i 50: il migliore è Moebius, sesto. Premi speciali a Giorgio Bargiani e Salvatore Calabrese

Foto finale della prima edizione della Europe’s

Foto finale della prima edizione della Europe’s 50 Best Bars, che si è svolta ad Amsterdam

C'è tanta Italia nella prima edizione della Europe’s 50 Best Bars, presentata poche ore fa ad Amsterdam e che ha dato voce a un gruppo di locali e bartender del Vecchio Continente sempre più dinamico, che puntava a questo evento per aver accesso a una delle community più prestigiose e coinvolgenti anche per i non addetti ai lavori. L'appuntamento nella capitale olandese ha ben raccontato quali siano i trend - e, allo stesso tempo, le voci - che stanno costruendo la miscelazione di domani. La stessa città dei Paesi Bassi è testimonianza di quanto fermento ci sia, di come l’Europa sia al passo con i tempi e non abbia niente da invidiare alla vivacità del Sud America o alla costante capacità di sorprendere dell’Asia.

Tanta Italia, si diceva. Risalendo la classifica dal basso, a dare il via a una scalata verso le prime posizioni (e che vede ben 10 locali tricolore tra i cinquanta che costituiscono la classifica) è uno dei bar che ha segnato l’aperitivo moderno sui Navigli a Milano, ovvero il Rita di Edoardo Nono e Chiara Buzzi con uno splendido 49° posto – era già entrato lo scorso anno nella 50Best Discovery. Pochi gradini sopra, da Roma, due dei bar più noti a livello internazionale e che da diversi anni si confermano in ottima posizione nelle classifiche della The World’s 50 Best Bars, ovvero Drink Kong al 32° posto e Freni e Frizioni al 31°. Gucci Giardino, dopo l’ingresso nella classifica mondiale, ottiene la posizione numero 29; L’Antiquario di Napoli è 28°.

Migliore degli italiani è Moebius a Milano, sesto

Migliore degli italiani è Moebius a Milano, sesto

Si ritorna in Milano con il 1930: la sua evoluzione verso un menu che ricalca quello di un ristorante e il cambio di location che gli assicurano il 22° posto; è preceduto dal Locale di Firenze al 21°, mentre il Camparino in Galleria, locale meneghino storico e iconico, entra in classifica con la posizione numero 18. C'è però chi, in Italia - anzi nella stessa Milano - ha fatto ancora meglio: è il Moebius, che si aggiudica anche il 6° posto, primo nella Penisola.

Premio speciale a Salvatore Calabrese

Premio speciale a Salvatore Calabrese

Premio speciale a Giorgio Bargiani

Premio speciale a Giorgio Bargiani

Le posizioni più alte della Europe’s 50Best Bars vedono peraltro la presenza diffusa di altri nostri connazionali, che lavorano all'estero: in terza posizione si classifica Sips di Simone Caporale a Barcellona – premiato anche come miglior bar in Spagna– e tra i premi speciali è bellissimo riconoscimento a Giorgio Bargiani del Connaught Bar di Londra, celebrato da tutta la community di colleghi con l'Altos Bartender’s Bartender Awards (insieme ad Agostino Perrone, si aggiudica poi la decima posizione e il titolo di miglior bar del Regno Unito). Ancora: Salvatore Calabrese, il Maestro, ottiene l’Industry Icon Award quale professionista che ha ridefinito il concetto di bartending, facendolo diventare un’arte e non un servizio fine a sé stesso.

Primo posto per il Line di Atene

Primo posto per il Line di Atene

A sparigliare però le carte di questa prima edizione della Europe’s 50 Best Bars è la Grecia: Atene è la nuova capitale del bere bene poiché ottiene le prime due posizioni, al secondo posto della classifica è The Bar in front of the Bar al primo posto trionfa invece Line, all’interno di un’ex galleria d’arte a Kato Petralona, dove soffitti altissimi e uno sfondo industriale fanno da cornice a un universo creativo che trova nella fermentazione la sua cifra distintiva. 
La classifica

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ll mondo dei cocktail e dei bartender raccontati da Identità Golose.

Claudia Orlandi

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Claudia Orlandi

sceneggiatrice e scrittrice, dalla scuola di giornalismo enogastronomico del Gambero Rosso è approdata a Identità Golose

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