C'è tanta Italia nella prima edizione della Europe’s 50 Best Bars, presentata poche ore fa ad Amsterdam e che ha dato voce a un gruppo di locali e bartender del Vecchio Continente sempre più dinamico, che puntava a questo evento per aver accesso a una delle community più prestigiose e coinvolgenti anche per i non addetti ai lavori. L'appuntamento nella capitale olandese ha ben raccontato quali siano i trend - e, allo stesso tempo, le voci - che stanno costruendo la miscelazione di domani. La stessa città dei Paesi Bassi è testimonianza di quanto fermento ci sia, di come l’Europa sia al passo con i tempi e non abbia niente da invidiare alla vivacità del Sud America o alla costante capacità di sorprendere dell’Asia.
Tanta Italia, si diceva. Risalendo la classifica dal basso, a dare il via a una scalata verso le prime posizioni (e che vede ben 10 locali tricolore tra i cinquanta che costituiscono la classifica) è uno dei bar che ha segnato l’aperitivo moderno sui Navigli a Milano, ovvero il Rita di Edoardo Nono e Chiara Buzzi con uno splendido 49° posto – era già entrato lo scorso anno nella 50Best Discovery. Pochi gradini sopra, da Roma, due dei bar più noti a livello internazionale e che da diversi anni si confermano in ottima posizione nelle classifiche della The World’s 50 Best Bars, ovvero Drink Kong al 32° posto e Freni e Frizioni al 31°. Gucci Giardino, dopo l’ingresso nella classifica mondiale, ottiene la posizione numero 29; L’Antiquario di Napoli è 28°.

Migliore degli italiani è Moebius a Milano, sesto
Si ritorna in Milano con il
1930: la sua evoluzione verso un menu che ricalca quello di un ristorante e il cambio di location che gli assicurano il 22° posto; è preceduto dal
Locale di Firenze al 21°, mentre il
Camparino in Galleria, locale meneghino storico e iconico, entra in classifica con la posizione numero 18. C'è però chi, in Italia - anzi nella stessa Milano - ha fatto ancora meglio: è il
Moebius, che si aggiudica anche il 6° posto, primo nella Penisola.

Premio speciale a Salvatore Calabrese

Premio speciale a Giorgio Bargiani
Le posizioni più alte della
Europe’s 50Best Bars vedono peraltro la presenza diffusa di altri nostri connazionali, che lavorano all'estero: in terza posizione si classifica
Sips di
Simone Caporale a Barcellona – premiato anche come miglior bar in Spagna– e tra i premi speciali è bellissimo riconoscimento a
Giorgio Bargiani del
Connaught Bar di Londra, celebrato da tutta la community di colleghi con l'
Altos Bartender’s Bartender Awards (insieme ad
Agostino Perrone, si aggiudica poi la decima posizione e il titolo di miglior bar del Regno Unito). Ancora:
Salvatore Calabrese, il
Maestro, ottiene l’
Industry Icon Award quale professionista che ha ridefinito il concetto di bartending, facendolo diventare un’arte e non un servizio fine a sé stesso.

Primo posto per il Line di Atene
A sparigliare però le carte di questa prima edizione della
Europe’s 50 Best Bars è la Grecia: Atene è la nuova capitale del bere bene poiché ottiene le prime due posizioni, al secondo posto della classifica è
The Bar in front of the Bar al primo posto trionfa invece
Line, all’interno di un’ex galleria d’arte a Kato Petralona, dove soffitti altissimi e uno sfondo industriale fanno da cornice a un universo creativo che trova nella fermentazione la sua cifra distintiva.