Si parla e si legge ovunque di esperienze, cene immersive, concept restaurant e smart dining. Il rischio è perdere di vista due componenti essenziali dello stare fuori casa: sostanza e fattore umano. Quel qualcosa in più capace di fare la differenza rispetto a un piatto ben costruito ma senza anima, a un drink correttamente assemblato eppure non indimenticabile, a una serata algida priva di emozioni. E se questo concetto lo si esprime nel proprio brand, si comprende come il progetto affondi le fondamenta proprio in questo assunto. Non per nulla Yapa - che in lingua quechua, un idioma peruviano, significa proprio “quel qualcosa in più” - ti avvolge di empatia appena varcata la soglia del locale milanese di Viale Monte Nero. Gli architetti hanno fatto la loro parte: lunghi banconi, nuances dal beige al marrone, cucina a vista per un cooking show che va in scena ad ogni servizio, look elegante e luci soffuse. Anche la musica non è scelta a caso bensì selezionata con attenzione per accompagnare i vari momenti dell’esperienza. Ciò che però sorprende è la quantità e la qualità del personale. Oltre 25 fra ragazzi e ragazze in sala, chef e barman, che di fronte ai clienti lavorano veloci, precisi, sicuri e puntuali. È questa la vera differenza di un luogo che sta ha ospitato nei mesi scorsi una serie di eventi dedicati alla mixology in aggiunta alla usuale proposta cosmopolita - gastronomica e di cocktail - che mette a fattore comune la esperienze fatte in giro per il mondo dallo chef Matteo Di Ienno. Un viaggio sulle tavole di tutto il pianeta e una proposta dove cucina e miscelazione proseguono sullo stesso binario narrativo.

Il Line di Atene ospite dello Yapa di Milano
La serie
Liquid Dialogues, in collaborazione con
Neit Irish Whisky e con la media partnership di
Coqtail, ha proposto appuntamenti dove a partire dai drink si sono aperte conversazioni fluide attorno al tema della contaminazione o meglio del fraseggio, fra cucina e bancone. In uno degli ultimi incontri ospite di
Matias Sarli, bar manager di
Yapa, il team di
Line, cocktail bar del quartiere Petralona di Atene, considerato uno dei locali più influenti e poco dopo asceso a numero 1 d'Europa per la prestigiosa classifica
Europe's 50 Best Bars.
Di dialoghi, come si diceva, si è parlato per uno scambio culturale tra la visione di Matteo Di Ienno - anima di Yapa - e l’approccio di Vasilis Kyritsis, founder di Line, e della sua crue.

Liquid Dialogues tra Yapa e Line
Il locale ateniese è specializzato nell’arte della fermentazione e attento alla sostenibilità. Approcci vicini a quelli del ristobar milanese e incontro vincente fra tecniche ancestrali, la fermentazione nasce nella notte dei tempi come procedimento per conservare i cibi, e sperimentazione d’avanguardia. Con il cliente posto al centro dell’attenzione, per dare felicità, per mettere passione in un cocktail che diventa funzionale alla condivisione dell’anima e non solo della tecnica.
Line fa di questi due elementi le sue principali verticali tanto da essere diventato stabilmente un "Wine Making": fermentati di mela o pera utilizzati come basi acide e aromatiche per cocktail inaspettatamente complessi e in costante evoluzione ad ogni sorso. Essenziali e trasparenti alla vista, strutturati e multiformi al palato con note sapide, citriche e umami.

Matias Sarli, bar manager di Yapa

Vasilis Kyritsis, founder di Line
Nei nostri assaggi il primo drink, targato
Yapa, è il
Sakurara Neit a base whisky irlandese Neit, con cordiale ai fiori di ciliegio, soluzione citrica, profumi e soda alla pesca, servito con un polpo croccante e piccante al punto giusto, delicato e croccante, servito con maionese, salsa chimichurri. Il
Delusional Margarita di
Line è invece il prodotto di un’idea di circolarità che riunisce orto, cucina e bar. Tutto parte da tequila Reposado, bilanciata da un tocco di ketchup e senape a cui si aggiunge un cordiale realizzato con acqua, spezie e patate scartate dalla cucina per qualche piccola imperfezione e qui rese protagoniste per un'esperienza di bevuta morbida e indimenticabile. In abbinamento una golosa
Quesadilla con fungo cardoncello e provola affumicata uscita dalla caleidoscopica cucina di
Yapa per un piacevole e apprezzato incontro.

Fino al 31 agosto Yapa ha la propria "summer edition" ad Antiparos, isola della Grecia nell'arcipelago delle Cicladi, situata a 1,9 chilometri da Paros