Shake & shock

22-08-2026

Parigi da bere: sulle tracce dei migliori cocktail bar della città

Prosegue il nostro viaggio alla ricerca dei sorsi più intriganti della Capitale francese, che espande i confini del più classico turismo enogastronomico anche alla miscelazione. La seconda parte del tour

Tra i cocktail bar da non perdere a Parigi, c'

Tra i cocktail bar da non perdere a Parigi, c'è l'Abstract bistrot. Foto di Audrey.Carpe

Nell'articolo di Claudia Orlandi, la prima parte di questo racconto all'insegna del buon bere parigino: puoi leggerlo cliccando qui.

Parigi è la Capitale della Francia e in quanto tale la materia alcolica per eccellenza è sempre stata il vino. L'esplosione del turismo, soprattutto d'origine anglosassone, ha però evocato nel tempo la nascita di sempre più cocktail bar.

A guidare il plotone (almeno fino al fallimento che lo ha portato poi nel gruppo del The Cambridge Public House, ndr) è stato il Little Red Door, proiettato verso la vetta della 50 Best bars quando nel '22 raggiunge la quinta posizione.

Ma la vita continua e Alex Francis con Barney O'Kane, ex-proprietari del locale dalla porta rossa, dirigono ora il De Vie in Rue Saint Sauveur, la via del “Santo Salvatore” che suona un po' come “santo sapore”.

Il drink Cucumber del De Vie

Il drink Cucumber del De Vie

Non a caso, l'esperienza si avvale di un particolare accento gastronomico sotto la guida dello chef Adam Purcell. Piatti un po' cerebrali, certo, eppure il cocktail pairing è sicuramente tra i più interessanti della città. Curiosa anche la scelta di lavorare senza ghiaccio per motivi ecologici. Reggerà? Staremo a vedere!

A 10 passi dal De Vie è stato inaugurato, invece, il secondo locale dei gemelli Moudoulaud, l'Abstract bistrot, dove la mano e l'occhio di Remy Savage riportano a Parigi la gloria del Best bartender 2022. Un passato presso il Little Red Door, poi all'Artesian e presente a Londra con Bar with Shapes for a Name, Savage aggiunge al savoir faire dei gemelli il suo stile inconfondibile.

Qualche passo in più là, ci porta nel quartiere del Marais dove troviamo la gran parte dei migliori bar.

La doppia anima del Bar Nouveau, miglior bar di Francia. Foto di Audrey.Cape

La doppia anima del Bar Nouveau, miglior bar di Francia. Foto di Audrey.Cape

A partire dal Bar Nouveau che, inaugurato da poco, ha già fatto il suo ingresso nella classifica dei 50 Best e dal 30 giugno scorso, si è aggiudicato il titolo di miglior Bar di Francia. L'idea di partenza è quella di un menu double-face, che prevedesse una miscelazione più classica a piano terra e una più alchemica al piano inferiore. Ora, invece, al piano di sotto è finalmente partito il progetto di un omakase, che prevede la degustazione di 6 cocktail, esperienza prenotabile nei fine settimana. Ogni giorno, invece, a partire dalle 15, vale la pena assaggiare un Ramos a base di whisky e yogurt.

Gli strepitosi tacos di Candelaria

Gli strepitosi tacos di Candelaria

Proseguendo nello stesso quartiere incontriamo un altro punto fermo della scena del bere bene francese. Da 15 anni, nascosto all'interno di una taqueria tanto minimal quanto buona, vive il Candelaria. Qui c’è molto mezcal, ma anche la possibilità di assaggiare degli ottimi tacos prima di bere: un luogo ideale da cui iniziare la ronda serale.

Una selezione di drink del Mesures. Foto di Amourdrink.tv

Una selezione di drink del Mesures. Foto di Amourdrink.tv

Continuiamo con una new entry, il Mesures, drink e assaggi in salsa giapponese, senza dimenticare quell’allure tipicamente francese di bistrot aperto a tutti, senza precludere, quindi, l’esperienza a chi ha un potere di spesa inferiore.

Dalla cocktail list di Combat

Dalla cocktail list di Combat

Un altro indirizzo molto interessante anche per i prezzi accessibili si trova andando verso Belleville ed è il Combat dell'omonima bartender scelta da Alain Ducasse per una recente collaborazione nel suo Ombres, ai piedi della Tour Eiffel.

Growing'up, un drink di Le Syndacat in uno scatto di Alexis Sbarbe

Growing'up, un drink di Le Syndacat in uno scatto di Alexis Sbarbe

C’è il Syndicat, arredo vagamente punk, dove si servono solo cocktail a base di alcol francese, ubicato in un quartiere, il Fauburge St. Denis, che merita un passaggio per la quantità di ristoranti.

Dettagli dal meraviglioso Cravan

Dettagli dal meraviglioso Cravan

In tutt'altra parte della città, un po' scomodo da raggiungere trovandosi nel sedicesimo arrondisement, c’è un gioiellino di bar, il Cravan di Frank Audoux.

Per chiudere non si può non citare l'Hemingway Bar del Ritz Hotel, dove per 40 euro è possibile sorseggiare un ottimo Martini, salvo che non vi possiate permettere quello da 550 fatto con una Chartreuse del 1904: memorabile.


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ll mondo dei cocktail e dei bartender raccontati da Identità Golose.

Marco Di Gregorio

di

Marco Di Gregorio

Milanese di osservanza nerazzurra, è stato responsabile cultura dei tg Mediaset prima di fondare Sei Milano, la prima tv realizzata con telecamere non professionali. Ha quindi portato in Italia il brand Lush diventandone worldwide ethical manager. Ha lanciato c6.tv e si occupa ora di investimenti sostenibili. Ha scoperto che scrivere di cocktail è un’ottima scusa per bere bene

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