Nell'articolo di Claudia Orlandi, la prima parte di questo racconto all'insegna del buon bere parigino: puoi leggerlo cliccando qui.
Parigi è la Capitale della Francia e in quanto tale la materia alcolica per eccellenza è sempre stata il vino. L'esplosione del turismo, soprattutto d'origine anglosassone, ha però evocato nel tempo la nascita di sempre più cocktail bar.
A guidare il plotone (almeno fino al fallimento che lo ha portato poi nel gruppo del The Cambridge Public House, ndr) è stato il Little Red Door, proiettato verso la vetta della 50 Best bars quando nel '22 raggiunge la quinta posizione.
Ma la vita continua e Alex Francis con Barney O'Kane, ex-proprietari del locale dalla porta rossa, dirigono ora il De Vie in Rue Saint Sauveur, la via del “Santo Salvatore” che suona un po' come “santo sapore”.

Il drink Cucumber del De Vie
Non a caso, l'esperienza si avvale di un particolare accento gastronomico sotto la guida dello chef
Adam Purcell. Piatti un po' cerebrali, certo, eppure il
cocktail pairing è sicuramente tra i più interessanti della città. Curiosa anche la scelta di lavorare senza ghiaccio per motivi ecologici. Reggerà? Staremo a vedere!
A 10 passi dal De Vie è stato inaugurato, invece, il secondo locale dei gemelli Moudoulaud, l'Abstract bistrot, dove la mano e l'occhio di Remy Savage riportano a Parigi la gloria del Best bartender 2022. Un passato presso il Little Red Door, poi all'Artesian e presente a Londra con Bar with Shapes for a Name, Savage aggiunge al savoir faire dei gemelli il suo stile inconfondibile.
Qualche passo in più là, ci porta nel quartiere del Marais dove troviamo la gran parte dei migliori bar.

La doppia anima del Bar Nouveau, miglior bar di Francia. Foto di Audrey.Cape
A partire dal
Bar Nouveau che, inaugurato da poco, ha già fatto il suo ingresso nella classifica dei
50 Best e dal 30 giugno scorso, si è aggiudicato il titolo di
miglior Bar di Francia. L'idea di partenza è quella di un menu
double-face, che prevedesse una miscelazione più classica a piano terra e una più alchemica al piano inferiore. Ora, invece, al piano di sotto è finalmente partito il progetto di un
omakase, che prevede la degustazione di 6 cocktail, esperienza prenotabile nei fine settimana. Ogni giorno, invece, a partire dalle 15, vale la pena assaggiare un
Ramos a base di whisky e yogurt.

Gli strepitosi tacos di Candelaria
Proseguendo nello stesso quartiere incontriamo un altro punto fermo della scena del bere bene francese. Da 15 anni, nascosto all'interno di una taqueria tanto minimal quanto buona, vive il
Candelaria. Qui c’è molto mezcal, ma anche la possibilità di assaggiare degli ottimi tacos prima di bere: un luogo ideale da cui iniziare la ronda serale.

Una selezione di drink del Mesures. Foto di Amourdrink.tv
Continuiamo con una
new entry, il
Mesures, drink e assaggi in salsa giapponese, senza dimenticare quell’allure tipicamente francese di bistrot aperto a tutti, senza precludere, quindi, l’esperienza a chi ha un potere di spesa inferiore.

Dalla cocktail list di Combat
Un altro indirizzo molto interessante anche per i prezzi accessibili si trova andando verso
Belleville ed è il
Combat dell'omonima bartender scelta da
Alain Ducasse per una recente collaborazione nel suo
Ombres, ai piedi della Tour Eiffel.

Growing'up, un drink di Le Syndacat in uno scatto di Alexis Sbarbe
C’è il
Syndicat, arredo vagamente punk, dove si servono solo cocktail a base di alcol francese, ubicato in un quartiere, il
Fauburge St. Denis, che merita un passaggio per la quantità di ristoranti.

Dettagli dal meraviglioso Cravan
In tutt'altra parte della città, un po' scomodo da raggiungere trovandosi nel sedicesimo arrondisement, c’è un gioiellino di bar, il
Cravan di
Frank Audoux.
Per chiudere non si può non citare l'Hemingway Bar del Ritz Hotel, dove per 40 euro è possibile sorseggiare un ottimo Martini, salvo che non vi possiate permettere quello da 550 fatto con una Chartreuse del 1904: memorabile.