Che cosa sta accadendo nei bar d’hotel di tutta Europa? Dopo l’ultima edizione della Bar Experience a Identità Milano 2026 è apparso chiaro come ogni struttura ricettiva di lusso si stia muovendo verso l’individuazione di un format e di un’identità chiara del proprio cocktail bar. Non appannaggio esclusivo dei clienti interni, ma parte di una community di locali internazionali in cui ogni outlet declina, a proprio modo, una filosofia di lavoro e creativa ben riconoscibile. È il caso dei Rocco Forte Hotels dove il Maestro, Salvatore Calabrese, riesce a creare un filo conduttore che lega ogni bar della catena alberghiera senza però mai imporsi sul carattere e sull’espressione individuale dei bar manager che dirigono i banconi in tutta Europa.
Ma come si arriva a questi risultati? Il primo chiaramente, come accennato poc’anzi, ce lo ha ben illustrato durante la prima giornata di lavori congressuali della Bar Experience il gruppo Rocco Forte (leggi l’articolo di Manolo Orgiana), con la conduzione di Rossella De Stefano. Ma ci sono altre due strade di cui vi vorremmo raccontare e per cui vale la pena di prendere un volo e percorrerle.
Prima tappa: THE SIDECAR a Dublino, Irlanda

The Sidecar al The Westbury Hotel di Dublino
A Dublino,
The Sidecar al
The Westbury Hotel si affida al bar manager
Oisin Kelly e alla caratterizzazione degli interni, per regalare un’esperienza di ospitalità e di connessione con il territorio estremamente gradevole e puntuale. In perfetto stile anni ’30 e all’interno di uno degli hotel più iconici della capitale irlandese, il
Sidecar celebra l’Art Decò sia nell’utilizzo delle luci da tavolo e dei lampadari sia nella suggestiva bottigliera che dà il benvenuto e fa da cornice e catalizzatore di attenzione in ogni momento della serata. Qui
Kelly racconta la sua idea di bar con un menu che ripercorre la storia della sua terra e della sua città natale con alcune fotografie d’archivio. Selezionate con estrema attenzione e ognuna per il significato che racchiudono, restituiscono l’idea di una “Dublin unfiltered”, ossia una città che può essere sé stessa solo attraverso le persone che l’hanno abitata e vissuta. Dal 1897 ai giorni nostri, Dublino vive in 18 cocktail che attingono a un concetto di miscelazione sorprendente, in alcuni casi, per una dolcezza calmierata da un estremo equilibrio e conoscenza dei classici. Ad esempio
Stand Off, un twist sul Vesper Martini a base vodka, Sidecar gin – un’edizione limitata realizzata ad hoc per il bar – vermouth infuso all’ostrica per richiamare le coste irlandesi dell’Ovest e le sue note iodate. Differente è invece
Heard it on the tramline, in cui il whisky irlandese invecchiato 12 anni incontra un sidro di mele irlandesi e Cidana, anch’essa a base mela e una delle toniche più amate in Irlanda.
Seconda tappa: COPPER BAY a Parigi, Francia

Suzette à l’Anis, un sour delicato all’anice. Foto lephotographedudimanche
Se il
Westbury Hotel e
The Sidecar puntano sulla storia, l’
Hotel Lancaster di Parigi si affida all’expertise di
Copper Bay – uno dei bar più eclettici e noti in città – e alla creatività e vivacità di
Aurélie Panhelleux – bar operation manager. Il matrimonio tra l’hotel, che ha appena celebrato i suoi 100 anni di vita e che ha ospitato personaggi unici del mondo dell’arte e dello spettacolo, trova in
Aurélie e nel nuovo menù
Hexagonal quel giusto tributo alla freschezza e alla non convenzionalità, che ha sempre contraddistinto gli ospiti del
Lancaster come
Marlene Dietrich,
Emile Wolf,
Elizabeth Taylor. Personalità e storie di vita che fanno da spunto per costruire dei profili aromatici utilizzando distillati e lavorazioni in un menu che si muove agilmente tra sapori accattivanti, dolci ma sempre equilibrati. Oggi
Copper Bar Lancaster lancia appunto
Hexagonal, spingendosi verso il territorio tra passato e presente cercando di valorizzare quei distillati locali della tradizione che difficilmente hanno spazio nelle drinklist dei bar. Come racconta la stessa bar manager, «i cocktail vogliono raccontare una storia di Francia senza tempo ma attuale. Ogni drink riflette un produttore, una regione e un rituale che ha segnato la cultura del bere francese». L’impressione, sin dal primo assaggio, è quella di attraversare un racconto che fa dei propri usi e costumi quell’intenzione indispensabile per alimentare la creatività e una visione attuale del passato che non è né mai vecchio né mai stanco. La tradizione dell’aperitivo francese è celebrata da
Kir Royal, uno dei cocktail iconici del momento dell’aperitivo francese e che viene reinterpretato con il distillato
Abstract’s Monochrome Raspberry, Chambéryzette e Champagne Deutz che donano una nuova eleganza. I sapori del Sud del Paese si ritrovano nel
Suzette à l’Anis ovvero un sour delicato all’anice con
Denoix Fenouillette de Brive e il distillato d’anice Metté con limone, orzata e fave di tonka.
Terza tappa: BRITANNIA BAR a Trondheim, Norvegia

Cocktail Nansen, del Britannia Bar
Il nostro viaggio non può non fare tappa a Trondheim in Norvegia, al
Britannia Bar (presso il
Britannia Hotel), al bancone del suo executive bar manager
Øyvind Lindgjerdet. Artigianalità, storia, ricerca dei prodotti di altissima qualità – locali e non – ne fanno un professionista noto per il suo rigore e l’attenzione per i dettagli, a partire dalle preparazioni fino allo studio di opere d’arte, che accompagnano i suoi drink. Visionario e meticoloso, oggi il menu del
Britannia Bar si radica nella sua area geografica, nei produttori di Trondheim, riuscendo ad esprimere al meglio la Norvegia e le sue ricchezze. Dieci cocktail, dieci ritratti di personaggi locali che uniscono ingredienti fatti in casa e di stagione con presentazioni artistiche oltre all’utilizzo di distillati locali. Non solo persone note al pubblico, ma anche i professionisti che hanno fatto la storia del
Britannia Bar sono coloro che ispirano
Øyvind nel creare una sorta di album dei ricordi in versione alcolica.
Norum celebra un famoso architetto di Trondheim con acquavite, vodka d’orzo, mela, pino e abete rosso;
Victor è il ricordo del giardiniere che ha lavorato al
Britannia fino al 1989 e si esprime in un drink aromatico e vivace a base di Bareksten’s gin, cardamomo tostato e un setoso olio di cocco a regalare al drink una texture delicata, equilibrata infine da cetriolo e da una spruzzata di lime per dare freschezza. L’esperienza al
Britannia non può dirsi completa senza notare anche l’attenzione che viene data al servizio e alla gestione del personale, pregevolmente affidata alle mani dell’head bartender
Daniel Kovács, in grado di garantire agli ospiti un’esperienza unica ed eccellente.
Qualunque tappa si decida di programmare, i bar d’hotel sono in grado di lasciare ai propri ospiti un’esperienza personalizzata in grado di essere parte di un bagaglio di interazioni e stimoli alimentati, giorno per giorno, dall’incontro con il mondo.